A riposo, una parte relativamente ampia della gittata cardiaca, è destinata agli organi splancnici (milza, fegato, reni), al cervello e al cuore, l muscoli ricevono solo il 20%) del flusso ematico totale nonostante costituiscano più del 40% della massa corporea totale. Tuttavia, durante l’esercizio i muscoli possono ricevere più dell’85% della gittata cardiaca.
Dott. Andrea Rizzo – Scientific Training
l meccanismi di controllo del flusso ematico rendono possibile il trasporto del sangue dove è necessario, restringendo alcuni vasi e dilatandone altri. In questo modo è possibile mantenere od aumentare la pressione del sangue, continuare il rifornimento di aree vitali e soddisfare le richieste metaboliche dell’apparato contrattile in attività.

La regolazione del flusso sanguigno è il risultato di una combinazione di meccanismi di controllo neuronale simpatico e della produzione locale di sostanze chimiche ad effetto vasodilatatore e vasocostrittore.
La distribuzione del sangue infatti è controllata principalmente dalle variazioni del calibro delle arteriole. A riposo, ad esempio, le arteriole dei muscoli inattivi restano per la maggior parte semichiuse, consentendo che il sangue venga dirottato verso altri distretti. Durante l’esercizio però, quando i muscoli in attività richiedono una maggior quantità di sangue, le arteriole si dilatano consentendo il trasporto di ossigeno e dei nutrienti richiesti.
La maggior parte del volume circolante è contenuto nelle vene anch’esse possono restringere il loro calibro, sia in seguito alla stimolazione simpatica, sia per compressione meccanica, ogni volta cioè, che i muscoli si contraggono, le vene vengono compresse con conseguente spremitura del sangue in esse contenuto e che si dirigerà verso il cuore.
La pressIone è forse il fattore più importante nell’accrescere il flusso sanguigno e condiziona la velocità alla quale il sangue fluisce nella circolazione.
Il meccanismo di controllo locale che permette, a riposo, di mantenere la perfusione tessutale a livello costante, e che permette durante l’esercizio, di aumentare il flusso sanguigno ai muscoli in attività, è chiamata autoregolazione intrinseca “.
Da una parte l’autoregolazione interviene in risposta alle richieste tessutali di ossigeno e combustibili, di anidride carbonica, di idrogenioni e temperatura, dall’altra, in risposta alle richieste muscolari di O2 dilatando le arteriole per consentire un maggior flusso.
La regolazione del flusso ematico è anche controllata da meccanIsmi neuronali di fibre simpatiche vasocostrittrici che sono largamente distribuite nella circolazione e particolarmente efficaci a livello della milza, dei reni, a livello cutaneo e intestinale. Assai minore è la distribuzione di queste fibre ai muscoli, al cervello e al cuore. Questo aspetto è conveniente durante l’esercizio, poiché il meccanismo simpatico provocherà una vasocostrizione a livello renale, intestinale, cutaneo e della milza accrescendo il flusso ematico al cuore, al cervello e ai muscoli, data la minor efficacia della stimolazione simpatica in questi distretti. Un meccanismo di controllo del flusso ematico altrettanto importante è quello ormonale. Infatti la secrezione di adrenalina e noradrenalina, oltre ad avere effetti stimolanti sul cuore, determina vasocostrizione la prima e vasodilatazione la seconda.
Durante l’esercizio fisico avvengono anche degli aggiustamenti circolatori distrettuali. Il flusso muscolare epatico ad esempio, aumenta marcatamente per coprire le richieste metaboliche e può subire un incremento anche di 20-25 volte il livello di riposo: anche il numero dei capillari aperti nei muscoli in attività aumenta di ben 50 volte (2-3-4). La richiesta metabolica muscolare diventa quindi il principale stimolo vasodilatatore, Sostituendosi al controllo nervoso esercitato dal simpatico. Nelle regioni splancniche, al contrario, la circolazione obbedisce al SNC che permette di indurre il flusso sanguigno in quest’area attraverso una vasocostrizione del circolo distrettuale splancnico e di mantenere la perfusione ottimale degli organi vitali; cuore, cervello, polmoni, il flusso aumenta anche nel circolo coronarico (fino a 5 volte), in relazione all’aumentato fabbisogno energetico del micardio.
Il circolo cutaneo ha la funzione di trasportare il materiale metabolico ai tessuti dell’epidermide e di condurre il calore dall’interno del corpo alla superficie per disperderlo nell’ambiente.
All’inizio dell’esercizio si verifica una diminuzione del circolo in seguito, continuando l’attività muscolare, le necessità termoregolazione permettono una vasodilatazione con conseguente aumento del flusso.
La regolazione del flusso sanguigno è il risultato di una combinazione di meccanismi di controllo neuronale simpatico e della produzione locale di sostanze chimiche ad effetto vasodilatatore e vasocostrittore.
La distribuzione del sangue infatti è controllata principalmente dalle variazioni del calibro delle arteriole. A riposo, ad esempio, le arteriole dei muscoli inattivi restano per la maggior parte semichiuse, consentendo che il sangue venga dirottato verso altri distretti. Durante l’esercizio però, quando i muscoli in attività richiedono una maggior quantità di sangue, le arteriole si dilatano consentendo il trasporto di ossigeno e dei nutrienti richiesti.
La maggior parte del volume circolante è contenuto nelle vene: anch’esse possono restringere il loro calibro, sia in seguito alla stimolazione simpatica, sia per compressione meccanica, ogni volta cioè, che i muscoli si contraggono, le vene vengono compresse con conseguente spremitura del sangue in esse contenuto e che si dirigerà verso il cuore.
La pressIone è forse il fattore più importante nell’accrescere il flusso sanguigno e condiziona la velocità alla quale il sangue fluisce nella circolazione.
Il meccanismo di controllo locale che permette, a riposo, di mantenere la perfusione tessutale a livello costante, e che permette durante l’esercizio, di aumentare il flusso sanguigno ai muscoli in attività, è chiamata autoregolazione intrinseca “.
Da una parte l’autoregolazione interviene in risposta alle richieste tessutali di ossigeno e combustibili, di anidride carbonica, di idrogenioni e temperatura, dall’altra, in risposta alle richieste muscolari di O2 dilatando le arteriole per consentire un maggior flusso.
La regolazione del flusso ematico è anche controllata da meccanIsmi neuronali di fibre simpatiche vasocostrittrici che sono largamente distribuite nella circolazione e particolarmente efficaci a livello della milza, dei reni, a livello cutaneo e intestinale. Assai minore è la distribuzione di queste fibre ai muscoli, al cervello e al cuore. Questo aspetto è conveniente durante l’esercizio, poiché il meccanismo simpatico provocherà una vasocostrizione a livello renale, intestinale, cutaneo e della milza accrescendo il flusso ematico al cuore, al cervello e ai muscoli, data la minor efficacia della stimolazione simpatica in questi distretti. Un meccanismo di controllo del flusso ematico altrettanto importante è quello ormonale. Infatti la secrezione di adrenalina e noradrenalina, oltre ad avere effetti stimolanti sul cuore, determina vasocostrizione la prima e vasodilatazione la seconda.
Durante l’esercizio fisico avvengono anche degli aggiustamenti circolatori distrettuali. Il flusso muscolare epatico ad esempio, aumenta marcatamente per coprire le richieste metaboliche e può subire un incremento anche di 20-25 volte il livello di riposo: anche il numero dei capillari aperti nei muscoli in attività aumenta di ben 50 volte (2-3-4). La richiesta metabolica muscolare diventa quindi il principale stimolo vasodilatatore, Sostituendosi al controllo nervoso esercitato dal simpatico. Nelle regioni splancniche, al contrario, la circolazione obbedisce al SNC che permette di indurre il flusso sanguigno in quest’area attraverso una vasocostrizione del circolo distrettuale splancnico e di mantenere la perfusione ottimale degli organi vitali; cuore, cervello, polmoni, il flusso aumenta anche nel circolo coronarico (fino a 5 volte), in relazione all’aumentato fabbisogno energetico del micardio.
Il circolo cutaneo ha la funzione di trasportare il materiale metabolico ai tessuti dell’epidermide e di condurre il calore dall’interno del corpo alla superficie per disperderlo nell’ambiente.
All’inizio dell’esercizio si verifica una diminuzione del circolo in seguito, continuando l’attività muscolare, le necessità termoregolazione permettono una vasodilatazione con conseguente aumento del flusso.< >< >< >< >< ><-->