ARRIVA IL NATALE E LO SGARRO CI STA'... GUSTIAMOCI TUTTO SENZA SENSI DI COLPA, ALTRIMENTI POTREBBE ESSERE PEGGIO....

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Il cibo è associato a sentimenti ambivalenti: piacere per i sensi, condivisione con gli amici, ma anche preoccupazione per la propria linea e per la salute. Sarebbe bene prestare attenzione al senso di colpa, che ha il potenziale per motivare un cambiamento di comportamento, ma può anche indurre a un senso di impotenza e quindi alla perdita di controllo.

Per questo motivo, se si sta seguendo una dieta e si cede alla tentazione, magari di mangiare una fetta di torta al cioccolato, è meglio farlo gustandosi questa trasgressione: va considerata come se fosse una celebrazione, una ricompensa. Il senso di colpa può minare la fiducia in se stessi e nella propria capacità di rientrare nelle linee guida della dieta. Insomma, il modo in cui percepiamo il cibo è importante quanto il conteggio delle calorie.

Questo è il risultato ottenuto da una ricerca condotta da due psicologhe dell’Università neozelandese di Canterbury, Roeline Kuijer e Jessica Boyce, pubblicata dalla rivista Appetite, che hanno seguito per un anno e mezzo trecento persone, tra i 18 e gli 86 anni. “Il piacere e il godimento del cibo sono essenziali per la salute e il benessere delle persone, e dovrebbero ricevere più attenzione di quanta ne abbiano avuta in passato”, sostengono le due ricercatrici.

Non si giudica il merito di un uomo dalle sue grandi qualità ma dall'uso che ne sa fare.
Andrea Rizzo
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