IL GINSENG, UNA RADICE UTILIZZATA DA PIU' DI 2000 ANNI

-by Dott. Andrea Rizzo-

ginseng

 

Il Ginseng è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle araliaceae, prende il nome di Panax Ginseng quando la radice è originaria di Cina, Giappone e Corea, mentre se la radice ha provenienza dall’America prende il nome di Panax Quinquefolius. I principi attivi principali del Ginseng sono contenuti nelle radici carnose e comprendono: delle saponine triterpeniche definite ginsenosidi che hanno dimostrati avere vari effetti benefici. I ginsenosidi presenti sono Rg1, Rc, Rd Rb1, Rb0; oltre a queste saponine nel ginseng sono presenti olio essenziale, aminoacidi, peptidi, vitamine, steroli, acidi grassi, minerali, oligoelementi, enzimi e fosfatidi.
Ecco le proprietà principali dell’uso di un estratto standardizzato di Ginseng:

• E’ un valido adattogeno
• Un buon Aiuto contro lo stress
• Migliora l’efficienza fisica
• Migliora le funzioni cognitive
• Tonico sessuale
• Effetti antiossidanti
• Può contribuire al mantenimento delle corrette funzioni immunitarie
• Può contribuire alle corrette funzioni cardiovascolari

Azione adattogena:Il ginseng è ritenuto un valido adattogeno (un tonico terapeutico e di cura generalmente considerato in grado di rafforzare la capacità di adattamento generale dell’organismo) infatti presenta effetti riequilibranti, anti-stress e di miglioramento della resistenza.
Gli aspetti che si valutano sull’organismo per capire l’entità degli eventi stressanti subiti, comprendono: l’aumento dell’acidità delle componenti chimiche del corpo, il mal di schiena, l’insorgenza del cancro, la malattia di Crohn (infiammazione del tratto intestinale), la depressione, la diarrea cronica, i disturbi digestivi, la perdita dei capelli, le cefalee, l’ipertensione, l’impotenza, l’insonnia, la sindrome dell’articolazione temporomandibolare (TMJ) (dolore e scatti della mandibola), i disturbi nervosi o ansiosi, i comportamenti compulsivo-ossessivi, i vari problemi della pelle e le ulcere.

L’azione adattogena ed equilibrante del ginseng sembra dovuta alla struttura ormonosimile dei ginsenosidi i quali costituirebbero degli scheletri molecolari particolarmente sfruttati dal nostro organismo per sintetizzare ormoni di cui è momentaneamente carente.
Azione tonica sessuale: Uno studio recente su alcuni animali ha confermato la validità degli impieghi tradizionali del Ginseng come tonico sessuale. L’attività afrodisiaca e le proprietà di combattere l’impotenza sembrano confermate in virtù del fatto che i ginsenosidi permettono l’afflusso di sangue ai corpi cavernosi con un meccanismo endoteliale e neurogeno che coinvolge l’ossido nitrico.
Azione tonica mentale: Le ricerche farmacologiche hanno evidenziato un interessante attivazione delle funzioni neuropsichiche con l’uso del Ginseng, questo grazie all’inibizione o allo stimolo di alcuni neuro mediatori. Pertanto l’integrazione di Ginseng ha effetti psicotropici stimolando positivamente l’attività fisica e mentale.

L’effetto tonico a livello del sistema nervoso centrale è inteso come un miglioramento all’adattamento neuropsicologico, alle esigenze e alle variazioni ambientali, che ha come risultato un incremento della performance mentale (livello di vigilanza, attività mnemonica, livello di vigilanza). E’ ipotizzabile che un uso protratto possa mantenere e migliorare nel tempo la memoria, ciò per un probabile effetto diretto a livello dell’SNC (forse dopaminergico) di alcuni ginsenosidi, e per un effetto periferico di stimolazione del sistema cardiovascolare, miglioramento del metabolismo glucidico, ecc…
Soggetti trattati con Ginseng hanno dimostrato miglioramenti della memoria, della capacità di apprendimento, dell’attenzione e anche del tono dell’umore.
Uno studio fatto su un gruppo di volontari sani con età media di 40 anni ha valutato la capacità del Ginseng di influenzare le capacità cognitive e i tempi di reazione agli stimoli. Si è visto che i tempi di reazione erano significativamente abbreviati rispetto a quelli dei soggetti trattati col placebo, ma la memoria, la concentrazione e l’esperienza soggettiva non differivano tra i due gruppi.

Uno studio clinico ha valutato l’effetto della combinazione ginseng – ginkgo biloba sulla performance mentale. Sono stati arruolati 256 soggetti sani, che ricevevano per bocca due capsule contenenti ciascuna 100 mg. di estratto secco di ginseng titolato in ginsenosidi all’8% e 60 mg. di estratto secco titolato di Ginkgo biloba (EGB761) per 14 settimane. La valutazione era fatta ricorrendo all’Index of Memory quality, che permette di valutare la qualità della memoria. Al termine della sperimentazione vi era un miglioramento di questo indice del 7,5%, che persisteva per 2 settimane dopo il termine del trattamento.

Performance sportiva: L’uso del Ginseng nell’incremento della performance fisica è avvalorato, dal fatto che con il suo uso è stato constatato un netto miglioramento nei test di tipo anaerobico, ciò sembra attribuibile al fatto che le sostanze contenute nel ginseng influenzino favorevolmente la capacità di coordinazione neuromotoria, di equilibrare la funzione cardiaca e circolatoria. L’estratto viene infatti utilizzato con successo in vista di attività fisica intensa.
Studi condotti su sportivi hanno dimostrato un netto miglioramento dell’efficienza del lavoro aerobio, con diminuzione della produzione di acido lattico e di acido piruvico, la riduzione dei livelli di acidi grassi liberi nel sangue, l’aumento del consumo di ossigeno e della funzionalità respiratoria e la diminuzione del tempo necessario a ricuperare dopo prove atletiche massimali.
Inoltre si è notato che l’atleta in terapia con estratto secco titolato di ginseng è in grado di mantenere più alti livelli di glucosio nel sangue e maggior quantità di glicogeno nei muscoli striati e nel fegato, e ciò sarebbe dovuto ad una maggiore capacità della muscolatura di ossidare gli acidi grassi liberi al posto del glucosio, con liberazione di maggiori quantità di energia.

Altri studi dimostrano che l’estratto secco titolato di ginseng aumenta la densità dei capillari e l’intensità dei processi ossidativi nella muscolatura scheletrica, con un conseguente aumento del potenziale aerobico del muscolo sotto sforzo.
Test eseguiti al cicloergometro hanno dimostrato che questa pianta aumenta di circa il 20% l’entità del lavoro svolto; tale progresso viene gradualmente perso in circa 3 settimane smettendo di assumere il Ginseng, ma si ripristina entro due settimane se questo estratto viene riassunto.

Azione preventiva sul cancro: Il ginseng ha dimostrato di avere effetti preventivi del cancro e di essere in grado di ridurre il rischio di insorgenza di vari tipi di tumore. Uno studio ha rilevato che tra più di 4600 persone di età superiore ai 40 anni, quelle che consumavano ginseng erano nel 70% dei casi meno inclini a sviluppare un cancro rispetto a quelle che non lo consumavano. Lo studio ha anche rilevato che quanto più spesso si consumava ginseng, tanto inferiore poteva essere il rischio di essere colpiti da un cancro.
Azione immunostimolante: I ginsenosidi hanno anche influenza sulla funzionalità del sistema immunitario. Infatti è stato notato aumento degli anticorpi di circa il 30%, con un contemporaneo aumento della capacità di fagocitosi da parte dei globuli bianchi, cioè della capacità di queste cellule di inglobare e distruggere batteri e virus.

Dosaggio:
Per il Panax Ginseng il dosaggio tipico giornaliero va da 200 a 600 mg di un estratto con standardizzazione minima del 5-8% in ginsenoidi contenenti non meno dell’ 1,5% del totale del tipo RG1. La dose si può dividere in 2-3 assunzioni da prendere a digiuno 30′ prima dei pasti e/o dell’impegno fisico.
Per il Panax Quinquefolius (ginseng Americano) standarizzato in almeno il 3,21% di ginsenosidi totali contenenti non meno del 1,5%del totale in Rb1. La dose è di 1 gr 2-3 volte al giorno 30′ prima dei pasti o dell’impegno fisico

Con l'esperienza si riesce a testare il polso dell'animo altrui attraverso la parola. proprio per questo un saggio disse: "PARLA, SE VUOI CHE IO TI CONOSCA".
Andrea Rizzo
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