nov
29
Scritto in (Alimentazione) da Andrea il 29-11-2008

Il termine vitamina Q in realtà è improprio in quanto generalmente si parla di vitamina per definire qualcosa che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare, il coenzima Q10 ha delle funzioni che lo fanno assimilare al comportamento delle vitamine ma esso è comunque prodotto anche dal nostro organismo.

Tale coenzima ha un ruolo antiossidante analogo e sinergico alla vitamina E che pare essere un fattore di crescita cellulare; ma mentre la vitamina E è ossidata dall’anione Superossido, con diminuita azione nel tempo, il Qo10 può essere ridotto enzimaticamente  nei mitocondri in tal modo rientrando tra gli ossidanti capaci di rigenerarsi.

La sua diffusione in natura è ampia: è presente sia nei cibi di origine animale che in quelli di origine vegetale

I livelli  tissutali di Q10 variano quindi sia in funzione dell’apporto esogeno che della biosintesi endogena.

Gli atleti che praticano sport di resistenza sono in assoluto quelli che mostrano i valori minori con molte variazioni nel corso della stagione; sembra che ciò sia in relazione con i carichi di lavoro sopportati durante gli allenamenti. In atleti di potenza i livelli ematici restano nei limiti della norma, probabilmente grazie al maggior apporto dietetico ed al minor impegno aerobico del sistema muscolare. Tuttavia in atleti che in un periodo agonistico si sottopongono a cali di peso o per rientrare in categorie di peso o per motivi competitivi, si è potuto evidenziare una preoccupante diminuzione del livello di Q10 plasmatico. La diminuzione dei livelli di Q10 determina il peggioramento delle prestazioni, collegato con la mancanza di recupero e mostra sovente una sintomatologia con l’insorgenza di astenia e dolori crampi formi così come può accadere in pazienti trattati con farmaci ipocolesterolemizzanti della classe delle “statine” che in modo specifico bloccano la sintesi di HMGCoA-reduttasi inibendo insieme alla sintesi del Colesterolo anche la sintesi di Q10.

Al contrario la somministrazione di Q10 in atleti sotto intenso allenamento ha fatto riscontrare: maggiore capacità di lavoro, potenza media più elevata nel contesto globale della prestazione, diminuzione dei livelli di acido lattico, antagonizzazione dell’azione sodio ritentiva dell’aldosterone.

L’apporto consigliato per il Q10 è circa 50-200mg al giorno. Probabilmente si ha maggiore o minore biodisponibilità per dosi di 20-30 mg ripetute che per monodosi di 100-150mg.

Consiglia questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • RSS
  • Google Bookmarks
  • email
  • PDF
  • Print

Comments are closed.

-->