La Prolattina è un ormone a singola catena proteica prodotto dai lactotrofi nell’ipofisi anteriore ma può anche essere secreto e sintetizzato da un’ampia varietà di cellule nel corpo, come ad esempio quelle immunitarie, nel cervello e nell’utero durante la gravidanza. Si tratta di un ormone tipicamente femminile che durante l’età puberale interviene insieme agli estrogeni allo sviluppo del seno.
La prolattina, come dice il suo stesso nome, è un ormone importantissimo per la lattazione. Una secrezione inferiore alla norma durante l’allattamento riduce sensibilmente la produzione di latte da parte delle ghiandole mammarie.
Gli effetti di questo ormone sull’organismo maschile non sono ancora stati completamente definiti. Un’ipersecrezione di prolattina nell’uomo si correla a mancanza di desiderio sessuale, ginecomastia ed impotenza. Una funzione della prolattina è infatti quella di inibire il testosterone e mobilizzare gli acidi grassi.
l’analisi della prolattina nel sangue viene spesso valutata insieme a quella dei cosiddetti “ormoni dello stress” come cortisolo ed ACTH (corticotropina). Si è infatti notato che la secrezione di questo ormone aumenta in modo evidente dopo allenamenti intensi. Si ipotizza quindi che elevate concentrazione di prolattina e di glucocorticoidi siano correlate alla sindrome da overtraining, ovvero una condizione fisica in cui, a causa degli eccessivi allenamenti, impegni agonistici e/o stress eccessivo, l’organismo non risponde adeguatamente agli stimoli allenanti e tende a peggiorare la performance, il recupero, le difese immunitarie e la salute stessa.
Il neurotrasmettitore dopamina sembra agire come il più importante fattore inibente la secrezione di prolattina. La dopamina una volta secreta dai neuroni ipotalamici e immessa nel torrente ematico si lega ai recettori sui lactotrofi e blocca la sintesi e liberazione di prolattina. Quindi vi sono farmaci e sostanze in grado di avere azione agonista o antagonista della dopamina e quindi di conseguenza sui livelli di prolattina.
Quando il corpo umano invecchia inizia a diminuire la produzione di androgeni ad esempio un maschio medio a 40 anni produce circa la metà del testosterone che produceva a 18 anni. Quindi con l’avanzare dell’età soprattutto dai 40 anni in poi si tende ad avere un minor tasso di anabolismo proteico muscolare, ma purtroppo un maggior tasso di anabolismo dei grassi. Un profilo androgeno minore, trova come controparte un profilo più alto di estrogeni un fattore primario della liberazione di prolattina.
Il rilascio elevato di prolattina si chiama iperprolattinemia la quale causa ipogonadismo, minor produzione di sperma, ridotto desiderio sessuale ed infine impotenza. Segni evidenti di iperprolattinemia nel maschio sono la ginecomastia, un aumento del tessuto adiposo sotto i capezzoli.
Anche durante eventi particolarmente stressanti come digiuno, infarto miocardico acuto, ustioni e stress psico-fisico prolungato, la secrezione di prolattina aumenta sensibilmente. In queste condizioni l’organismo compie un disperato tentativo di sopravvivenza, aumentando il sostegno alle funzioni vitali primarie (cuore, cervello, reni ecc.) e spegnendo al tempo stesso tutte le funzioni “accessorie”. Il desiderio sessuale e la massa muscolare in tali condizioni sono del tutto superflue ed è per questo che la prolattina va a spegnere, insieme ad altri ormoni, dapprima la produzione di testosterone e poi di tutte le altre gonadotropine (FSH e LH).
MODULATORI DELLA PROLATTINA
La natura anche in questo caso ha in serbo i mezzi per combattere l’iperprolattinemia ecco le sostanze utili:
AGNO CASTO
MELATONINA
ZINCO
STIMOLANTI DOPAMINA (es: NADH, DMAE, Mucuna pruriens)