Il post workout una rivisitazione costruita sulla scienza

-By Dott. Andrea Rizzo-

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Una doverosa premessa

Lo studio della letteratura scientifica è di estrema importanza per comprendere ciò che realmente possiamo sfruttare a nostro vantaggio per ottenere i risultati ricercati. Come nel caso del post workout, l’analisi specifica della nutrizione ed integrazione è fondamentale.

Spesso si sente dire che molti studi sono contrastanti l’uno con l’altro e talvolta diametralmente opposti. Ciò può essere anche vero, ma può esserlo solo in parte. intanto per cominciare bisogna dire che gli studi bisogna saperli leggere ed interpretare correttamente. Gli studi per essere ritenuti validi ad un certo scopo, devono possedere dei requisiti, il più importante è sicuramente l’elevato grado di affinità con quel che si sta studiando. Ad esempio molte ricerche effettuate su cavie da laboratorio possono solo essere indicative, sicuramente non da scartare, ma sappiamo che l’organismo umano presenta molte differenze costituzionali e metaboliche rispetto ad una cavia, quindi tali ricerche non possono essere considerate valide per trarre conclusione su esseri umani.

Parlando di effetti delle proteine sul tessuto muscolare, troviamo in letteratura molti studi su di uomini, ma attenzione, alcuni di essi possono avere un valore semplicemente indicativo, come ad esempio l’effetto dell’assunzione in acuto di proteine isolate in soggetti de allenati anziani, ha ben poca correlazione con gli effetti della stessa assunzione di proteine in soggetti giovani ed allenati.

Un altro problema legato agli studi, sempre parlando d’integrazione, è che molti di essi anche se specifici, testano una supplementazione in acuto e non in cronico, tal cosa può portare a conclusioni errate.

Quindi per poter prendere in considerazione degli studi, essi devono avere un alto grado di SPECIFICITA’ con ciò che si vuole valutare.

Bene, dopo aver ricercato, studiato, analizzato e quindi raggiunto una valida conclusione teorica essi devono essere trasportati nella realtà pratica. Per prima cosa bisogna capire quali variabili possono incidere negativamente con la messa in pratica di un eventuale strategia teorizzata. Fatto ciò, bisogna valutare se è meglio mettere in pratica una strategia corretta ad esempio al 85-90% ma applicabile al 100% o viceversa.

Considerando l’argomento post workout, è bene ragionare su tutti gli studi e ricerche che abbiamo a disposizione, ma anche sulla praticità e fattibilità delle strategie. Nel corso della lettura di questo articolo si avrà modo di capire meglio la situazione.

Un pò di fondamentali teorici

Stremati da un pesante allenamento, stanchi dopo una gara in cui abbiamo dato il massimo, quando finiamo un duro impegno atletico, arriva il momento di poter concretizzare in risultati tangibili il lavoro svolto durante l’intensa attività sportiva… Questo momento è quello che definiamo fase del  “post-workout”. Risulta dunque fondamentale il modo in cui ci integriamo e alimentiamo durante questo lasso di tempo di circa un’ora, durante il quale possiamo realmente determinare l’entità dei benefici raggiungibili. Ma sarà per tutti così? Nella leggere le righe seguenti potrete capire gli aspetti fondamentali che realmente regolano le fasi di recupero e rigenerazione post allenamento.

Sicuramente allenamenti ad alta intensità e/o allenamenti in condizioni fisiche e alimentari particolari come le fasi di definizione per un body builder agonista, necessitano di particolari attenzione. Infatti in questi casi, se l’organismo di tali atleti viene nutrito e idratato nel modo corretto, possiamo ottenere risultati di alto livello. Al contrario se questa opportunità viene trascurata, rischiamo indubbiamente di vanificare i risultati ricercati con fatica, rendendo quasi inutile il duro lavoro svolto durante gli allenamenti. Basti pensare che se dopo l’allenamento si trascura per qualche ora il reintegro idrico e di nutrienti, il corpo impiega circa 2 giorni per recuperare le energie spese.

Il termine RECUPERO dopo uno sforzo, si può riferire a varie aspetti come ad esempio il ritorno ai valori di riposo della frequenza cardiaca, il pagamento dei debiti di ossigeno. Facciamo alcuni esempi,:

  • uno sprinter che si stia allenando con delle ripetute sui 100 metri come 8 x 100 metri ad alta intensità.
  • Un calciatore che in partita o allenamento compie molti sprint a breve intervallo di recupero.
  • Un ciclista che compie delle ripetute in salita a recupero incompleto

Questi sono solo alcuni esempi per far rendere l’idea di come un’atleta vada in contro ad un debito di ossigeno che è bene che venga pagato nel più breve tempo possibile.

Il debito di ossigeno è costituito da 2 componenti:

Il debito di ossigeno alattacido, che per essere allontanato è fondamentale che la fosfocreatina venga risentitizzata il più presto possibile.

Il debito di ossigeno lattacido nel quale è importante che gli ioni La- e H+ siano smaltiti il più rapidamente possibile dai muscoli e dal sangue.

Il ritorno della frequenza cardiaca verso i valori di riposo e il pagamento dei 2 debiti di ossigeno, insieme costituiscono quella che è definita fase veloce del recupero(Ziegenfuss et al. 2008). In questo caso l’alimentazione da sola non può rendere più rapido il recupero, mentre alcune sostanze integrative possono accelerarlo almeno in parte, ma quel che davvero conta per ottimizzare la fase del recupero veloce è un adeguato livello di allenamento.

Il recupero, comprende anche altri aspetti molto importanti, come i processi che avvengono al termine di una gara o allenamento, come il ripristino nell’organismo dei liquidi, minerali, delle scorte di glicogeno, della riparazione del tessuto muscolare, ecc… Questi nell’insieme rappresentano la fase lenta del recupero(Ziegenfuss et al. 2008).

E’ importantissimo che tale recupero sia veloce per svariati motivi, il primo potrebbe essere se dopo una competizione o un duro allenamento, è previsto a breve un nuovo impegno. L’ottimale recupero consente all’atleta di trovarsi nelle migliori condizioni, nonostante ad esempio il giorno prima abbia affrontato una dura competizione e nel giro di poco ne debba affrontare un’altra, pensate ad un torneo di calcio o alle tappe del giro d’Italia di ciclismo. In tali casi il recupero è reso molto più rapido grazie ad una corretta alimentazione ed integrazione.

Vorrei ribadire quindi che quel che si fà durante il post-workout, è di estrema importanza per qualsiasi sport. Se tutto viene fatto correttamente si è in grado di:

  • Recuperare velocemente le energie spese
  • Smaltire la fatica accumulata
  • Riparare rapidamente i microtraumi muscolari prodotti dall’allenamento
  • Costruire nuovo tessuto muscolare
  • E molto altro

Vediamo nello specifico cosa accade:

Il corpo ha la capacità di recuperare velocemente il 60-70% delle energie spese grazie ad un elevatissima capacità di assorbimento delle cellule muscolari le quali si presentano estremamente permeabile ai liquidi e ciò che in esso viene trasportato. Questo accade se vengono reintrodotti rapidamente i nutrienti che sono stati consumati durante l’allenamento ed altri che invece intervengono nei processi riparativi muscolari e di smaltimento dei cataboliti prodotti dall’attività sportiva, come ad esempio l’acido lattico ed altre sostanze di scarto che vanno a creare tossicità e infiammazioni. Una dieta normale talvolta non consente di recuperare neppure in 2 giorni e addirittura una con scarso contenuto di carboidrati, può richiedere anche 4 giorni (Costil et. Al. 1971).

Tecnicamente si crea la seguente situazione:

  • Maggiore assorbimento di zuccheri, nelle decine di minuti immediatamente successive allo sforzo atletico, durante il quale la resintesi di glicogeno è molto rapida, grazie al fatto che dopo l’esercizio fisico, vi è una traslocazione nella superficie delle cellule muscolari di una molecola chiamata GLUT4 (glucose transporter carrier protein 4). Essa consente, senza che nel sangue ci siano livelli di insulina superiori alla norma, il passaggio di glucosio dal sangue all’interno delle cellule muscolari e favorisce la sintesi di glicogeno nelle fibre stesse agendo sull’enzima “glicogeno sintetasi”.
    La contemporanea assunzione di zuccheri veloci, proteine e aminoacidi (in particolare glutammina e arginina) favorisce la sintesi di glicogeno (Zawadzki et al. 1992; Ivy 1998; Ivy et al. 2002; Berardi et al. 2006).
  • Elevata attività dei meccanismi di sintesi proteica, quindi la rapida introduzione di aminoacidi e proteine subito dopo allenamento permettono una rapida riparazione e costruzione muscolare (Tipton et al. 2004). Vari studi anno dimostrato che dopo uno sforzo muscolare intenso se si assumono proteine e particolari aminoacidi e sostanze, si avvertono nettamente meno dolori e disturbi muscolari. Al termine dell’attività sportiva, l’attività anabolica di sintesi proteica prevale nettamente su quella catabolica (Adlercreutz 1986; Gibala 2007). Dopo ogni intenso sforzo fisico, questa tendenza ad elevata sintesi proteica è massima nelle 3 ore successive allo sforzo, si dimezza dopo 24 ore e arriva ad un terzo dopo 48 ore (Chesley et al. 1992; Mac Dougall et al. 1995; Phillips et al. 1997).
  • L’alta capacità di assorbimento di liquidi e altre sostanze che possiamo definire accessorie al recupero muscolare come ad esempio la beta alanina, l’okg, betaina anidra, ecc.. Permettono di smaltire rapidamente il lattato e le sostanze di scarto prodotte durante l’allenamento.

In poche parole gli obiettivi da perseguire nel post-workout saranno:

  • Accelerare l’anabolismo muscolare massimizzando la sintesi proteica.
  • Ridurre al minimo l’eccesso di ormoni catabolici come il cortisolo, tipicamente alti dopo l’allenamento
  • Eliminare i cataboliti dell’allenamento per lasciar spazio ai meccanismi di recupero
  • Ripristinare efficacemente le scorte di glicogeno per preparare l’organismo ad un nuovo training
  • Volumizzare ed idratare al massimo le cellule muscolari per creare così un perfetto ambiente anabolico fondamentale per la sintesi di nuovo tessuto muscolare.

Insulina e post allenamento

Livelli d’insulina fisiologici non aumentano la sintesi proteica ed inoltre l’ingestione di carboidrati post allenamento non incrementa la sintesi proteica, essi riducono il catabolismo ma non in maniera superiore se si assumono proteine.
L’effetto dei carboidrati post allenamento sono esclusivamente utili al ripristino delle scorte energetiche. Ma attenzione in caso di definizione muscolare le cose sono molto diverse…

Livelli d’insulina fisiologici non aumentano la sintesi proteica. Ciò avviene soltanto con livelli abbondantemente sovra fisiologici [1].  L’insulina secreta in risposta all’assunzione di soli carboidrati (cioè senza la presenza di proteine/amminoacidi) sembra essere inefficace per stimolare la sintesi proteica, indipendentemente dalla quantità secreta [23]. A quanto pare in recenti studi, livelli fisiologici d’insulina hanno un ruolo permissivo sulla sintesi proteica muscolare, ma sembrano avere una funzione più importante nell’inibizione del catabolismo delle proteine muscolari [22,24].

Inoltre è da considerare che l’elevazione dell’insulina senza aumentare il livello di amminoacidi ematici non ha impatto sulla sintesi proteica [28], ed anchel’ elevare l’insulina senza incrementare la presenza di aminoacidi essenziali circolanti tende a ridurre la sintesi proteica a causa del decremento degli amminoacidi circolanti indotto dall’insulina stessa [29].

Alti livelli di aminoacidi nel sangue (iperaminoacidemia), stimolano specificamente la sintesi proteica muscolare, l’insulina anche in presenza di iperaminoacidemia migliora il bilancio proteico netto inibendo la proteolisi [25].

L’evidenza scientifica porta sempre più a propendere che l’attività anabolica dell’insulina nei confronti delle proteine, si comporti differentemente se si è a riposo o dopo un intenso allenamento.
Nello specifico a riposo l’insulina incrementa efficacemente lo stimolo anabolico e quindi la sintesi proteica (Biolo et al., 1999), ovviamente con la giusta presenza di aminoacidi a livello plasmatico, Pertanto l’ingestione di carboidrati capaci di stimolare la secrezione d’insulina plasmatica promuove una forte risposta anabolica (Rennie et al., 2006). Oltre a ciò sempre a riposo l’insulina incrementa l’afflusso di sangue ai muscoli (Baron et al., 1995), (Vincent et al., 2004) e di conseguenza il trasporto di aminoacidi e il conseguente loro assorbimento. (Biolo et al., 1995a).
Attenzione però, forti aumenti della sintesi proteica si verificano con l’ingestione di aminoacidi e basse concentrazioni d’insulina (Rennie et al., 2006). Si ho scritto giusto è proprio così, quindi possiamo dire che l’assunzione di elevate dosi di carboidrati per stimolare l’insulina è inutile per cercare di incrementare la sintesi proteica.

Effetti di proteine e carboidrati nel post allenamento

E’ doveroso ricordare che l’aumento della sintesi proteica dopo un intenso lavoro muscolare dura circa 48 ore. Durante tale lasso di tempo riscontriamo che il picco massimo si ha cira 3 ore dopo la fine dell’attività sportiva.
Fino ad oggi solo tre studi [2,3,4] hanno affrontato l’impatto di carboidrati combinati con proteine/aminoacidi rispetto al solo proteine/aminoacidi sulla sintesi proteica acuta. Questi studi dimostrano che l’aggiunta di carboidrati a delle proteine (quest’ultime sono ben note per la loro capacità di stimolare la sintesi proteica, come ad esempio 20-25gr di proteine di alta qualità ricche di leucina ) non ha alcun effetto aggiuntivo o sinergico sulla sintesi delle proteine muscolari e sulla riparazione dei tessuti. Lo stesso risultato è stato recentemente dimostrato anche in soggetti anziani [5] ai quali l’aggiunta di 30gr oppure 90gr di carboidrati a 20gr di aminoacidi essenziali produce lo stesso effetto sulla sintesi proteica e sulla riduzione del catabolismo proteico, indipendentemente dalla grande differenza di insulinemia in entrambi i gruppi [6]. L’insulina sembra aumentare ulteriormente la sintesi proteica soltanto a dosi farmacologiche [7], il che significa che tale aumento non è possibile ottenerlo attraverso l’integrazione di carboidrati.

“Come avevo già esposto in un altro articolo l’effetto dei carboidrati nell’immediato post workout è prevalentemente di rigenerazione delle scorte di glicogeno, grazie all’elevata attivazione del GLUT4 [8]

Borsheim et al. [9] hanno dimostrato che la supplementazione di carboidrati (100gr) , da soli a seguito dell’esercizio di resistenza (esercitazione di endurance e non di forza con i pesi) è in grado di migliorare il bilancio delle proteine muscolari grazie alla riduzione del catabolismo piuttosto che attraverso l’aumento della sintesi proteica. Tuttavia, il piccolo incremento conseguente di insulinemia, promosso dalla sola ingestione di proteine è sufficiente ad inibire l’aumento catabolismo proteico misurato dopo l’allenamento di resistenza [10].

Non vi sono studi in merito alla comparazione dell’effetto di soli carboidrati o sole proteine o la co ingestione, dopo un allenamento tipico da body building (resistance training) sulla sintesi proteica e il catabolismo muscolare.
Purtroppo mancano anche studi sull’utilizzo cronico della co ingestione di proteine e carbo e paragoni su solo proteine e solo carboidrati nel post workout.

In base a quanto visto fin’ora, la sintesi proteica è stimolata efficacemente dalle proteine/aminoacidi, mentre l’insulina gioca un ruolo secondario [26], è la giusta presenza di aminoacidi essenziali (EAA) a promuovere la sintesi proteica [27,33]. In base a recenti ricerche la sintesi proteica post allenamento non si massimizza entro l’ora successiva il workout ma rimane alta almeno per 24 ore [40].

Quando il post workout diventa importante
Soprattutto per atleti di alto livello impegnati in sport di prestazione, il post workout è sicuramente di fondamentale importanza, infatti è bene che tali atleti continuino ad assumere un beverone contenente carboidrati e una buona dose di proteine [14,19,39], per ottimizzare sintesi proteica, ridurre il catabolismo e rigenerare le scorte di glicogeno[13].
Se aggiungiamo creatina [15,16], BCAA i quali sono in grado negli atleti di ridurre l’eccesso di ormoni catabolici e di ottimizzare quelli anabolici (carli et al. 1992), [21,34]e Leucina che si è dimostrata capace di agire su 2 molecole che favoriscono la sintesi proteica: un enzima l’mTOR (Mammalian Target Of Rapamycin), e un ormone con effetto anabolico l’IGF-1 (Insulin-like Growth Factor) (Rasmussen et al. 2000; Dreyer et al. 2008; Drummond et al. 2008) [17,18,20,21,35,36,37,38],inoltre ha la capacità di stimolare la secrezione d’insulina [11,12], acido alfa lipoico e fosfatidilserina [30,31,32] l’amplificazione dei risultati è garantita.

Per amatori di medio livello che fanno allenamenti tipici da body building, l’integrazione post workout citata in precedenza non è sicuramente un essenziale, siccome sia per l’intensità di allenamento che per la frequenza non è necessario un recupero rapidissimo delle scorte energetiche. Il bisogno di proteine per la costruzione muscolare è di sicuro ottimamente coperto da un siero isolato o ancor meglio idrolizzato assunto nell’immediato post workout ma anche alimenti proteici solidi provenienti da fonti nobili potrebbero tranquillamente coprire le necessità proteiche.

Inoltre come dimostrato da Aragon e Schoenfeld [41] sono necessari ulteriori studi e soprattutto di natura specifica su soggetti allenati, per chiarire meglio le cose.

Ma attenzione benché ripeto non sia essenziale, sicuramente un shake contenente proteine e carboidrati anche per chi non è un professionista diventa una scelta consigliata, siccome agevola in maniera rapida il recupero e dona un immediato senso di benessere.

La rigenerazione data dal post workout con shake di proteine e carboidrati è ottimale anche a livello di ripristino dell’omeostasi e quindi dell’energia mentale e fisica utile al proseguimento della giornata. Non tutti gli atleti gradiscono o hanno modo di consumare un pasto solido immediatamente dopo il workout, oltretutto tale cosa non risulta intelligente visto che si richiama sangue nello stomaco invece che lasciarlo dove serve per ossigenare e smaltire i cataboliti dell’allenamento, e si consuma ulteriore energia per la digestione e assorbimento di cibi solidi. Infatti con pasti solidi nell’immediato post workout il recupero è rallentato.
A prescindere dalla velocità di ripristino delle scorte di glicogeno lo shake con carboidrati post work è di facile digestione e contribuisce insieme ai liquidi e le proteine associate a ristabilire rapidamente l’omeostasi.
ATTENZIONE l’aspetto del ripristino delle scorte di glicogeno sarà sempre e dico sempre prioritario alla rigenerazione strutturale, infatti vi sono ricerche preliminari che propendono sul fatto che con scarso ripristino di glicogeno anche la rigenerazione è rallentata…

Altro punto importante è che nel post work si deve ripristinare l’omeostasi del sistema nervoso innalzando l’attività del parasimpatico, solo così si riesce a rigenerare al meglio l’organismo. Il snc necessita assolutamente di glucosio che se non disponibile dopo allenamento verrà richiamato per mezzo della neoglucogenesi e glicogeno lisi stimolate dal glucagone. Ciò avverrà anche catabolizzando muscoli visto che l’attività del glucagone non è “a paratie stagne” e quindi non viene utilizzato solo il glicogeno di riserva, tanto più quando esso è depauperato dall’allenamento. Per fortuna con alimentazione normocalorica o ipercalorica come per l’ipertrofia, il problema non sussiste quasi (tranne in casi di elevata iper attività del SNSimpatico). Il problema si presenta in atleti in fase di definizione, condizione tipica del body builder in preparazione ad una gara.
Il punto chiave è che se non introduco carboidrati dopo un intenso allenamento soprattutto se sono in definizione e quindi a dieta stretta a basso tenore glucidico (scarse scorte di glicogeno), il catabolismo sarà inevitabilmente in agguato.
Per capire meglio è bene far chiarezza sull’attività del glucacone.
L’effetto di quest’ormone nei tessuti bersaglio si può riassumere affermando che: il glucagone tende a incrementare in ogni modo possibile la concentrazione di glucosio nel sangue. Questa funzione viene assolta principalmente agendo su due tessuti. Nel fegato, viene stimolata la gluconeogenesi e la glicogenolisi, mentre la glicolisi e la glicogenosintesi vengono inibite.
Quindi se ho scarse riserve di glicogeno e tendenzialmente scarse quantità di tessuto adiposo, il catabolismo muscolare diventa la via principale per produrre energia.

In tale condizione fisiologica, assumere solo proteine nel post work, non è la soluzione ideale, anzi potremo addirittura fare peggio, siccome dopo allenamento ci possiamo trovare proprio in una condizione promotrice la secrezione di glucagone dovuta proprio a bassi livelli di glucosio nel sangue ed elevati livelli di catecolamine.
Infatti la secrezione di Glucagone:
• è innescata da basse concentrazioni ematiche di glucosio;
• è innescata dalle catecolamine attraverso stimolazione beta-adrenergica;
• è innescata da pasti molto proteici;

Quindi paradossalmente se utilizzo solo proteine rischio di stimolare ancor più glucagone e incrementare il catabolismo. Se pensiamo che la gluconeogenesi prediliga solamente le proteine alimentari per produrre energia, ci si sbaglia di grosso. Infatti ancora una volta non siamo fatti a comparti stagni, ed in caso di necessità l’energia viene prodotta dalla scissione delle proteine alimentari e quindi dall’utilizzo degli aminoacidi circolanti ma abbondantemente anche dal catabolismo muscolare.
Ecco un altro motivo del perchè i carboidrati sono importanti nel post workout.

In conclusione l’importanza dei carboidrati nel immediato post workout, diventa a dir poco essenziale se si è in definizione e si segue una dieta basso tenore glucidico.

Ringraziamenti
Un ringraziamento particolare, ad Andrea Spadoni di www.bodybuilding-natural.com per la preziosa collaborazione nel reperire materiale scientifico per questo articolo.
Riferimenti agli studi:

1) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9611157

2) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21131864

3) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17609259

4) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23343676

5) http://www.nutritionandmetabolism.com/content/10/1/15

6) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20519362

7) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9611157

8) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21660839

9) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14594866

10) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21131864

11) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC289455/…

12) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11934675

13) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24149627

14) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21795443

15) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17986903

16) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17277594

17) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16960178

18) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15562251

19) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21116024

20) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21775557

21) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16365096

22) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11255140

23) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10642086

24) http://ajpendo.physiology.org/content/295/4/E731

25) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7560063

26) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12368422

27) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16365095

28) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3192464/

29) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16365095

30) http://www.jissn.com/content/5/1/11

31) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18616866

32) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1325348

33) http://jap.physiology.org/content/106/4/1374.full

34) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15586005

35) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23043721

36) http://ajcn.nutrition.org/content/84/3/623.full

37) http://ajcn.nutrition.org/content/94/3/809

38) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16365087

39) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21522069

40) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24299050

41) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3577439/#B63

Passione, conoscenza, esperienza nonostante la giovane età e la voglia di aggiornarmi costantemente sono alla base della mia professionalità in questa famiglia che è SCIENTIFIC TRAINING.
Mattia Simonetti
mattia