IL PH E L’EQUILIBRIO ACIDO-BASE

-by Dott.Andrea Rizzo-

ph

Il PH indica il grado di acidità di una soluzione, o meglio il livello di attività degli ioni idrogeno che vi sono dissolti. La lettera “H” sta per Hydrogen, mentre il “P” evidenzia il potenziale. L’acqua pura a 25°C è neutra ed ha un pH vicino a 7, le soluzioni con indice inferiore sono considerate acide, quelle con indice superiore sono basiche o alcaline. Nell’essere umano si è in acidosi quando il pH ematico è inferiore a 7,35 ed in alcalosi superati i 7,45. Nei soggetti sani, il pH ematico si aggira intorno a 7,41 ed è quindi per natura leggermente alcalino.

L’organismo umano richiede energia, il cibo che mangiamo e l’ossigeno che respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare, fare sport , insomma vivere. Per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso urine, feci, sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

Il sangue, leggermente alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento. Ciò può accadere per svariati motivi, nel caso degli sportivi l’acidosi può essere causata da:

Alimentazione iperproteica la quale tende a diminuire il pH attraverso l’aumentato apporto di aminoacidi (le proteine sono costituite da aminoacidi). Non dimentichiamo che anche l’eventuale attività sportiva atta allo smaltimento del tessuto grasso (dimagrimento) tende a rilasciare acidi grassi liberi, anch’essi responsabili dell’abbassamento del pH ematico.

Sia nell’uomo che nella donna, l’attività fisica intensa produce acido lattico, che comporta un ulteriore abbassamento del pH ematico

Alla luce di quanto detto ben si capisce l’importanza di mantenere l’organismo in uno “stato alcalino”.

– L’importanza degli alimenti alcalinizzanti
L’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).
Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!
Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

– Come scoprire l’acidosi
Con l’apposito “test dell’acidosi”. La valutazione del ph delle urine, ripetuta per qualche giorno 2-3 volte al giorno, con le apposite cartine pH, disponibili in farmacia con scala pH 5-8 fornisce un’indicazione importante. Le modalità di rilevazione dovrebbero seguire lo schema qui sotto riportato e la curva che idealmente si disegna dovrebbe essere all’interno dello spazio bianco.
Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

– Alimenti alcalinizzanti
Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata, non risulta facile, soprattutto per gli atleti che necessitano di alimenti proteici per i processi nutritivi muscolari. Infatti tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Ovviamente molti di questi alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine. Quindi, il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti ed eventuali integratori con minerali atti a diminuire l’acidità.
È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè, caffè e alcolici.

– Integratore di Sali minerali alcalinizzanti
Integratori utili per ripristinare le riserve di sali minerali alcalinizzanti, neutralizzare l’eccessiva acidosi metabolica e recuperare una perfetta efficienza fisica. Sono indicati a chi è sottoposto a superlavoro, sport e stress, agli sportivi che assumono poca frutta e agli atleti di endurance durante l’esercizio o la gara per favorire il recupero.
Questi minerali si possono trovare sotto forma di: Carbonato di calcio, Bicarbonato di sodio, Carbonato di magnesio, Fosfato bisodico, Bicarbonato di potassio.

– Le proprietà del bicarbonato nel combattere l’acidosi
Il bicarbonato, grazie alle sue caratteristiche, è la sostanza migliore per combattere l’acidosi e ripristinare un corretto equilibrio acido-base.
• Il bicarbonato è un tampone fisiologico extracellulare.
• Il bicarbonato, in dosi adeguate, mantiene in equilibrio le ondate ematiche fisiologiche del bicarbonato, a seguito dei pasti.
• Il bicarbonato neutralizza l’acidosi nella matrice extra-cellulare del tessuto connettivo.
• Il bicarbonato rimuove l’acidosi intra-cellulare rapidamente, possedendo un alto gradiente di diffusione che gli permette di oltrepassare la membrana cellulare.
• Il bicarbonato è sicuro: il corpo umano ha un’alta capacità di regolazione dell’”intake” di bicarbonato.

Non si giudica il merito di un uomo dalle sue grandi qualità ma dall'uso che ne sa fare.
Andrea Rizzo
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