ARCO RIFLESSO

-by Personal Trainer Marco Perugini-

Arco-riflesso

Quell che vedete in figura è la schematizzazione del tipico circuito neuronale alla base di quello che è definito “arco riflesso”. I nostri neuroni afferenti trasportano gli input catturati da particolari recettori posti nella periferia del nostro organismo, penetrano nel midollo spinale permettendo all’impulso finale di esser trasmesso al motoneurone responsabile della contrazione muscolare.

Questo è il riassunto del funzionamento dell’ARCO RIFLESSO.

Un semplice esempio di quanto appena descritto si palesa nel momento in cui si tocca una piastra rovente. La stimolazione dei recettori del dolore posti a livello delle dita della mano, si traduce in impulso sensoriale che corre lungo le fibre afferenti, arriva al midollo spinale e ciò determina attivazione delle fibre motorie efferenti che codificheranno un’apposita risposta muscolare. ( il rapido allontanamento della mano dalla piastra) Contemporaneamente queste informazioni vengono trasmesse al cervello, nell’area deputata al riconoscimento dello stimolo dolorifico. Queste azioni appena descritte, in maniera molto semplificata, determinano l’allontanamento della mano dalla piastra prima che avvenga la percezione consapevole dello stimolo doloroso. Questo gesto è automatizzato.

Allo stesso modo molte delle azioni riflesse che si generano a livello del midollo spinale e in altre aree a controllo involontario del Sistema Nervoso Centrale riescono a condizionare le funzioni muscolari. Ore e ore di allenamento migliorano l’esecuzione di un determinato gesto atletico, al punto che esso verrà eseguito in maniera automatica senza o quasi controllo cosciente. Fin qui tutto stupendo.

La vera sfortuna però è che è anche possibile memorizzare ed eseguire in modo automatico gesti sbagliati e questo può essere di grave ostacolo al miglioramento della performance neuromuscolare. I giocatori di golf ne solo la rappresentazione classica. Molti di essi sbagliano la presa sulla mazza e questo è l’innesco per un gesto errato. Invece di continuare ad allenarsi ore e ore, l’aspirante golfista dovrebbe imparare a riprodurre correttamente l’esatta sequenza dei movimenti dello swing. Continuare a colpire la palla non farà che rafforzare l’errore. Di questi esempi ne è pieno il modo dello sport in ogni disciplina. ( BASTA GUARDARE ALL’INTERNO DELLA VOSTRA PALESTRA)

Esiste un detto che recita ” la pratica migliora l’apprendimento” ma se proviamo a riformularlo potremmo riscriverlo cosi:

“LA PRATICA ESATTA RENDE L’APPRENDIMENTO PERFETTO”

Con l'esperienza si riesce a testare il polso dell'animo altrui attraverso la parola. proprio per questo un saggio disse: "PARLA, SE VUOI CHE IO TI CONOSCA".
Andrea Rizzo
andrea