ITALIANI: IN 7 MILIONI NON FANNO COLAZIONE...

-by Dott.Andrea Rizzo-

colazione

Poco il tempo dedicato al pasto principale
Corsa a colazione, corsa ad ostacoli durante la giornata, saltando anche qualche pasto. Sono ancora 7 su 10 gli italiani che dedicano meno di 15 minuti alla colazione e il 35% ne è consapevole. Lo dicono i risultati dell’indagine dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI condotta su 800 persone intervistate telefonicamente e con un questionario compilato online da circa 10.000 persone. Oltre a qualche nota negativa, emerge un quadro ottimistico delle abitudini alimentari degli italiani. Le persone che dichiarano di saltare i pasti sono in diminuzione rispetto al 2011 (dal 28% al 26%) soprattutto tra gli over 45 e le donne e solo 1 su 10 salta la colazione. Il trend di persone che hanno adottato “la regola dei 5 pasti” inizia a essere positivo: rispetto al 2011 inizia a crescere (+ 2%) la percentuale di persone che la seguono come stile di vita.

“I dati dello studio non fanno che validare ulteriormente l’importanza di una giusta frequenza dei pasti all’interno dell’alimentazione quotidiana. Tra coloro che fanno i pasti principali più 1 o 2 spuntini c’è, infatti, una prevalenza di persone normopeso. I risultati sono comunque molto incoraggianti soprattutto tra le donne: 4 su 10 fanno lo spuntino al mattino e 5 su 10 fanno al pomeriggio. Questo dimostra come un’informazione mirata e le campagne di educazione alimentare stiano iniziando a portare i primi frutti” commenta Giuseppe Fatati coordinatore scientifico dell’Osservatorio. “Ed è importante che le buone abitudini partano proprio dalle donne, non solo perché sono sempre alla ricerca del benessere psico-fisico ma anche perché sono le conduttrici dei ritmi di vita familiari e le portatrici del buon esempio nei più giovani”.

Proprio le persone in sovrappeso hanno un approccio sbagliato alla colazione, soprattutto nei giorni feriali riservandosi solo un attimo veloce al bar o in ufficio. “Oltre alla frequenza” commenta Fatati “è necessario tuttavia ricordare che il tempo dedicato ai pasti gioca un ruolo fondamentale per l’assimilazione dei cibi, l’appagamento del gusto e l’equilibrio di tutta la dieta giornaliera. Secondo i dati sia cena sia pranzo durano in media circa 30 minuti, sia durante i giorni feriali sia nel week end, quando invece bisognerebbe recuperare il valore della convivialità, dando spazio alla fantasia e alla varietà degli alimenti che consentono di superare la monotonia dei pasti tipica della settimana lavorativa. È bene ricordare che non esiste, né come prodotto naturale né come trasformato, l’alimento “completo” o “perfetto” che contenga tutte le sostanze – continua l’esperto – in grado di soddisfare da solo le nostre necessità nutritive. Un pasto non può essere costituito di una sola categoria di alimenti e una dieta corretta, anche dimagrante, deve sempre includere tutte le categorie (cereali, verdura e frutta, latticini, carne, pesce) in maniera quanto più possibile varia ed equilibrata. Comportarsi in questo modo significa non solo evitare il pericolo di squilibri nutrizionali ma anche soddisfare maggiormente il gusto e combattere la monotonia dei sapori”.

 

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Mattia Simonetti
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