CARENZA DI VITAMINA D E DEFICIT DEL SISTEMA IMMUNITARIO

-by Dott.Andrea Rizzo-

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VIt D3 (colecalciferolo) è utile per molte funzioni dell’organismo.
• Migliora la sensibilità all’insulina.
• Contribuisce al mantenimento di livelli di pressione arteriosa entro un range di normalità.
• Promuovendo un sano metabolismo osseo.
• Sostiene le funzione immunitarie.
• La Vitamina D3 esercita un effetto positivo sugli ormoni androgeni ed estrogeni.

I livelli di D3 sono stati definitivamente correlata con i livelli di androgeni negli uomini. Recenti ricerche hanno ipotizzato che gli uomini con livelli più elevati D3 hanno più testosterone circolante e MENO SHBG .
La Vitamina D3 è stato suggerita per fornire un sostegno per inibire l’enzima aromatasi, attraverso due vie distinte in primo luogo eliminando quanto di esso è prodotta dal corpo e dall’altro, sopprimendo una via che riduce i livelli di prostaglandine compreso prostaglandina PGE2 importante stimolatore dell’aromatasi.
La vitamina D3 ha anche effetti più diretti sulla crescita muscolare attraverso la correlazione con i livelli di IGF-1 (Insulin-like growth factor-1).
Esiste anche un modo diretto in cui la vitamina D3 presenta effetti sulle cellule muscolari, attraverso particolari recettore della vitamina D (VDR). il Calcitriolo si lega a questo recettore, attivando i sistemi dei secondi messaggeri, cruciali per la riparazione del muscolare dopo intensi allenamenti. In alcune ricerche si è visto che i topi allevati senza l’VDR hanno problemi di crescita grave, compromissione muscolare e scarse prestazioni fisiche

Lo studio sulla carenza di Vitamina D:

Secondo uno studio che compare sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, un deficit di vitamina D potrebbe compromettere la funzione immunitaria.

La ricerca condotta da Mary Ward e colleghi della University of Ulster di Coleraine, Regno Unito, ha mostrato che gli individui più anziani con deficit di vitamina D tendono ad avere una funzione immunitaria compromessa. I dati, a quanto sostengono i ricercatori, suggeriscono che la vitamina D potrebbe svolgere un ruolo nel mantenimento della salute del sistema immunitario, oltre che di quello scheletrico.

Si tratta del primo studio che trova una connessione fra i livelli di vitamina D e i processi infiammativi in un grande campione di individui anziani. La ricerca ha coinvolto 957 adulti irlandesi di almeno 60 anni; i partecipanti che avevano livelli di vitamina D più bassi avevano maggiori probabilità di avere biomarcatori di infiammazione nel sangue, che sono legati a malattie cardiovascolari o a condizioni come artrite reumatoide o Sclerosi Multipla.

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Mattia Simonetti
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