IL DIGIUNO E LA DISINTOSSICAZIONE

-by Dott.Andrea Rizzo-

2015-10-23_114048

 

Visto alcuni post pubblicati in vari gruppi, mail che ho ricevuto su Scientific Training e alcune solite alterazioni della realtà sulla pratica dl digiuno come terapia, spero di fare chiarezza apportando il mio personale punto di vista basato su esperienze e ricerche in letteratura. Ripeto è una mia visione e non verità assoluta.

Il digiuno non è una pratica moderna, già Platone, Socrate e Plutarco lo praticavano perché ritenevano che migliorasse le loro prestazioni psico-fisiche; gli arabi e gli egiziani lo consigliavano come cura per le malattie. Oggigiorno chi sceglie di fare il digiuno è spinto da motivazioni religiose, come durante la Quaresima o il Ramadan; c’è chi invece, molto stupidamente, lo fa per dimagrire. Se la digiuno terapia viene praticata in media una volta al mese per disintossicare l’organismo non ha alcuna controindicazione. Ma se si pensa di prolungare il digiuno per tempi superiori ai 2-3 giorni al fine di ottenere più rapidi risultati, non c’è niente di più sbagliato. Le conseguenze di un digiuno troppo prolungato saranno responsabili di una condizione di indebolimento, riduzione della risposta immunitaria e di cicatrizzazione, fino ad una alterazione del funzionamento dell’apparato cardiovascolare, polmonare, endocrino e gastrointestinale. Se si vuole ridurre il rischio di patologie, digiunare una volta al mese lo si può considerare come un momento di “disintossicazione”, ma non è sufficiente, addirittura può considerarsi anche una pratica decisamente inutile se non badiamo principalmente a cosa mangiamo ogni giorno e non pratichiamo una regolare attività fisica: queste sono le condizioni base per il mantenimento di un buono stato di salute e per vivere a lungo.

Il beneficio principale recato dal digiuno, risiede nel fatto che si dà al corpo il tempo di riposare. Nello specifico, si concede un po’ di tregua agli organi dell’apparato digerente. La digestione implica infatti un elevato dispendio di energie, con il digiuno l’organismo può impegnare l’energia risparmiata per accelerare i processi di guarigione e rigenerazione. Inoltre, durante il digiuno si evita di introdurre ulteriori sostanze tossiche e contemporaneamente, si consente all’organismo di smaltire le tossine. Tale considerazione è valida soprattutto per il fegato, la nostra centrale di smaltimento, il quale deve demolire e metabolizzare tutte le sostanze tossiche che penetrano nell’organismo, non solo con l’alimentazione. Un altro aspetto a mio avviso interessante del digiuno è l’alleggerimento del carico di lavoro del sistema immunitario, dovendo ridurre la sua azione contro le tossine provenienti da cibo, acqua e ambiente esterno.
Durante il primo giorno di digiuno, il corpo brucia buona parte del glicogeno immagazzinato a livello epatico e muscolare, per poi lasciar sempre più spazio alla metabolizzazione del grasso per produrre energia. Esiste tuttavia un’eccezione… quella per il cervello per il quale la presenza di zucchero è essenziale.
Dal secondo giorno di digiuno, parte del tessuto muscolare viene metabolizzato in aminoacidi che vengono convertiti nel fegato, per mezzo della neoglucogenesi in glucosio per fornire nutrimento al cervello.
Tra il secondo ed il terzo giorno, l’organismo entra in uno stato definito di chetosi, durante il quale il fegato converte le riserve di grassi in sostanze chimiche dette chetoni, le quali possono essere utilizzate dal cervello e dai muscoli compreso il cuore,per trarre energia. In generale in questi giorni di chetosi il nostro corpo perde lo stimolo della fame, l’energie aumentano e la mente si acutizza.
Ovviamente in questi giorni si noterà un discreto calo di peso. Quel che dovrebbe rendere interessante il digiuno ed è quello che cerco di far trasparire dalle mie parole è l’aspetto disintossicante, man mano che il grasso corporeo viene bruciato per produrre energia, le tossine accumulate quali pesticidi e altre sostanze chimiche vengono rilasciate nel torrente ematico per essere metabolizzate dal fegato e dai reni.
La durata consigliata del digiuno di fatto dipende dallo stato di salute dell’individuo, ossia tanto più si è sani, tanto più a lungo si può digiunare. Molti medici naturopati che conosco, consigliano come buona regola un digiuno di 2-3 giorni ad ogni cambio di stagione. Ad inizio primavera ed inizio autunno sono 2 momenti intelligenti per optare a digiunare ed eliminare le tossine accumulate.
Molto interessante è la proposta di alcuni terapeuti stranieri che conobbi ad un seminario, che consigliavano un digiuno preventivo di un giorno 1 volta alla settimana.
E’ importante avere un approccio graduale con il digiuno. Il più radicale è ovviamente quello che prevede solo assunzione di acqua per tutta la sua durata, questa forma molto aggressiva viene sfruttata al meglio da persone sane e che ne abbiano dimestichezza. Per chi si accosta a tale pratica per la prima volta, si consiglia di digiunare per un solo giorno.
L’assunzione di acqua consigliata è di almeno 2,5-3 litri al dì. Gli esperti di questa pratica portano avanti il digiuno con solo acqua fino 5 giorni.
E’ importante iniziare e terminare il digiuno in modo corretto. Il modo migliore è cominciare a ridurre gradualmente la quantità di alimenti ingeriti a partire da 3 giorni prima di digiunare. Importante è ridurre soprattutto cibi pesanti come le carni e i prodotti caseari arrivando fino al giorni prima del digiuno dove è bene consumare solo frutta e verdura. Il digiuno dovrebbe terminare in modo analogo ai giorni precedenti l’inizio. Quindi il giorno successivo al digiuno alimentarsi solo con frutta e verdura e gradualmente negli altri 2 giorni ritornare all’alimentazione consueta. E’ consigliato anche nei giorni successivi al digiuno di continuare a bere molta acqua, siccome i processi di disintossicazione saranno ancora in atto.

ATTENZIONE: un digiuno che duri più di 3 giorni dovrebbe essere supervisionato da un medico. Particolare attenzione devono averla chi presenta problemi legati alla glicemia e chi soffre di problemi sistemici.
Le sensazioni durante il digiuno possono essere varie. E’ normale avvertire sintomi di disintossicazione, i quali comprendono stanchezza, cefalea, alitosi, nausea, eruzioni cutanee, sensazioni simili a sindrome influenzale. E’ da notare che tali sintomi tendono ad attenuarsi fino a scomparire dopo il 2° giorno.
Durante il digiuno è importante seguire alcune regole, prime fra tutti il riposo. L’esercizio fisico deve essere leggero e le attività mentali poco impegnative. Nel complesso la mia raccomandazione è comunque quella di scegliere il tipo di digiuno più adatto alle proprie esigenze, stato di salute e temperamento fisico.
La pratica del digiuno costituisce realmente il modo più naturale di depurare e rigenerare il corpo. Ma l’importante è che sia messa in atto con intelligenza.

QUALCHE RICERCA:
Aumentano le ricerche che si occupano degli effetti positivi sul nostro organismo del digiuno terapeutico. Un team di ricercatori del National Institute on Ageing di Baltimora,asserisce che periodi brevi e ciclici di digiuni proteggerebbero il cervello da malattia neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Questa affermazione nasce dall’osservazione fatta dagli studiosi sull’aumento del circa 40% della longevità di cavie sottoposte a un introito calorico decisamente basso, rispetto a quelle che facevano un’alimentazione normale.

Mark Mattson, uno degli studiosi che ha partecipato alla ricerca, ha affermato l’esistenza di un meccanismo grazie al quale un basso apporto calorico favorisce la crescita dei neuroni. Gli studiosi ipotizzano anche che la restrizione calorica riduca lo stress al quale sono sottoposti le cellule cerebrali, favorendone la crescita. L’analisi del cervello delle cavie sottoposte al digiuno ha mostrato perfino migliori connessioni sinaptiche ovvero le connessioni tra i neuroni. Ma ad avvalorare l’importanza della digiuno terapia sono anche altre ricerche che affermano la presenza di effetti positivi a livello cardiovascolare, riducendo addirittura del 58% il rischio di patologie cardiache e del 50% lo sviluppo di diabete.

Una nuova ricerca dell’Intermountain Medical Center Heart Institute, negli USA, ha coinvolto 230 persone le quali sono state sottoposte ad un digiuno di 24 ore durante il quale era concessa solo l’assunzione di acqua. Al termine delle 24ore, veniva seguita una normale alimentazione. Test clinici sui partecipanti alla ricerca avevano evidenziato un aumento di circa 14% del colesterolo LDL ovvero cattivo, e di circa il 6% di quello buono cioè HDL. Questi dati dimostrano come una condizione di digiuno induca l’organismo a rilasciare un maggior quantitativo di colesterolo che viene usato come fonte energetica al posto del glucosio. Questo meccanismo favorisce la riduzione delle cellule adipose riducendo, a sua volta, la probabilità di sviluppare una condizione di insulino-resistenza e diabete. Durante il digiuno, i soggetti, inoltre, producevano una maggiore quantità dell’ormone della crescita (Gh), capace di svolgere un’azione di protezione sui muscoli e sul bilancio metabolico.

ERBE DIURETICHE E DEPURATIVE UTILI INSIEME AL DIGIUNO
Insieme a questa fase che abbiamo capito essere utile nel depurare l’organismo è interessante utilizzare specifici estratti sotto forma di tisane, ecc.. Utili per migliorare ulteriormente la disintossicazione dell’organismo .
La medicina naturale e la fitoterapia, da centinaia di anni riconosce nelle svariate piante innumerevoli effetti benefici per l’organismo, dalla cura di molte patologie all’effetto tonico energetico, a quello rilassante fino ad arrivare a scoprire proprietà depuranti e drenanti.
Quello che seguirà è una rassegna di piante ed estratti vegetali con effetti benefici soprattutto nell’eliminazione dei liquidi in eccesso e nel promuovere una buona azione depurante generale, utili comunque sia anche senza il digiuno completo.

Infatti queste erbe possono produrre i seguenti effetti:

• A tutti coloro che vogliono contrastare efficacemente la ritenzione idrica, snellire addome e gambe e a livelli avanzati, per ridurre al minimo i liquidi sottocutanei che possono appannare la definizione muscolare.
• a chi vuole fare un periodo di disintossicazione in associazione ad un regime dietetico controllato;
• a chi si vuole disintossicare dopo il periodo invernale o durante un cambio di stagione;
• a chi è maggiormente esposto a sostanze tossiche (inquinamento, fumo ecc.)
• a chi tende ad accumulare liquidi in eccesso a causa di alimentazione non equilibrata, problemi di circolazione o scarsa attività fisica.

Quella che segue è una rassegna delle più conosciute erbe ad effetto depurativo e diuretico:

• Ruscus aculeatis (Pungitopo), utilizzato da tempo come diuretico, migliora anche la circolazione ed è molto utile in caso di gambe pesanti.

• Ananas sativa (Ananas), in particolare il gambo d’ananas, è ricco di Bromelina, enzima proteolitico che scinde le proteine accelerandone la digestione e la conseguente eliminazione delle scorie. Grazie alla sua azione anti-infiammatoria è usata anche per favorire il riassorbimento degli edemi localizzati e legati ad accumuli adiposi.

• Asparagus officinalis (Asparago), la radice dell’asparago, ricca di saponosidi, può incrementare blandamente l’escrezione urinaria esercitando una delicata azione stimolante nei confronti dell’epitelio renale e della sua irrorazione

• Beta vulgaris (Barbabietola), è in grado di assorbire le tossine dalle cellula e ne facilita l’eliminazione, è depurativa, mineralizzante, antisettica, ricostituente, favorisce la digestione, stimola la produzione di bile e rafforza la mucosa gastrica, cura le anemie, le infezioni del sistema cerebrale, stimola la produzione dei globuli rossi, scioglie i depositi di calcio nei vasi sanguigni e ne impedisce l’indurimento, infine stimola il sistema linfatico

• Cynara scolymus (Carciofo), è un valido diuretico, presenta proprietà epatoprotettive, è un coleretico, è inoltre ipocolesterolemizzante.

• Cardo mariano, è uno dei più antichi e noti rimedi fitoterapici e i primi guaritori hanno scoperto che il latte del cardo mariano èun ottimo epatoprotettore, è in grado di stimolare il flusso della bile dal fegato, contribuendo in questo modo ad assicurare una digestione corretta e a risolvere alcune malattie correlate al fegato.

• Avena sativa (Avena), si utilizza grazie alla sua azione drenante, presenta inoltre molte altre proprietà tra cui anche quelle di essere un valido stimolante e adattogeno.

• Pilosella, è una pianta ricca di flavonoidi e saponine, svolge un’azione diuretica, antibatterica e antidolorifica. Favorisce l’eliminazione del sodio, del cloro, dell’urea e di altre scorie metaboliche. È utile per facilitare le funzioni di eliminazione dell’organismo e per ridurre il gonfiore causato dalla ritenzione idrica.

• Taraxacum officinalis (Tarassaco), svolge un’azione drenante e depurativa, in particolare attivando la secrezione biliare (depurativo epatico) e aumentando la diuresi. In particolare favorisce l’eliminazione di sostanze tossiche e metaboliti dannosi per l’organismo. È particolarmente utile ad ogni cambio di stagione e in caso di eccessi alimentari.

• Betulla, contiene flavonoidi, in particolare l’iperoside, che presenta proprietà diuretiche e depurative.

• Finocchio, è diuretico, carminativo, anti-infiammatorio. È molto utile anche per stimolare la digestione, calmare gli spasmi e i dolori addominali in caso di gastrite o colite. Il finocchio combatte inoltre i processi fermentativi che si svolgono nell’intestino crasso e diminuisce di conseguenza il gas intestinale.

• Thè verde, noto per le sue importanti funzioni antiossidanti, svolge anche un’azione drenante grazie alla metilxantina e alla teofilina. Svolge anche azione termogenica grazie alla presenza di caffeina e polifenoli e può pertanto essere d’aiuto anche per la perdita di peso.

• Gramigna, è un potentissimo diuretico, efficace depurativo ematico ed epatoprotettore (favorisce la funzionalità del fegato). Già i medici greci e latini lodavano le qualità diuretiche della gramigna e la consigliavano per sciogliere calcoli urinari.

• Ribes nero, grazie alla presenza di flavonoidi, tannini, catecolamine, vitamina C, presenta un’importantissima azione di miglioramento della circolazione, antiossidante, antireumatico, antinfiammatorio e drenante. In particolare l’azione drenante favorisce l’eliminazione dell’acido urico in eccesso e delle tossine.

• Wasabi: Il wasabi contiene precursori di sostanze fitochimiche, chiamate isotiocianati, che contengono enzimi attivi a livello del fegato. Questi composti sostengono svariate funzioni svolte dall’organismo nell’eliminazione di impurità accumulate come ad esempio nei tessuti grassi del fegato. Nelle città inquinate come quello dei nostri giorni, è importantissimo per la propria salute e longevità eliminare queste tossine dall’organismo.

• Uva ursina: antinfiammatorio e disinfettante vie urinarie, questa pianta viene appunto usata come disinfettante delle vie urinarie, dal momento che l’idrochinone, dotato di spiccata azione antibatterica, subisce nel fegato alcune trasformazioni e poi viene eliminato per via renale, concentrandosi quindi nelle urine.

L’azione disinfettante urinaria dell’idrochinone richiede, per manifestarsi nel modo migliore, un pH alcalino delle urine e una concentrazione sufficiente di principio attivo. Il miglior alcalinizzante urinario da usare assieme a questa pianta è il bicarbonato di sodio.

• Lecitina di soia: agisce positivamente sul metabolismo di lipidi e colesterolo, protegge la funzionalità epatica

• Melograno: Il melograno contiene tannino ed ha proprietà astringenti, antinfiammatorie, diuretiche, antiossidante, antibatterica e tenifughi. In generale disintossica l’organismo

• Clorella: La Clorella contiene più di 20 vitamine e minerali incluse le vitamine del complesso B, il beta-carotene, le vitamine C ed E, ferro e calcio. Contiene grandi quantità di clorofilla utile a disintossicare il fegato e a ripulire l’intestino. Protegge il fegato, favorisce la rimozione dei metalli pesanti e di altre sostanze tossiche

• Ortica: il suo estratto è un vero toccasana per il benessere dell’organismo, infatti è fortemente stimolante, depurativo e diuretico. E’ capace di elimina i residui acidi del metabolismo

• Zenzero: Lo zenzero risulta molto utile in presenza di disturbi digestivi e respiratori in quanto ha un effetto carminativo, stimolante ed espettoranti. Contiene molti minerali tra i quali il calcio, il fosforo, il ferro, il magnesio, il rame e lo zinco. Detossifica il fegato in sinergia alla silimarina

• Curcuma: Negli ultimi anni gli studi scientifici su questa spezia indiana si stanno intensificando dimostrandone anche i benefici come potente antiossidante, antiproliferativo e tonico epatico. Nelle cellule epatiche determinando un aumento del glutatione (agente chiave per la protezione del fegato dalle tossine). Infine ricordiamoci che la curcuma nei tempi antichi veniva usata per problemi digestivi e di eccesso di acidità.

• Carbone attivo: utile per ridurre gonfiori, flautulenza, disintossicante

• Desmodium: Efficace nel riparare e proteggere il tessuto epatico da malattie degenerative croniche (cirrosi,epatite) e da alcune so-stanze tossiche (tossine di natura vegetale,farmaci,veleni chimici).

• Chrysantellum americanum: è una pianta tropicale dall’attività polivalente e potente, di un’importanza essenziale in fito nutrizione ed è utilizzata essenzialmente:
Nei disturbi epatici per il suo ruolo protettivo in particolare nelle intossicazioni d’origine alcolica, di eccessi alimentari e le conseguenze dell’epatite.
Per trattare le litiasi(calcoli) di qualsiasi origine. Come trattamento contro le iperlipidemie e ipercolesterolemie, epatoprotettore, stimola funzionalità epatica, utile in caso di calcolosi biliare e renale.
A titolo indicativo, l’azione epatostimolante epatoprotettrice di chrysantellum americanum è tale che permette al fegato di eliminare l’alcool da 2 a 5 volte più velocemente

Tra le sostanze integrative ad azione disintossicante si annoverano:

• N-acetilcisteina: utile per smaltire le tossine

• Calcio D glucarato: coadiuva la disintossicazione

• Glucoronolattone: contribuisce a detossificare l’organismo (500mg, 2-3 volte al dì)

• Sam-e: aiuta a detossificare il fegato (300-400mg, 2 volte al dì a digiuno)

• Dimetilglicina: aiuta a detossificare fegato e organismo in generale (100mg, 2 volte al dì)

Con l'esperienza si riesce a testare il polso dell'animo altrui attraverso la parola. proprio per questo un saggio disse: "PARLA, SE VUOI CHE IO TI CONOSCA".
Andrea Rizzo
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