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Scritto in (Allenamenti) da Andrea il 19-02-2009

Le capacità muscolari di aumento della massa muscolare, della forza e resistenza locale, in soggetti non allenti o comunque principianti necessitano di almeno un mese di costante allenamento ovviamente specifico, per poter imputare i possibili incrementi dell’ipertrofia e della forza ad adattamenti della struttura muscolare. Infatti solo dopo che l’organizzazione neuromuscolare è ottimale (quindi le capacità di reclutamento delle unità motorie è ottimale), iniziano gli adattamenti veri e propri delle strutture contrattili.

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Gli incrementi di forza che un neofita può riscontrare, anche solo dopo poche sedute di allenamento, sono legati proprio al continuo miglioramento dell’organizzazione nervosa preposta alla stimolazione dell’attività muscolare.

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L’organizzazione delle unità motorie e quindi la loro coordinazione può essere di tipo SPAZIALE o di tipo TEMPORALE.

La coordinazione spaziale fa capo al reclutamento delle fibre muscolari, cioè alle leggi che determinano il reclutamento delle unità motorie che intervengono nel meccanismo della contrazione muscolare (legge di Henneman, legge della modificazione di frequenza, e l’eccezione alla legge di Henneman per i movimenti balistici).

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La coordinazione temporale definita come SINCRONIZZAZIONE è un particolare meccanismo d’inibizione o eccitazione.

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Normalmente accade che i motoneuroni delle unità motorie si attivano in maniera asincrona, cioè con uno sfasamento temporale che prende origine da particolari cellule le quali vengono definite CIRCUITO DI RENSHAW. Queste cellule sono legate a motoneuroni e tendono ad inibirne alcuni, tale sistema ha una funzione protettrice e regolatrice.

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In campo sportivo l’intervento di questo circuito, può impedire un pieno coinvolgimento delle unità motorie e quindi dar luogo ad una contrazione meno efficace. Fortunatamente il nostro SNC è in grado di inibire il circuito agendo direttamente sulle cellule che ne fanno parte, a vantaggio di una più efficace contrazione, è doveroso ricordare che l’intervento inibitorio del SNC nei confronti del circuito di Renshaw è positivamente condizionato da un costante allenamento.

Dott. Andrea Rizzo – scientific Training

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