APPROCCIO PSICOLOGICO COL CLIENTE

-by Personal Trainer Mattia Simonetti-

2015-10-13_105625

C’è chi ha fatto dello sport e dell’allenamento prima una passione poi addirittura un lavoro, ma parliamoci chiaro, ogni sportivo è partito da zero un giorno approcciandosi ad una determinata disciplina.

E’ affascinante domandarsi sempre il PERCHE’ abbiamo deciso di compiere quella decisione…Quali erano le motivazioni? Bisogno di autostima? Il non piacersi allo specchio? La voglia di mettersi in gioco? Passione indotta o trasmessa da qualcuno a noi vicino? Curiosità? E mille altri motivi, ma soffermiamoci su questo: qualunque sia stato il motivo avremo milioni di modi per fallire e solo uno per riuscire nella nostra piccola battaglia, nella nostra piccola impresa quotidiana di riuscire a dare il meglio in qualsiasi gesto atletico abbiamo scelto di praticare.

Non importa a che età abbiamo deciso di compiere il “grande passo” né lo stato di forma da cui partiamo. L’importante è che da quel momento in poi saremo degli sportivi nel vero senso della parola.. ovvero delle persone che praticano sport in modo più o meno agonistico.

Ricordo ancora il mio primo giorno di palestra… il senso di smarrimento, di non appartenenza, a tratti addirittura di vergogna o di imbarazzo… all’epoca come non mai avrei desiderato vicino a me un professionista che mi curasse non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto dal punto di vista mentale ed attitudinale, cosa che spesso i normali istruttori di sala tralasciano… forse si sono dimenticati che anche loro prima di arrivare al loro corpo ed ai loro risultati sono stati dei normalissimi “starter” come venivano chiamati all’epoca i novellini della palestra.

Spesso e volentieri in ambienti come le palestre il nuovo iscritto viene letteralmente abbandonato a se stesso… in balia delle sue false convinzioni maturate per sentito dire qua e là e ,ancora più preoccupante, in balia dei suoi errori di esecuzione degli esercizi che non solo non porteranno risultati positivi ma potrebbero creare dei seri infortuni in grado di compromettere tutta la carriera sportiva di quella persona. Lo sport è bello ma come ogni cosa bella ha i suoi rischi che non bisogna mai sottovalutare né prendere sotto gamba.

Molti avranno notato nella loro esperienza che i principianti in palestra spesso dopo essere passati pochi mesi, non vedendo più miglioramenti, abbandonano tutto dicendo : ” tanto non ottenevo più risultati…” . Questo corrisponde al vero, in quanto è scientificamente provato che il periodo di adattamento positivo corporeo del soggetto finirà. Esaurito questo periodo iniziale, per continuare ad ottenere risultati evidenti e soddisfacenti servirà l’aiuto concreto di un professionista che dia la giusta spinta tecnica e mentale sradicando dalla mente del suo atleta la sensazione angosciante di “buttare via del tempo” in palestra.

Instaurare definitivamente nella mente e nelle abitudini del cliente che lo sport è letteralmente VITA sarà la missione di chi fa il mestiere di Personal Trainer che non è per niente un mestiere semplice, al contrario delle apparenze. Per elevarsi dalla massa di pseudo preparatori che ci sono in giro bisogna avere il plicometro alla mano e allo stesso tempo orecchie ben aperte per ascoltare: questo è secondo me il servizio in più che fa la differenza. Condividere totalmente la tua esperienza e la tua passione, trasmettendola al soggetto in modo forte, chiaro e deciso, in modo da instaurare non solo un rapporto professionale ma un vero e proprio rapporto empatico di fiducia estrema che porterà il cliente a diventare una persona migliore sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico.

A parer mio la cura dell’aspetto psicologico del principiante è importantissima e per esperienza personale posso dirvi che farà la differenza un domani sulla continuazione di quello sport e sulla qualità con cui lo si pratica. Un giusto approccio, una giusta dose di grinta e volontà trasmessa ad una persona ancora in uno stato di imbarazzo sarà determinante per forgiare un domani mille successi personali e chissà magari anche in competizioni agonistiche.

Questo discorso a primo impatto potrebbe sembrare esagerato , ma vi posso assicurare che la maggior parte dei miei clienti prima di essere felice di aver preso quel kg di muscolo o di aver perso quel kg di grasso è felice perché la sua vita , il suo rapporto con gli altri e la sua autostima sono migliorati a dismisura, permettendo loro di ottenere più facilmente successi in ambiti lavorativi, familiari e scolastici. Perché fare sport e farlo bene facendoti seguire da un professionista serio, come può essere un membro di Scientific Training, cambierà totalmente il tuo stile di vita in meglio.

La consapevolezza di essersi affidati non solo ad un Personal Trainer ma ad un professionista a 360 gradi che cura anche il tuo aspetto psicologico, che a parer mio conta oltre il 50% per il raggiungimento di un traguardo, porterà il cliente ad aprirsi totalmente come se fosse un amico permettendo di rompere quella barriera che impedisce il corretto scambio di informazioni utili al preparatore per modificare , migliorare e perfezionare il programma costruito a misura per lui.

Il segreto per ottenere il primo corretto imprinting è non far mai sentire il cliente o potenziale cliente in situazione di imbarazzo o di inferiorità fisica o mentale nei confronti del Personal Trainer. Metterlo a suo agio e fargli capire subito che una maggiore esperienza e due cm di braccio in più non fanno del preparatore un essere superiore a lui ma che sono due persone accomunate dall’obiettivo di ricercare soddisfazione personale in quello che vogliono fare. Bisogna sempre spiegare perché succede una determinata cosa e perché si sta affidando quel determinato programma, non lasciare mai nessun dubbio in lui e renderlo partecipe e consapevole di ogni singolo passo. L’obiettivo è rendere la sua forza di volontà l’arma più potente e farla crescere nel tempo alimentando la fiamma della grinta con sempre nuovi stimoli per portare avanti il progetto COMUNE e vincere ENTRAMBI … perché la vera vittoria di un preparatore è sentirsi dire GRAZIE.

Il mio personale ed umile punto di vista è che un professionista del benessere deve sempre cercare di capire realmente cosa vuole il potenziale cliente che si rivolge a lui , che non sempre coincide con quello che direttamente sostiene… starà alla capacità del PT capire e cogliere i reali bisogni di quella persona, se davvero vuole migliorare solo il suo aspetto o se magari ha bisogno di qualcuno che la ascolti e capisca senza giudicare , cercando di aiutarla a migliorare la sua condizione psicofisica.

Non bisogna vendere un servizio come fossimo al mercato del pesce; non bisogna svalutarsi né puntare alla quantità di clienti tralasciando la personalizzazione dei programmi . In questo ambiente spesso ci si trova in una vasca di squali pronti a mangiarti vivo se non sai dove andare… La mia personale battaglia è cercare di essere sempre onesto e trasparente puntando prima di tutto al completo raggiungimento degli obiettivi dei miei clienti , quindi alla loro piena soddisfazione.
Insegnare a spostare un carico e sollevare un bilanciere è importante, ma aiutare a migliorare anche la mente è fondamentale.

Grazie di cuore per aver letto l’articolo.

Insieme inizieremo un percorso ricco di soddisfazioni verso il raggiungimento dei tuoi obbiettivi. Il protagonista sei tu, sei tu il padrone della tua vita, della tua forma del tuo benessere!
Claudio Garombo
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