La maca (Lepidium meyenii) è un tubero originario della regione delle Ande Peruviane. Grazie alle sue carattestiche nutrizionali ( ricchezza di aminoacidi e vitamine) e alla sua capacità di crescere alle altitudini, lo hanno reso una fonte molto importante di sostentamento per le popolazioni andine. Inoltre fin dall’antichità è stata utilizzata come rimedio fitoterapico in numerose patologie.
Nella maca, inoltre, sono contenute altre sostanze, di tipo alcaloide, che sono in grado di agire a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi. Questo giustificherebbe l’azione stimolante sulle ghiandole surrenali attribuita al maca ed il relativo effetto energizzante e stimolante.
Secondo alcuni recenti studi sembra che la maca sia inoltre in grado di stimolare nelle gonadi ( ghiandole sessuali) ed in altre ghiandole la produzione di ormoni, oltre ad esercitare un effetto regolatore sugli organi interni di secrezione, quali il pancreas, l’ipofisi, ed appunto, le ghiandole surrenali. Le popolazioni andine, hanno da sempre attribuito al maca proprietà da noi oggi definite come “adattogene“, vale a dire migliorative nei confronti dell’adattabilità del nostro corpo nei confronti delle differenti situazioni di stress. A tal proposito, la maca può venire in aiuto del nostro organismo nei momenti di difficoltà, al fine di ripristinare quella condizione di equilibrio tipicamente definibile col termine di “omeostasi”.
Le proprietà che hanno di recente reso famoso la maca anche nel mondo occidentale rimangono comunque quelle rivolte all’incremento della resa durante la prestazione sessuale. Queste sembrano derivare dalla capacità degli steroidi contenuti nella maca di normalizzare la presenza degli ormoni steroidei prodotti naturalmente dal nostro corpo (testosterone, progesterone) ed anche degli estrogeni, prevenendo in tal modo tutti i graduali cambiamenti e gli squilibri che intercorrono con il progredire dell’età.
Tali proprietà furono per la prima volta empiricamente osservate dai colonizzatori spagnoli quando, in epoca successiva al loro sbarco, venne notato un decremento della fertilità dei cavalli purosangue importati dall’Europa. Questo problema fu ottimamente risolto somministrando agli animali, assieme alla normale razione giornaliera, anche delle radici della maca.
Sperimentazioni cliniche condotte su animali in epoca recente hanno più volte dimostrato come nei ratti, nelle cavie, nei maiali, negli ovini e nei bovini la somministrazione di maca si accompagni ad un miglioramento della fertilità nonché ad un incremento del volume di sperma prodotto e del numero di spermatozoi in esso contenuto. Sono attualmente in corso numerosi studi per verificarne il meccanismo d’azione e per attestare se l’effetto sull’uomo sia da considerarsi conseguenza dell’azione degli steroli, degli isotiocianati o dei glucosinolati. Un’ipotesi possibile, ma ancora da dimostrare, potrebbe comprendere un’azione rivolta al miglioramento della circolazione a livello dei vasi responsabili della risposta erettile. Più semplicemente, l’effetto potrebbe essere dovuto ad un generale incremento dell’energia, della vitalità non accompagnato da un parallelo aumento di nervosismo (nel maca non sono presenti, ad esempio, sostanze quali la caffeina), aspetto questo che potrebbe avere una certa influenza sulla libido e sul livello delle prestazioni sessuali.