IL MAQUI

-by Personal Trainer Mattia Simonetti-

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I fieri indigeni di etnia Mapuche lo sanno da sempre: le bacche di maqui rappresentano una fonte inesauribile di proprietà benefiche per la salute. E anche Robinson Crusoe, il celebre protagonista del romanzo di Daniel Defoe, lo scoprì ben presto: abbandonato su di un’isoletta dell’arcipelago Juan Fernandez, a circa 700 chilometri al largo delle coste del Cile, sopravvisse per 4 anni e 3 mesi grazie anche alla scoperta di queste miracolose bacche, che crescono rigogliose in quella lontana lingua di mondo.

Ma che cos’è il maqui e perché le sue bacche sono così magiche e preziose?

Addentriamoci alla scoperta di questa pianta. Il maqui è un sempreverde caratterizzato da eleganti fiori bianchi e succose bacche di un intenso color blu, grandi quanto un’oliva. Il caratteristico colore blu è dovuto alle antocianine (un gruppo di polifenoli) contenute nel frutto. Ed è proprio la presenza “esagerata” di polifenoli che fa di questa bacca un alleato insostituibile della nostra salute.

Straricchi di antiossidanti, i polifenoli interagiscono positivamente con il nostro metabolismo e sono in grado di modulare l’infiammazione cellulare. Rappresentano la più recente frontiera nutrizionale: le loro proprietà ne fanno le molecole di origine naturale più indagate al mondo. Dove si trovano queste sostanze? In molti frutti, in particolare in quelli che crescono nei boschi: mirtilli, fragole, lamponi. Il maqui, però, non ha rivali in quanto a concentrazione di antociani.

C’è poi un ulteriore punto a favore delle bacche di maqui. Le antocianine si dividono in diversi sottogruppi a seconda della loro struttura chimica. Il sottogruppo più interessante per quanto riguarda le proprietà salutistiche è quello delle delfinidine. Anche in questo caso, le bacche di maqui rivestono un ruolo di eccellenza: in nessun altro frutto del bosco si concentra una tale quantità di delfinidine.

Non resta quindi altro che fare il pieno di queste preziose bacche Già, ma come? L’unica soluzione pratica sembra essere quella di ricorrere all’assunzione dell’estratto vegetale sotto forma di integratore. A meno che non vogliate raccogliere armi e bagagli e partire alla volta delle sperdute isolette dell’arcipelago Juan Fernandez…

FONTE: L’Altra Medicina Magazine

Non si giudica il merito di un uomo dalle sue grandi qualità ma dall'uso che ne sa fare.
Andrea Rizzo
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