FRUTTA E VERDURA, OCCHIO AL COLORE

-by Personal Trainer Mattia Simonetti-

2015-11-17_111222

 

La saggezza popolare molto spesso coglie nel segno. L’antico detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” non è campato per aria ma ha basi scientifiche validate da molti studi.

Buon ultimo, un lavoro olandese pubblicato sulla rivista Stroke nel quale si evidenzia come il consumo di frutta e verdura crude abbia proprietà preventive nei confronti dell’ictus. La ricerca ha coinvolto 20.069 soggetti, uomini e donne, di età compresa tra i 20 e i 65 anni. Al momento dell’arruolamento per lo studio, l’intero campione non presentava alcun disturbo di tipo cardiovascolare.

Per un periodo di dieci anni, i partecipanti al trial hanno compilato periodicamente un questionario che comprendeva 178 alimenti e chiedeva di elencare quali cibi venivano consumati con maggiore regolarità. Durante la ricerca si sono verificati 233 episodi di ictus. Valutando in percentuale il rischio di evento cardiovascolare e consumo di alimenti, è emerso che nelle persone che prediligono frutta e verdura (più di 262 grammi al giorno) la probabilità di ictus si riduce del 36 per cento rispetto a chi consuma in dosi modeste questi alimenti (meno di 92 grammi al giorno).

Gli esperti si limitano quindi a raccomandare un regime alimentare ricco di vegetali, senza ovviamente concludere che sia sufficiente questa scelta per “sentirsi” protetti; ci sono infatti tanti altri elementi che possono aumentare il rischio di infarto e ictus (fumo, sedentarietà, obesità, ipercolesterolemia ecc.).

Ma perché i vegetali sono così importanti nella dieta quotidiana e, soprattutto, uno vale l’altro? Sembrerebbe proprio di no. Il colore della parte commestibile di frutta e verdura indica la presenza di composti bioattivi pigmentati (carotenoidi, antocianidi, flavonoidi). Tra i prodotti dell’albero, mele e pere sembrano quelli non solo più efficaci in funzione preventiva, ma anche i più graditi dalle persone.

Con l'esperienza si riesce a testare il polso dell'animo altrui attraverso la parola. proprio per questo un saggio disse: "PARLA, SE VUOI CHE IO TI CONOSCA".
Andrea Rizzo
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