FIBRILLAZIONE ATRIALE E CORRELAZIONE CON L'ICTUS

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Nel nostro Paese si verificano oltre 200.000 casi di ictus ogni anno e ben 930.000 persone ne portano le conseguenze invalidanti per tutta la vita. La fibrillazione atriale, l’anomalia del ritmo cardiaco più comune al mondo, è causa di circa 40.000 ictus l’anno in Italia, ma con una diagnosi precoce ed una cura appropriata si potrebbero evitare ben 3 casi su 4.

E’ quindi sempre più necessaria un’azione comune per prevenire l’ictus e proprio questa emergenza è stata al centro dell’incontro, svolto a Bruxelles, tra parlamentari europei ed associazioni di pazienti e medici, con A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale).

“L’ictus è una emergenza sempre più crescente sul nostro sistema sanitario ma soprattutto ha delle conseguenze devastanti non solo sulle persone che ne sono colpite, ma anche sui loro familiari – dichiara Paolo Binelli, presidente A.L.I.Ce. Italia Onlus. La fibrillazione atriale non viene sempre riconosciuta come fattore di rischio per l’ictus, anche se ne aumenta il rischio del 500%. Inoltre – conclude Binelli – gli ictus ischemici correlati a questa anomalia causano una disabilità peggiore rispetto agli altri, ma la gran parte di essi potrebbe essere evitato grazie ad una corretta diagnosi precoce e all’accesso a trattamenti appropriati”.

L’ictus è responsabile ogni anno di più morti di quelli causati da Aids, tubercolosi e malaria messi insieme. In Italia, e in tutto il mondo occidentale, è causa del 10-12% di tutti i decessi per anno, rappresentando la prima causa d’invalidità e la seconda causa di demenza con perdita dell’autosufficienza.

A.L.I.Ce. Italia-Onlus è una federazione di 20 associazioni regionali di volontariato che ha tra i propri obiettivi statutari diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia; facilitare un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi; sollecitare l’istituzione di centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus.

Con l'esperienza si riesce a testare il polso dell'animo altrui attraverso la parola. proprio per questo un saggio disse: "PARLA, SE VUOI CHE IO TI CONOSCA".
Andrea Rizzo
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