CAPPERI

-by Personal Trainer Mattia Simonetti-

capperi

 

Ora sono in fiore, soprattutto al sud e nelle isole. Questa pianta ha una lunga storia e diversi impieghi terapeutici. Il cappero che noi troviamo al ‘super’ (sotto sale, sott’olio o sott’aceto) è il bocciolo del fiore, anche detto ‘bottone’. Da sempre è presente in tutto il Mediterraneo, e nelle nostre regioni li chiamano ‘cucunci’.

Si usano in cucina, come per esempio nelle isole Eolie o a Pantelleria. Crescono sul suolo roccioso alle pendici del mare, nutrendosi di sole e di vento. Non hanno bisogno di molta terra e di acqua, loro si trovano benissimo sulla roccia calcarea o sui muri di pietra. La cucina locale si è sbizzarrita, perché l’aroma è delizioso, e ne facciamo anche un patè e un pesto macinando insieme capperi, pomodori, olive nere, e, volendo, acciughe.

Il bocciolo all’inizio non è buono per il nostro palato, bisogna lasciarlo maturare e questo avviene nei tini con l’aggiunta di sale marino. Per questo sono molto salati.

Ma entriamo sugli usi medicinali. I capperi hanno un record: sono l’alimento più ricco di una sostanza di cui sono note le potenti proprietà antiossidanti. E’ la quercetina che si ritrova in quantità minori anche nell’uva e nel vino rosso, nelle cipolle rosse, nell’aneto e nei frutti di bosco.

Il cappero viene citato nella Bibbia (Qohlet o le Ecclesiaste) dove veniva presentato come afrodisiaco: gli ebrei non erano gli unici perché lo ritenevano tale anche gli Egizi e i Greci, ma tutta questa conoscenza ormai è persa, non sappiamo come li usavano. Di certo, nel nostro Medioevo si faceva commercio dei capperi sotto sale, che erano richiesti e apprezzati anche nel nord Europa.

Usi medicinali: Si usa soprattutto la corteccia e il legno dell’arbusto, ridotti in polvere o come decotto. Il decotto del legno ha effetti antireumatici, va preso 2 volte al giorno se c’è un problema di artrite. Mentre la polvere della corteccia risulta un digestivo e diuretico. Si usava anche masticare la corteccia, come antinfimmatorio (come l’aspirina o l’ibuprofene), per avere sollievo dal mal di denti. Il bocciolo fresco, poi, si riduceva a una pasta da spalmare sul viso in presenza di vitiligine e capillari arrossati.

Gli Arabi, da cui deriviamo il nome (in arabo ‘kabar’) la conoscevano benissimo. Ne facevano diversi impieghi medicinali che oggi è obiettivamente difficile ricostruire. Ma un impiego famoso, e accertato, è quello contro l’umore basso, i momenti di tristezza e l’ipocondria: stiamo parlando sempre della corteccia (infusi, decotti).

Si usava anche per preparare uno dei tanti ‘vini medicati’, rimedio su cui puntavano molto i medici di Roma antica. Si prendeva a digiuno, facendo macerare capperi e bacche di ginepro pestati nel vino.

Insieme inizieremo un percorso ricco di soddisfazioni verso il raggiungimento dei tuoi obbiettivi. Il protagonista sei tu, sei tu il padrone della tua vita, della tua forma del tuo benessere!
Claudio Garombo
claudio