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Scritto in (Integrazione) da Andrea il 03-05-2010

L’estratto dei semi di caffé verde (Coffea arabica, robusta L., fam. Rubiaceae) sono notoriamente ricchi di sostanze come polifenoli, tannini e caffeina, che hanno effetti antiossidanti, ipoglicemizzanti, antinvecchiamento oltre a favorire notoriamente l’aumento del metabolismo e lo smaltimento della massa grassa.

Il caffè verde contiene dei tannini e degli antiossidanti che fanno bene sia per il cuore sia per le arterie. Alcuni studi indicano che l’assunzione moderata di caffè può ridurre  il rischio fino alll’80% di sviluppare la malattia di Parkinson, del 25% il cancro al colon, del 50% di produrre calcoli renali e dell’80% di cirrosi epatica. Recentemente, è stato anche mostrato che il caffè potrebbe ridurre il rischio di diabete di tipo II e che un estratto decaffeinato di caffè verde potrebbe essere efficace nel controllo del peso. Effetti principali dell’integrazione di caffè verde:

  • stimola l’utilizzo dei grassi di deposito
  • riduce la glicemia
  • inibisce l’assorbimento dei lipidi
  • azione antiossidante

    Diversi studi in vitro, animali e clinici mostrano l’efficacia degli acidi clorogenici per ridurre la produzione epatica di glucosio, ridurre i livelli di zucchero nel sangue e prevenire la trasformazione di questo zucchero in grassi di riserva: gli acidi clorogenici inibiscono in maniera reversibile, lineare e selettiva l’enzima glucosio 6-fosfatasi, il che ha come conseguenza la riduzione della gluconeogenesi (produzione di glucosio) nel fegato. Quando è disponibile meno zucchero, l’organismo deve rivolgersi alle sue riserve di grasso per far fronte a queste esigenze di produzione di energia.

In uno studio clinico recente, condotto su 75 adulti in buona salute a Mosca sottoposti ad integrazione con 90 mg di acidi clorogenici contenuti nel caffè verde, la glicemia dopo un pasto si è ridotta del 15-20%

L’estratto di caffè verde in studi su animale sembra ridurre in maniera dose dipendente l’assorbimento dei grassi e i livelli di trigliceridi postprandiali.
In uno studio in vitro si è notato che l’estratto di caffè verde inibisce l’enzima lipasi, il che riduce l’idrolisi e l’assorbimento intestinale dei grassi alimentari.

L’estratto di caffè verde interviene favorevolmente sul controllo del peso senza stimolare il sistema nervoso centrale.
L’attività antiossidante degli acidi clorogenici, il loro ruolo inibitore dell’epatotossicità e dell’attività proliferatice sono convalidati da numerosi studi.

200 mg di un estratto di caffè verde 30′ prima dei 3 pasti principali possono essere sufficienti. Un estratto valido deve essere standardizzato per contenere polifenoli e almeno il 45% di acidi clorogenici e massimo il 2% di caffeina. Il caffè verde contiene molti più acidi clorogenici rispetto al caffè torrefatto poiché questi composti fragili vengono distrutti in gran parte durante la torrefazione.

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