LA ROTAZIONE ALIMENTARE

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Una sana e corretta alimentazione che sia dedicata ad una persona sedentaria o ad un atleta, è importante che apporti le calorie corrette, che sia bilanciata nei rapporti tra i macro nutrienti e che i pasti siano suddivisi correttamente durante la giornata. Ma ciò può non bastare, infatti il nostro organismo necessita di parecchie sostanze per ottimizzare le sue funzioni, a cominciare dalle adeguate porzioni di frutta e verdura che troppo spesso mancano sulla nostra tavola, le quali sono fonti importantissime di vitamine, minerali, fibre, antiossidanti e in più anno l’importante funzione alcalinizzante sull’organismo. Attenzione, però non basta mangiare sempre la stessa frutta e la stessa verdura, la cosa migliore è variare in modo da raccogliere i benefici dei tanti tipi di frutta e verdura per le diverse sostanze in essi contenute. Quindi iniziamo a mettere più colore sulla nostra tavola.

Questo appena descritto con la frutta e la verdura è un primo approccio introduttivo di “rotazione degli alimenti”.
Adesso andiamo più nello specifico, la rotazione degli alimenti è il variare costantemente i nutrienti che utilizziamo ad ogni pasto per apportare proteine, carboidrati, grassi e micronutrienti. Questa pratica quindi non è altro che la creazione di un cambio continuo dei cibi che possiamo utilizzare nei vari pasti, ad esempio se sappiamo che a pranzo dobbiamo introdurre un tot di carboidrati è bene che pasto per pasto e giorno per giorno vengano variate le fonti che li apportano, stessa cosa deve accadere per l’apporto proteico.

Sono molti i motivi che stanno alla base dell’utilità di questa pratica. Innanzitutto si ha la possibilità di assumere svariate sostanze nutritive che sarebbe impossibile reperire usando sempre gli stessi alimenti, in secondo luogo si riduce il rischio di creare una sorta di “resistenza “ dovuta all’utilizzo cronico di un singolo alimento. La resistenza agli alimenti la si può descrivere come un accumulo di sostanze nell’organismo, dovute al continuo ed elevato utilizzo di un determinato alimento. Nello specifico il nostro corpo tende nel tempo a diminuire la tolleranza ad un alimento, soprattutto se lo si utilizza più volte tutti i giorni, alcune scuole di pensiero imputano questa situazione come la conseguenza della diminuzione o esaurimento di enzimi ed altre sostanze che il nostro corpo produce per digerire e assorbire un determinato alimento e le sostanze che lo compongono.

In altre parole questa resistenza o accumulo la si può vedere come una sorta di intolleranza alimentare temporanea. Infatti, sembra che questo processo se cronicizzato, possa essere una delle cause di alcune forme di intolleranza alimentare vera e propria. Ciò si può anche dedurre dal fatto che quando si crea una resistenza ad un alimento, i sintomi collaterali sono simili a quelli dell’intolleranze, nello specifico si possono presentare: gonfiori addominali, difficoltà digestive, mal di testa, debolezza, diarrea o costipazione, ecc.

In base a quanto visto, l’ideale per evitare tali situazioni è comunque di avvalersi dei tanti alimenti che si possono facilmente reperire, senza fossilizzarsi ad usare sempre le stesse fonti alimentari.

 

 

Passione, conoscenza, esperienza nonostante la giovane età e la voglia di aggiornarmi costantemente sono alla base della mia professionalità in questa famiglia che è SCIENTIFIC TRAINING.
Mattia Simonetti
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