LA CAIGUA

-by Dott.Andrea Rizzo-

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LA CAIGUA

– Descrizione botanica
– Impiego
– Descrizione della pianta
– Descrizione dell’impiego
– Note ed avvertenze

Descrizione botanica
Denominazione botanica: Cyclanthera pedata Schard. – fam. Cucurbitacee
Sinonimi: Caihua – Nomi stranieri: ted. – Inkagurke;
Parti usate: frutto fresco senza semi

Indicazioni della caigua
– trattamento dei livelli di colesterolo
– trattamento dei livelli dei trigliceridi
– ripristino del profilo lipidico
– trattamento del diabete

Descrizione della caigua

La caigua è una pianta nativa del Perù che fa parte della famiglia delle Cucurbitacee. Il suo nome scientifico è Cyclanthera pedata, ma la si trova sotto molti altri nomi: Achocha, Achokcha, Caihua, Caygua, Cayua, Caigua, Korila ecc. Il suo genere comprende una quarantina di specie indicizzate. È una pianta originaria dall’America centrale, molto presente sui banchi dei mercati e nell’alimentazione tradizionale.

E’ coltivata fino a 2000 m di altitudine. Si tratta di una pianta molto apprezzata anche dal punto di vista estetico. Il suo carattere rampicante, il suo fogliame lussureggiante ed il profumo dei suoi fiori sono innegabili qualità decorative. Di questa vigorosa rampicante simile alla vite, si raccolgono i frutti quando sono ancora acerbi, mentre la loro “buccia” è ancora verde. Questi hanno una polpa bianca, tenera, dal sapore di cetriolo e di fava e sono buoni in insalata o come verdura saltata in padella. I frutti più maturi possono essere farciti, fritti o anche marinati come i cetriolini, avendo cura di ritirare precedentemente i semi. Il fogliame ed i piccoli fiori delicati sono hanno un aspetto molto piacevole: questa pianta può dunque essere coltivata soltanto per il suo valore decorativo; bisogna solo notare che si tratta di una pianta immensa di più di 4 m che chiede molto spazio. Benché questa pianta abbia tendenza a fiorire tardi, i primi frutti appaiono in seguito (in agosto). È una pianta annuale da coltivare come i cetrioli, in pieno sole.
Impiego

Gli studi clinici realizzati dimostrano che la caigua aiuta a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Con il suo utilizzo, si può raggiungere una riduzione dei livelli di colesterolo totale del 18%, e di cattivo colesterolo o LDL del 23%, con il vantaggio supplementare di aiutare ad alzare il livello di buon colesterolo o HDL di fino al 42%. L’LDL si accumula nelle arterie come la componente lipoproteica e agente determinante dei processi arteriosclerotici.
Nella composizione della caigua esistono molti elementi che spiegano questi effetti anti-colesterolo. I più conosciuti sono i fitosteroli come il sitosterolo-3-beta-D-glicoside. Queste sostanze sono simili chimicamente al colesterolo, inibiscono il suo assorbimento a livello intestinale e causano la riduzione dei suoi livelli nel sangue.

Si tratta di una specie allogama, cioè una pianta nella quale l’ovulo è fertilizzato da polline derivato da un altro fiore. È tuttavia autofertile, visto che in teoria una sola pianta può garantire l’impollinazione dei fiori femminili. La caigua è anche una pianta monoica, cioè che segrega in parti differenti della pianta i fiori maschili e quelli femminili. È tuttavia possibile effettuare un’impollinazione manuale come per le altre varietà di zucche.

I fiori sono di piccola dimensione, di un bel colore giallo. La formazione del frutto ha luogo dopo il solstizio d’estate (il 21 giugno) quando i giorni iniziano ad accorciarsi.
I primi frutti possono essere raccolti a partire dalla metà d’agosto.
Una delle curiosità di questa specie è che possiede un mezzo particolare per la propagazione dei semi. Quando i frutti hanno raggiunto la loro maturità, si aprono ed espellono una decina di semi lanciandoli a molti metri. Queste sementi nere hanno anche una forma abbastanza bizzarra.
L’impollinazione della caigua è realizzata principalmente tramite gli insetti.

Descrizione dell’impiego

Gli impieghi culinari di questo piccolo frutto straordinario sono numerosi in Sudamerica.
Gli impieghi della caigua in Europa invece sono soprattutto medicinali.
Sembra che la caigua agisca come un ipotensore. Contribuirebbe a ridurre il colesterolo nel sangue. Le conferiscono proprietà benefiche nel trattamento delle malattie coronariche e più generalmente cardiache.
È anche raccomandata per il trattamento di malattie come il diabete grazie alla sua azione regolatrice del metabolismo dei lipidi e dello zucchero nel sangue.
Si tiene così conto della sua azione positiva nel quadro della riduzione dell’obesità (ad esempio nelle diete o come integratore).

Il frutto contiene peptine, acido galatturonico, diidrossitriptamina, resine, minerali come il fosforo, vitamina C, lipoproteine e componenti sferoidali con azione ipoglicemica e contro il colesterolo LDL.
Per centinaia di anni la caigua è stata utilizzata per preparare cibi creoli come il “Guiso Caiga” o la “Caigua Rellena”, ma gli antichi sciamani peruviani che praticavano la medicina tradizionale folcloristica, usavano la caigua per applicazioni medicinali come l’abbassamento del colesterolo o della pressione del sangue e nei trattamenti di perdita del peso.
I primi studi fatti dall’istituto peruviano di Altura della Cayetano Herédia University hanno dimostrato che i fitosteroli della caigua hanno un’influenza positiva nell’assorbimento di entrambi i tipi di colesterolo (endogeno ed esogeno) riducendo drasticamente la sua biosintesi. Questo ne evita l’accumulo in organi come fegato, pelle, intestino ed arterie, e riduce il rischio di sviluppare diverse malattie.

Inoltre l’ipercolesterolemia e l’ipertrigliceridemia sono correlate al rischio di malattie coronariche e cardiache, un rischio che cresce con l’età e specialmente nelle donne in menopausa (sulle quali sono stati fatti diversi studi).
Altri studi più recenti confermano il ruolo dei flavonoidi nel combattere l’eccesso di colesterolo e anche come agenti immunostimolatori contro agenti infettivi, e antiossidanti.

 

La vera passione che nasce dal profondo, si percepisce, si sente, si osserva in ogni attimo. Tingendo dei propri colori tutto ciò che tocca.
Andrea Rizzo
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