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Scritto in (Integrazione) da Andrea il 22-04-2010

Il Tarassaco (Taraxacum officinale) detto anche dente di leone, è una pianta erbacea diffusa in quasi tutto il mondo appartenente alla famiglia delle Asteracee Composite. E’ una pianta utilizzata sin dall’antichità e le cui virtù medicinali sono dimostrate sin dal nome che deriva dal greco taraxakos che significa io guarisco. L’uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare ed è impiegato principalmente nelle “cure di primavera” per eliminare le sostanze tossiche accumulate aiutando così l’organismo nel periodo che comporta il maggiore sforzo di rinnovamento. I principi attivi del Tarassaco sono numerosi: esso è ricco in sali minerali soprattutto il potassio e in vitamine A, B, C, D e inoltre in fitosteroli, terpeni, flavonoidi e inulina.  Studi e ricerche indicano utile il tarassaco per:

  • Azione diuretica
  • Proprietà depuranti e disintossicanti epatiche
  • Attività ipocolesterolemizzante
  • Migliora la funzionalità intestinale
  • Azione ipotensiva
  • Riduce la glicemia

I rimedi a base di Tarassaco sono usati come diuretico con risvolti nel trattamento dell’ipertensione perché riducono il volume totale di liquido presente nel corpo. Come ausilio nei casi di intossicazione, la radice è considerata uno dei rimedi più efficaci. I residui tossici accumulati nel fegato e nella vescica sono rimossi dal tarassaco che agisce principalmente sul funzionamento del fegato e della cistifellea. I reni inoltre sono stimolati dal e allo stesso tempo attraverso l’urina prodotta si permette una veloce rimozione delle tossine.

Il Tarassaco presenta una potente attività diuretica, infatti stimola la secrezione renale, favorendo la rimozione delle tossine con le urine. All’azione diuretica contribuisce anche il contenuto insolitamente elevato di potassio che non viene riassorbito nei tubuli.

Anche i flavonoidi e gli eudesmanolidi interagiscono nell’ aumento della diuresi. La radice di Tarassaco è considerata quindi una delle erbe a maggior potere detossificante e drenante: stimola fegato e cistifellea a rimuovere i prodotti di scarto, i reni a espellere le tossine.

La lunga tradizione d’uso indica il Tarassaco come una pianta sicura e ben tollerata. Gli studi farmacologici non riportano tossicità, non sono riportati effetti collaterali significativi, a volte è stato riportata acidità gastrica. Non sono note controindicazioni, eccetto per soggetti con microcalcoli alla cistifellea o in caso di ulcera peptica.

 

La medicina moderna ha portato avanti studi sul tarassaco dopo gli esperimenti di Rutherford e Vignal (1875) i quali, attraverso prove sui cani, osservarono che l’estratto di tarassaco agiva provocando la contrazione della cistifellea. Successivamente Chabrol e collaboratori (1931) confermarono una sua azione colagoga e coleretica (facilita la produzione di bile ed il suo passaggio dalla cistifellea al duodeno, favorendo una buona funzione epatica ed una migliore digestione).Recenti studi hanno, inoltre, dimostrato che il tarassaco possiede una blanda azione cardiocinetica e ciò sarebbe avvalorato da esperimenti effettuati su cuore isolato di rana. Altre prove eseguite su conigli, hanno fatto ipotizzare anche una sua azione antidiabetica.

Si consiglia un estratto di tarassaco titolato 4:1 nella dose di 250-500 mg 3 volte al giorno

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