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Scritto in (Varie) da Andrea il 29-09-2008

Principi attivi ad attività stimolante la secrezione  del testosterone

In natura esistone alcune sostanze capaci di agire nel nostro organismo stimolando e ottimizzando la produzione di testosterone.

In maniera perfettamente naturale grazie alle sostanze che tra poco vi spiegherò si potrà ottenere svariati vantaggi sia per quanto riguarda la costruzione muscolare e la performance fisica, non chè particolari vantaggi dal punto di vista sessuale…………

Tribulus Terrestris

Il Tribulus Terrestris è un estratto vegetale utilizzato fin dall’antichità per le sue  proprietà afrodisiache, sia per l’uomo che per la donna.

Il principio attivo di questo vegetale si chiama protodioscina, una saponina steroidea di tipo furostanolico, che viene  convertito nell’organismo in DHEA (dehydro-epi-androsterone)

I principali effetti sono rappresentati dall’importante incremento nella produzione endocrina di alcuni ormoni strategici ai fini dell’aumento della massa muscolare e del desiderio sessuale: l’ormone luteinizzante (LH) ed il testosterone. L’LH ha la caratteristica di incrementare direttamente i livelli endogeni sia del testosterone che dell’ormone della crescita (GH).

Naturalmente questa aumentata produzione endogena, realizzata in maniera naturale, degli ormoni non ha lo stesso effetto di una loro supplementazione farmacologica, ed è totalmente priva dei loro pericolosi effetti collaterali.

 

Sintetizzando brevemente le proprietà del Tribulus Terrestris , si sono notati sperimentalmente i seguenti effetti:

 

  • aumento della produzione di spermatozoi
  • aumento dei numero delle cellule del Sertoli
  • aumento dei tempo di sopravvivenza degli spermatozoi
  • aumento della libido
  • aumento dell’LH
  • aumento del testosterone

 

Per potenziare l’effetto positivo sul testosterone è certamente utile proporre una sinergia tra vari elementi che ne stimolino sia la secrezione sia il veicolamento.

Perciò ci aspetteremo i migliori risultati se insieme con il Tribulus Terrestris cureremo l’alimentazione e forniremo al corpo gli altri strumenti del metabolismo, come ad esempio lo zinco, il fieno greco, estratti vasoattivi ed arginina.

 

     Acetil l-carnitina (ALC)

 E’ il derivato acetilato dell’aminoacido L-Carnitina.
E’ una forma di carnitina più attiva, è assorbita più efficacemente. Passa più facilmente attraverso le membrane cellulari ed è utilizzata nei mitocondri in modo più efficiente.

  • Mantiene efficace il metabolismo cellulare
  • Migliora le capacità cognitive
  • Riduce i sintomi da depressione
  • Ritarda la degenerazione cognitiva in pazienti malati di Alzheimer
  • Migliora la circolazione cerebrale
  • Ottimizza la produzione naturale di testosterone
  • Ha proprietà anticataboliche 

Se ALC viene assunta insieme all’acido R-lipoico, secondo tre studi recentemente pubblicati dal Dr Ames e una équipe di ricercatori dell’università di California-Berkeley, questa combinazione ringiovanisce i ratti anziani e potrebbe avere gli stessi effetti su gli esseri umani che invecchiano. Dopo un mese di supplementazione, i vecchi ratti letargici erano divenuti pieni di brio. Questo equivale a fare sì che una persona dai 75 agli 80 anni agisca come una persona di età inferiore.

 

Diversi studi hanno dimostrato che l’ALC ha incrementato la concentrazione di GnRH nell’ipotalamo (l’ormone rilasciante le gonadotropine) di ratti in vivo, ma non in vitro, incrementando conseguentemente il rilascio di LH (ormone luteinizzante) . Uno studio in particolare ha investigato questo meccanismo di azione neuroattiva sottoponendo alcuni ratti a 2 diversi tipi di stress per un periodo di 10 giorni integrando la loro alimentazione con 10mg/day di ALC; al termine sono stati analizzati i valori di GnRH, beta-endorfina e testosterone. Nei ratti che avevano assunto l’ALC si è riscontrato un minor calo di testosterone che di GnRH e una diminuzione dei livelli di beta-endorfina ipotalamica, prevenendo l’effetto antiriproduttivo di entrambi gli stressor 11 . Il meccanismo è presumibilmente attivato dal gruppo acetilico che, una volta staccatosi dalla L-carnitina, va a legarsi agli oppiodi endogeni (betaendorfina e simili) inattivandoli. È noto che alti livelli di betaendorfina inibiscono il rilascio di GnRH. Gli oppiodi sono però essenziali da un lato a contenere a livello celebrale il senso di appagamento, resistenza alla fatica e il dolore, dall’altro un loro eccesso induce senso di frustrazione e ottundimento (e quindi minor resa cerebrale e quindi anche sportiva, nel senso di “determinazione”).

Da un altro studio è emerso che la somministrazione di ALC (2 g/day) per 6 settimane a pazienti affetti da amenorrea ipotalamica ha indotto un considerevole aumento della secrezione di LH; 20 soggetti sono stati inizialmente suddivisi in due gruppi a seconda dei loro valori di LH plasmatici, 10 ipogonadotropici, LH < 3mIU/ml e 10 normogonadotropici LH > 3mIU/ml. Al termine dello studio i pazienti ipogonadotropici hanno mostrato un significante incremento dei livelli di LH, da un minimo di 0.9mIU/ml ad un massimo di 3.5mIU/ml, insieme ad un incremento dei valori di estradiolo e PRL (prolattina, un altro ormone ipotalamico). Meno marcate invece, per non dire nulle, le differenze riscontrate nei pazienti normogonadotropici, che dopo 6 settimane di somministrazione di ALC non hanno ottenuto alcuna variazione della concentrazione plasmatica di ormone luteinizzante.

Questi studi sembrano dare un senso ancora diverso all’utilità dell’ALC in quanto è noto che allenamenti molti intensi generino inequivocabilmente alti livelli di cortisolo e quindi possibili cali del rapporto testosterone/cortisolo; tengo a precisare che il rapporto tra questi due ormoni (T/C) è di fondamentale importanza per valutare lo stato di un atleta proprio nei periodi più duri d’allenamento dove lo stress psicofisico è al massimo: in questi frangenti l’ALC potrebbe metterci una pezza, assicurando un pieno recupero nei tempi previsti e un vantaggio, come detto poco sopra, anche di tipo “mentale”.

 

Zinco

 Lo zinco è un minerale essenziale presente in tracce nel nostro organismo; si trova in tutti i tessuti, ma la maggior parte dello zinco presente nel nostro corpo è localizzata nelle ossa e nei muscoli. Svolge diversi ruoli, infatti, oltre 60 enzimi richiedono lo zinco per essere attivati.

Le fonti principali di questo elemento sono i frutti di mare (in particolar modo le ostriche), carne, pesce, funghi, cacao e il tuorlo d’uovo; l’assorbimento intestinale mediamente non supera il 30%, ma alcune sostanze (presenti in particolar modo negli alimenti ricchi di fibre) possono addirittura impedirlo.

La presunta efficacia della supplementazione di zinco per gli sportivi parte dal presupposto che lo stress può alterare il suo metabolismo e quindi indurne carenza. È anche utilizzato per l’attività immunostimolante . La carenza di zinco si manifesta con diminuzione dei linfociti e lesioni della pelle con infezioni secondarie. Se poi la carenza diventa cronica, si hanno disturbi dell’accrescimento e della sessualità.

 

È coinvolto in diverse funzioni corporee:

 

  • Aumenta la fertilità
  • Promuove la salute della prostata
  • Ritarda l’invecchiamento
  • È efficace contro il diabete.
  • Aumenta l’energia sessuale
  • Migliora le difese immunitarie

 

Lo zinco gioca un ruolo fondamentale per l’apparato riproduttore; basti pensare che l’uomo perde circa il 20% del contenuto totale di zinco nell’organismo con il liquido seminale.

In alcune indagini condotte per identificare le cause di infertilità maschile, tra i fattori considerati è stata evidenziata la carenza di specifici micronutrienti, tra i quali lo zinco.

Tra i sintomi clinici di carenza di zinco sono stati osservati la riduzione della spermatogenesi e distrubi della fertlità.

Studi clinici:

 

In alcuni studi condotti la supplementazione di zinco ha mostrato la capacità di incrementare la conta e la motilità spermatica nei soggetti trattati.

Gli effetti della carenza di zinco, furono testati in otto soggetti maschi.

Questo studio ha dimostrato che la resistenza muscolare e la totale capacità di lavoro, declinano rapidamente con una carenza di zinco ed il grado di declino è correlato alla riduzione della concentrazione plasmatica di questo minerale.

Altri studi hanno dimostrato invece che:

Esami ed analisi effettuate su un campione significativo di persone, hanno rilevato che solitamente l’organismo (soprattutto negli atleti), ha scarse quantità di zinco e che la supplementazione di zinco può elevare del 30% il livello del testosterone.

 

 

Andropique  (Fieno greco)

 

Nella tradizione indiana il Fieno Greco è utilizzato, oltre che come alimento e come spezia, anche a scopo curativo; la pianta, infatti, è nutriente, ricostituente e stimola la digestione.

A tutto ciò si aggiungono oggi anche altri impieghi nel campo più specificamente fitoterapico.

Le proprietà biologiche delle saponine furostanoliche contenute nei semi del Fieno Greco ne fanno un ottimo adattogeno e anabolizzante naturale. I suoi componenti possono essere particolarmente utili nei momenti in cui l’organismo va incontro a cambiamenti anche profondi, come ad esempio la menopausa, l’andropausa e la convalescenza.

Il fieno  greco e’ costituito da saponine che sono dei complessi glicosidici presenti in diversi tipi di piante commestibili e non commestibili.

Ogni saponina è costituita da uno zucchero e da una parte chiamata sapogenina, che rappresenta l’aglicone.

La sapogenina può essere uno steroide o un triterpene e la parte zuccherina può essere glucosio, galattosio, un pentoso o un metilpentoso.

La presenza di particolari sostanze steroliche nei semi di Fieno greco fu evidenziata per la prima volta nel 1919 e successivamente confermata da diversi studi successivi, che misero in luce la presenza di diosgenina, gitogenina, e di tracce di tigogenina.

 

Le saponine furostanoliche:

 

  • Sono potenzialmente utili nell’aumento della massa magra durante l’accrescimento,
  • Possono fornire un valido supporto nutritivo nell’alimentazione dei pazienti diabetici,
  • Gli effetti anabolici delle saponine furostanoliche possono essere sfruttati per aumentare la massa e la forza muscolare, con conseguente miglioramento della performance.
  • Le saponine titolate contenute nel Andropique esercitano un effetto rinvigorente e stimolante la secrezione del testosterone

 

In uno studio clinico una preparazione ricca in saponine furostanoliche ha dimostrato proprietà immunostimolanti e stimolatoria dell’ormone luteinizzante (Luteinizing Hormone LH), con aumento dei livelli di testosterone e della spermatogenesi.

 

Maca Andina (Lepidium Meyenii)

 

La maca (Lepidium meyenii) è un tubero originario della regione delle Ande Peruviane. Grazie alle sue carattestiche nutrizionali ( ricchezza di aminoacidi e vitamine) e alla sua capacità di crescere alle altitudini, lo hanno reso una fonte molto importante di sostentamento per le popolazioni andine.

Inoltre fin dall’antichità è stata utilizzata come rimedio fitoterapico a numerose patologie.

Nel maca, inoltre, sono contenute altre sostanze, di tipo alcaloide, che sono in grado di agire a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi. Questo giustificherebbe l’azione stimolante sulle ghiandole surrenali attribuita al maca ed il relativo effetto energizzante e stimolante.

Secondo alcuni recenti studi sembra che il maca sia inoltre in grado di stimolare nelle gonadi ( ghiandole sessuali) ed in altre ghiandole la produzione di ormoni, oltre ad esercitare un effetto regolatore sugli organi interni di secrezione, quali il pancreas, l’ipofisi, ed appunto, le ghiandole surrenali. Le popolazioni andine, hanno da sempre attribuito al maca proprietà da noi oggi definite come “adaptogene“, vale a dire migliorative nei confronti dell’adattabilità del nostro corpo nei confronti delle differenti situazioni di stress. A tal proposito, il maca può venire in aiuto del nostro organismo nei momenti di difficoltà, al fine di ripristinare quella condizione di equilibrio tipicamente definibile col termine di “omeostasi”.

Le proprietà che hanno di recente reso famoso il maca anche nel mondo occidentale rimangono comunque quelle rivolte all’incremento della resa durante la prestazione sessuale. Queste sembrano derivare dalla capacità degli steroidi contenuti nel maca di normalizzare la presenza degli ormoni steroidei prodotti naturalmente dal nostro corpo (testosterone, progesterone) ed anche degli estrogeni, prevenendo in tal modo tutti i graduali cambiamenti e gli squilibri che intercorrono con il progredire dell’età.

Tali proprietà furono per la prima volta empiricamente osservate dai colonizzatori spagnoli quando, in epoca successiva al loro sbarco, venne notato un decremento della fertilità dei cavalli purosangue importati dall’Europa. Questo problema fu ottimamente risolto somministrando agli animali, assieme alla normale razione giornaliera, anche delle radici di maca.

Sperimentazioni cliniche condotte su animali in epoca recente hanno più volte dimostrato come nei ratti, nelle cavie, nei maiali, negli ovini e nei bovini la somministrazione di maca si accompagni ad un miglioramento della fertilità nonché ad un incremento del volume di sperma prodotto e del numero di spermatozoi in esso contenuto. Sono attualmente in corso numerosi studi per verificarne il meccanismo d’azione e per attestare se l’effetto sull’uomo sia da considerarsi conseguenza dell’azione degli steroli, degli isotiocianati o dei glucosinolati. Un’ipotesi possibile, ma ancora da dimostrare, potrebbe comprendere un’azione rivolta al miglioramento della circolazione a livello dei vasi responsabili della risposta erettile. Più semplicemente, l’effetto potrebbe essere dovuto ad un generale incremento dell’energia, della vitalità non accompagnato da un parallelo aumento di nervosismo (nel maca non sono presenti, ad esempio, sostanze quali la caffeina), aspetto questo che potrebbe avere una certa influenza sulla libido e sul livello delle prestazioni sessuali.

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