DIPENDENZA DA CIBO

-by Dott.Andrea Rizzo-

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La scienza trova sempre più conferme sull’esistenza della dipendenza da cibo. Gli studi condotti sia su animali, sia su esseri umani confermano che gli stessi centri cerebrali relativi alla gratificazione e al piacere attivati dalle droghe, vengono stimolati anche dal cibo, ma non tutto, in particolare quello ricco di zuccheri, grassi e sale.
Tali alimenti come alcune droghe, attivano il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che media il piacere nel cervello.

La gratificazione ed il piacere che scaturisce dal consumo di cibi estremamente gustosi e quindi il conseguente rilascio di dopamina in circolo, instaura una sorta di circolo vizioso che porta entro poco tempo alla ricerca di nuovo piacere e quindi al consumo di quei dannosi alimenti.
Alcuni cibi, quali lo zucchero, determinano anche un rilascio di oppioidi oltre che di dopamina, il che potenzia il loro effetto di gratificazione. Per esempio: le capacità della cioccolata di elevare l’umore è legata alle sue concentrazioni di anandamina, caffeina, feniletilamina e magnesio. Vi è un incremento delle endorfine, e questo è il piu’ plausibile meccanismo per l’elevazione del tono dell’umore.

I segnali di gratificazione derivanti dal consumo di cibi come i junk food, sono talmente forti che possono tranquillamente sopraffare altri segnali prodotti dal nostro cervello come il senso di sazietà e di soddisfazione che normalmente porterebbero alla cessazione della ricerca di cibo. La conseguenza di segnali così forti che sovrastano quelli di controllo è la continua ricerca di cibo anche senza fame.
nei soggetti che manifestano dipendenza di tale tipo, si instaura un meccanismo molto pericoloso che è la tolleranza al cibo: ESSI MANGIANO SEMPRE DI PIU’ PER POI SCOPRIRE CHE IL CIBO SODDISFA SEMPRE MENO.

La dipendenza da cibo svolge un ruolo assai importante nell’instaurarsi dell’obesità. Bisogna tener presente che la genetica anche in questo caso è fondamentale. Sì, perchè anche soggetti normopeso possono soffrire da dipendenza da cibo, ma essi riescono a gestire meglio le calorie in eccesso, in parte assimilando di meno ed in parte smaltendo meglio con l’attività fisica.
Le persone dipendenti da cibo vivono una situazione non molto diversa dalla tossicodipendenza. tali soggetti nonostante l’aumento continuo di peso e le interferenze nelle relazioni interpersonali, hanno seri problemi nel porre un freno al loro comportamento, nonostante siano coscienti della situazione. Ne è spesso prova la volontà di smettere ed i tentativi passati falliti.

– Quali sono i segni correlati alla dipendenza da cibo?

I ricercatori del Rudd Center for Food Science & Policy dell’Università di Yale hanno sviluppato un questionario per identificare le persone con dipendenze alimentari.

Qui di seguito proponiamo un esempio delle domande che possono contribuire a determinare la possibile presenza di una dipendenza da cibo:

Quando iniziate a mangiare determinati cibi, finite col consumarne una quantità maggiore del previsto?
Continuate a mangiare determinati alimenti anche se non avete più fame?
Mangiate sino al punto di sentirvi male?
Vi preoccupate di non mangiare determinati tipi di cibi o di ridurne la quantità consumata?
Quando determinati alimenti non sono disponibili, uscite per andarli a comprare?
Il questionario pone anche quesiti circa l’impatto del rapporto con il cibo sulla vita personale:

Mangiate determinati cibi così spesso o in quantità talmente elevate che invece di lavorare, trascorrere più tempo con la famiglia o praticare attività ricreative preferite mangiare?
Evitate situazioni lavorative o sociali dove sono disponibili determinati alimenti per la paura di mangiare troppo?
Avete problemi di produttività sul lavoro o a scuola a causa del cibo?
Il questionario chiede anche informazioni riguardo eventuali sintomi di astinenza. Per esempio, quando riducete il consumo di determinati cibi, sperimentate sintomi come ansia, agitazione o altri sintomi fisici?

Il questionario tenta anche di valutare l’impatto delle decisioni alimentari sulle emozioni. Sperimentate le seguenti situazioni?

Mangiare cibo causa problemi come depressione, ansia, disgusto verso sé stessi o senso di colpa.
Avete bisogno di mangiare quantità sempre più elevate di cibo per ridurre le emozioni negative o aumentare il piacere.
Consumare la stessa quantità di cibo non riduce le emozioni negative o non aumenta il piacere come accadeva in passato.
Aiuto per la dipendenza da cibo

La scienza sta tuttora tentando di comprendere a fondo la dipendenza da cibo e di trovare trattamenti adeguati.

Alcuni sostengono che il recupero dalla dipendenza da cibo sia più complicato rispetto al recupero da altre tipologie di dipendenza. Gli alcolisti, per esempio, possono astenersi dal bere alcolici, ma gli individui dipendenti dal cibo hanno bisogno di mangiare per sopravvivere.

Referenze e approfondimenti
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24238362
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24130517
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23726225
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23680433
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20042860
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23017467
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22684991
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21999695

– Rudd Center for Food Science and Policy, Yale University: “Food and Addiction”, “Yale Food Addiction Scale”
– Volkow N., “Trends in Cognitive Science”, gennaio 2011
– Meule A., “Frontiers in Psychiatry”, 3 novembre 2011
– Gearhardt A., “Archives of General Psychiatry”, agosto 2011

Valere e saper mostrare che si vale, significa valere due volte... Ciò che non si vede è come se non ci fosse.
Andrea Rizzo
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