Il Mirtillo Nero (vaccinium mirtyllus) appartiene alla famiglia delle ericaceae, è un pianta tipica del sottobosco, si sviluppa soprattutto in terreni silicei montani di media altitudine. Il frutto è ricco di antocianine, delle quali almeno sette sono state identificate. Abbondanti sono anche i tannini, che rappresentano circa il 7% del peso della pianta secca, e i flavonoidi. L’estratto secco titolato in antocianosidi totali espressi come antocianidine è utile in fitoterapia per le seguenti proprietà principali:
Azione su vasi venosi: Gli antocianosidi presenti nel mirtillo, hanno dimostrato proprietà inibitorie riguardo l’attività di alcuni enzimi proteolitici capaci di distruggere il collageno e il tessuto elastico, quali le elastasi e le collagenasi, rendendo in tal modo il connettivo più stabile ed elastico. Inoltre gli antocianosidi agiscono positivamente sulla parete dei vasi sanguigni venosi, diminuendo il livello delle glicoproteine in essi accumulate, promuovendo la normalizzazione della resistenza e dell’elasticità della parete dei vasi.
Azione su vista e capillari: L’estratto secco titolato inantocianidine è in grado di migliorare la visione notturna. Infatti esso facilita la rigenerazione della rodopsina, che è il pigmento retinico essenziale per la visione in condizioni di scarsa luminosità.
La sua utilità a livello oculare molteplice infatti è capace di combattere la fragilità e l’eccessiva permeabilità vasale, mostrando quindi un’azione capillaroprotettiva ormai ben dimostrata sia a livello dei vasi sanguigni della retina sia di quelli periferici. Queste azioni si spiegano col fatto che le antocianine sono capaci di inibire l’attività di alcuni enzimi che distruggono il collagene e i tessuti elastici, quali le elastasi e le collagenasi.
Ricerche clinicihe rigorose dimostrano che gli antocianosidi del Mirtillo riducono i danni ai capillari della retina in modo statisticamente significativo rispetto al placebo in pazienti che soffrono di retinopatia ipertensiva e/o diabetica.
Azione antiossidante: Gli antocianosidi del mirtillo inibiscono efficacemente i radicali liberi, essendo in grado di intrappolare quasi tutte le specie radicaliche conosciute. Studi in laboratorio effettuati recentemente hanno dimostrato che l’estratto secco di mirtillo alle dosi indicate prima è in grado di ridurre notevolmente l’ossidazione delle LDL indotta dal rame. E’ ormai noto che è proprio l’ossidazione delle particelle di colesterolo LDL la causa fondamentale della formazione delle placche aterosclerotiche nella parete dei vasi sanguigni. Tale azione è massima dopo circa 60 minuti e rimane su livelli significativi per circa 6 ore.
in una ricerca clinica per valutare l’azione antiossidante dell’estratto di mirtillo su un gruppo di 8 volontari sani, di età compresa tra i 38 e i 54 anni e di entrambi i sessi, I soggetti consumavano per 7 giorni una dieta ricca di grassi e al settimo giorno, si somministrava loro l’estratto di mirtillo alla dose di 3 mg per kg di peso. A partire da 60 minuti dopo tale somministrazione e per le successive 4 ore si prelevava il sangue venoso per la valutazione delle difese antiossidanti dell’organismo. Si è visto che il mirtillo incrementava le difese suddette dell’8,5% dopo 1 ora e del 15% dopo 4 ore.
Disinfettante vie urinarie e anti diarroico: Recentemente si è scoperto che gli antocianosidi del mirtillo inibiscono l’adesione dei colibacilli alla parete dell’intestino e della vescica, fornendo così una spiegazione al loro uso come antidiarroici e disinfettanti urinari.
Sono stati fatti 13 studi clinici rigorosi per valutare l’efficacia e la tollerabilità del Mirtillo sulle infezioni vescicali. Gli studi elencati in letteratura sono stati fatti in parte con l’estratto secco di mirtillo titolato in antocianosidi e parte col succo di mirtillo. Questi ultimi sono la maggioranza. La dose media di estratto secco usata in questi studi era di 140 mg al giorno.
In dieci ricerche indicano una superiorità dell’estratto del mirtillo rispetto al placebo nel trattamento e nella prevenzione delle infezioni vescicali. Uno studio ha dimostrato che il mirtillo non solo è in grado di ridurre l’adesione dei batteri alle cellule vescicali ma è anche capace di provocare il distacco di circa il 70% dei batteri già precedentemente attaccati alle cellule vescicali.
La dose consigliata è di 90-120mg 2 volte al dì lontano dai pasti, si consiglia l’uso di un estratto titolato in almeno il 25% in antocianidine.