L’Equiseto (Equiseto Arvense) detta anche coda cavallina, è una pianta appartenente alla famiglia delle Equisetaceae, è presente in praticamente tutto l’emisfero boreale, predilige i luoghi umidi con terreno argilloso e siliceo.
Dai fusti sterili di questa pianta, raccolti durante l’estate, vengono estratti i principi attivi, costituiti in particolar modo da sali inorganici (silicio e potassio) il silicio, principalmente presente sotto forma di opalina rappresenta circa il 10% della massa della pianta secca ed è principalmente di tipo solubile, cioè che può essere assorbito dall’intestino.
L’uso dell’estratto di equiseto presenta:
La particolarità di questa pianta è che l’azione diuretica esplicata non altera l’equilibrio elettrolitico dell’organismo, ma al contrario lo preserva.
La ricerca biologica ha dimostrato che il silicio è importante nel facilitare il deposito del calcio nelle ossa, soprattutto nei primi stadi della loro formazione. Infatti tale elemento interviene insieme a calcio, fosforo, fluoro, magnesio e boro nel processo di calcificazione osseo. Si è anche visto che animali alimentati con una dieta povera di silicio mostravano una minor formazione di callo osseo dopo una frattura e inoltre il loro osso non era normale, mostrando una densità minerale inferiore a quella degli animali di controllo.
Inoltre sembra che i flavonoidi contenuti in questa pianta, in sinergia col silicio, determinino un aumento del numero degli osteoblasti (le cellule che costruiscono l’osso nuovo) ed una loro più marcata attività, mentre sarebbero capaci di ridurre sia il numero sia l’attività degli osteoclasti (le cellule che distruggono l’osso).
L’estratto di equiseto deve essere titolato in almeno 1% di silice, la dose consigliata può essere di 450-600 mg 2 volte al giorno