CIBO BIOLOGICO

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Un bel po’ di consumatori si saranno chiesti: “Chissà cosa c’è in quel che mangiamo…” ed il pensiero sarà andato agli OGM, agli antiparassitari, ai diserbanti e a tutto quel che rende il cibo meno genuino. Sicuramente molti si saranno rivolti ai prodotti della coltivazione e dell’allevamento biologico, nella speranza di acquistare prodotti genuini. Si sente parlare spesso di coltivazioni ed allevamenti biologici, ma in realtà, in cosa differiscono da quelli ‘non biologici’? E come ci si accorge se un prodotto è veramente biologico?

Le caratteristiche della coltivazione e dell’allevamento biologico

Cominciamo dai semi: quelli impiegati per le coltivazioni biologiche provengono da altrettante coltivazioni biologiche. Essi non sono trattati con fitofarmaci, né contengono OGM, inoltre reagiscono meglio ai trattamenti naturali.

Per quanto riguarda le colture, vengono scartate quelle fuori stagione. Il campo viene coltivato con la rotazione delle colture, per proteggerle dai parassiti e non impoverire la fertilità del terreno. I fertilizzanti utilizzati sono soltanto quelli naturali, soprattutto letame. I diserbanti ed altri pesticidi chimici sono assolutamente banditi. Nella lavorazione dei prodotti vengono utilizzate soltanto macchine riservate alla lavorazione dei prodotti biologici, per evitare qualsiasi contaminazione. Dopo la lavorazione, i prodotti vengono trasportati e distribuiti ai dettaglianti, in imballaggi chiusi.

Per quanto riguarda l’allevamento, si prediligono gli animali nati sul posto, quelli che resistono meglio ad eventuali malattie e si adattano al clima. L’allevamento di questi animali va effettuata su pascoli estesi e con alimenti anch’essi biologici, meglio se coltivati direttamente dall’allevatore.

Nel caso di malattie degli animali, il trattamento comincia con prodotti naturali e, solo nei casi più gravi, vengono prescritti farmaci per un massimo di due trattamenti all’anno. Come per le coltivazioni, anche la macellazione dei capi di bestiame avviene in aree e con macchinari destinati soltanto ad allevamenti biologici. Il trasporto avviene con automezzi separati rispetto agli altri animali ed è vietato somministrare tranquillanti ai capi di bestiame durante il tragitto.

Come si riconoscono?

L’etichetta in questo caso diventa un elemento essenziale, per sapere se quello che stiamo acquistando è davvero biologico o meno. Gli alimenti biologici hanno la dicitura ‘Prodotto da agricoltura biologica’ oppure ‘Prodotto in allevamenti biologici’ immediatamente sotto la denominazione di vendita (il nome identificativo, tipo ‘dolce al cacao’).

I prodotti biologici possono contenere fino al 5% di elementi prodotti in maniera convenzionale; questo è molto più raro nel caso di frutta e verdura o per prodotti che si vendono freschi e non imbustati. Se gli elementi ‘convenzionali’ salgono al 30%, allora la dicitura che fa riferimento alla produzione biologica non può essere posta sotto la denominazione di vendita, bensì sotto gli ingredienti presenti.

Altro elemento importante dell’etichetta è la dicitura di controllo. Si tratta di un insieme di informazioni, tra cui l’ente che ha effettuato il controllo di qualità, il produttore, gli estremi dell’autorizzazione ministeriale. Questi elementi sono obbligatori, così come lo sono anche il contenuto netto del prodotto, il nome e la sede del produttore e la data di scadenza. Sono facoltativi, invece, i consigli per mantenere il prodotto fragrante e fresco e il marchio europeo di produzione biologica.

Passione, conoscenza, esperienza nonostante la giovane età e la voglia di aggiornarmi costantemente sono alla base della mia professionalità in questa famiglia che è SCIENTIFIC TRAINING.
Mattia Simonetti
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