L’Escina è una saponina che presenta attività antiedemigena ed antinfiammatoria. La si trova in preparati erboristici come principio attivo dell’ippocastano, abbinata ad altre sostanze ad effetto simile o sinergico come ad esempio la Diosmina, la rutina, e l’estratto di meliloto. L’azione dell’escina è stata osservata in numerosi modelli di edema indotto (test della carragenina su zampa di ratto) e in tutti questi casi ha dato risultati positivi. Dall’esame dei risultati si conclude che l’effetto dell’escina (chimicamente è una saponina) è dovuto sia alla sua trasformazione nel componente attivo antinfiammatorio, sia ad un aumento dell’escrezione di glucocorticoidi che inibiscono il processo infiammatorio la formazione di edemi.
La riduzione degli edemi sarebbe anche dovuta ad un effetto tensioattivo esercitato dalla sostanza, ad un incremento della capacità degli eritrociti di trattenere acqua, da una normalizzazione dello scambio tra i comparti dei liquidi extra-intracellulari (è in grado di diminuire il passaggio di proteine attraverso la parete capillare).
È un agente selettivo antiedemigeno, antiessudativo, antiossidante e antiinfiammatorio.
Il meccanismo d’azione vasoprotettivo è sostanzialmente legato alla capacità del principio attivo di ridurre il numero di pori della parete capillare, diminuendone la permeabilità e rafforzandone la resistenza.
È efficace sulla fase iniziale della flogosi, quando prevalgono i fenomeni vasculoematici e gli squilibri a carico dei capillari, che sono responsabili del formarsi dell’essudato e dell’edema.
La dose consigliata è di circa 120-150 mg al giorno a digiuno in 2-3 assunzioni