ADDITIVI ALIMENTARI, ISTRUZIONI PER L'USO

-by Personal Trainer Mattia Simonetti-

2015-11-30_110111

 

Coloranti, conservanti, antiossidanti, esaltatori del gusto e altro: può subentrare il problema di un’intolleranza alimentare.

L’industria alimentare usa circa 360 additivi: come ci spiega Matteo Giannattasio, allergologo e professore dell’Università di Padova, in media ne ingeriamo annualmente sui 4 chili, di cui l’80% proviene dagli alimenti industriali (il resto dai farmaci). Alcuni di essi possono causare allergia, eventualità abbastanza rara. Altri si rendono responsabili di intolleranze. Tra questi il colorante tartrazina (E102) e conservanti come i nitriti (più spesso aprono la strada a cefalee, asma e orticaria). Anidride solforosa e solfiti possono peggiorare l’asma.

Leggere sempre l’etichetta: che almeno una persona sappia cosa sta mangiando per fare le sue scelte. La legge prescrive che alcune categorie alimentari dovrebbero esserne prive. Ma in certi casi li contengono per vie indirette. Oppure a volte, per carenza di informazione, noi pensiamo che un determinato prodotto rientri nelle categorie ‘protette’ dagli additivi e invece non lo è.

Additivi possono trovarsi, in alcuni casi, anche negli alimenti che potremmo ritenere al di sopra di ogni sospetto: quali sono?

E’ meglio sapere che:

– Se non è biologica anche la frutta può avere sulla buccia conservanti e lucidanti. Quindi va pelata e lavata con cura.

– Nel pollame non-bio, che per legge non dovrebbe contenere additivi, ci può essere la cantaxantina (E161g): i polli la accumulano quando questa sostanza è presente nei mangimi. Per lo stesso motivo la cantaxantina si può trovare nel tuorlo delle uova. Additivi, in certi casi, si trovano in alcuni crostacei e molluschi freschi.

– Conservanti, a volte, si trovano anche nella frutta secca con guscio, quando si acquista già sgusciata.

– Il pane comune in commercio contiene solitamente additivi e miglioratori.

– Burro: in quello giallo – spiega ancora Giannattasio – se non è biologico può essere presente il colorante naturale E 160a.

– Yogurt alla frutta o aromatizzati possono avere i loro additivi.

– Pasta secca: meglio sapere che la pasta senza glutine, quella iperproteica e la pasta fresca possono contenerli.

– Il caffè, e i relativi estratti, per legge non dovrebbero avere additivi. Questi, però, si possono trovare nel caffè istantaneo aromatizzato.

– Ci sono tipi di succhi di frutta, cioè i nettari di frutta e le bevande analcoliche a base di frutta, che possono avere la loro quota di additivi.

Insieme inizieremo un percorso ricco di soddisfazioni verso il raggiungimento dei tuoi obbiettivi. Il protagonista sei tu, sei tu il padrone della tua vita, della tua forma del tuo benessere!
Claudio Garombo
claudio