LA VISIONE OLISTICA NELLA MEDICINA NATURALE

-by Dott.Andrea Rizzo-

mednatoli

 

In tutte le medicine naturali l’uomo viene visto come un microcosmo inserito nel macrocosmo. Ogni parte riflette l’insieme e pertanto ogni fenomeno è visto nella sua capacità/necessità di coinvolgimento di tutto l’uomo e del cosmo stesso. Nella tradizione sciamanica degli Indiani d’America, la natura è un elemento integrante (insieme a corpo, mente e spirito) delle pratiche di guarigione.

Per essi la natura comprende anche le relazioni dell’individuo con il suo contesto sociale (tribù): ogni disarmonia in questo contesto può essere causa di malattia per l’individuo, e la malattia, a sua volta porta squilibrio nel tessuto sociale. Il rituale di guarigione è un tentativo di ristabilire un’armonia perduta.In molte medicine naturali vengono tenuti in considerazione i ritmi del cosmo per impostare la terapia o per preparare i rimedi curativi, sempre nella concezione che la scelta di un momento adatto può rendere più potente l’azione di riequilibrio della cura.

L’uso di riferimenti topografici su alcune zone del corpo, considerate rappresentazioni dell’intero organismo, ai fini sia diagnostici che terapeutici è un altro importante elemento olistico comune a tante di queste tradizioni mediche. La Medicina Tradizionale Cinese offre un esempio molto esauriente: l’esame della lingua, la palpazione dei polsi radiali, l’esame del viso (e nella tradizione giapponese derivata da quella, anche la palpazione dell’addome o ampuku) sono tutte basate su una sistema di riferimenti topografici che permette di relazionare quanto osservato o percepito, ad un preciso disequilibrio dell’organismo.

L’auricolopuntura, la rino-faciopuntura, la podopuntura e le tecniche derivate (reflessologia plantare) usano simili criteri topografici. L’iridologia stessa si rifà ad una lettura dell’occhio come mappa dell’intero organismo.E’ interessante, per contrasto, ricordare la tecnica cinese della craniopuntura, che invece di seguire un criterio topografico di tipo olistico, si rifà a proiezioni superficiali di aree cerebrali sottostanti il cuoio capelluto (criterio anatomo-fisiologico).L’affermare, come fanno le medicine naturali, che ogni fenomeno coinvolge l’intero sistema di equilibri che ci circonda ricorda singolarmente quello che in fisica quantistica è noto come il principio di indeterminazione di Heisemberg.

Tale principio afferma che è impossibile misurare al tempo stesso posizione e velocità delle particelle subatomiche, in quanto, come spiegava Heisemberg stesso “nella fisica nucleare è del tutto impossibile trascurare le modificazioni prodotte da ogni osservazione nell’oggetto osservato.” L’applicazione corretta delle medicine naturali implica la consapevolezza che ogni correzione apportata ad un disequilibrio porta ad un nuovo equilibrio. Il benessere non si raggiunge, in questa visione, per una via rettilinea, ma per aggiustamenti successivi e il buon terapeuta deve riconoscere l’influsso che il suo intervento esercita sull’equilibrio del paziente.L’omeopatia classica da un valido esempio di questo processo.

La somministrazione di un rimedio, specie se ad alta diluizione, può in alcuni casi portare ad un aggravamento temporaneo della sintomatologia, che è segno di efficacia. In altri casi la somministrazione può portare al riemergere di altri disequilibri precedenti, che devono essere osservati e trattati adeguatamente.La Medicina ufficiale ha abituato i pazienti e, purtroppo, anche molti medici a considerare l’intervento terapeutico e in particolare quello farmacologico, come una semplice correzione di un guasto biofisico e non come un’interazione con un organismo estremamente complesso e spesso poco conosciuto. Una risposta “anomala” o una non risposta al farmaco non trova a volte un’adeguata spiegazione, tant’è vero che si parla in certi casi non di farmaci inefficaci, ma di pazienti “non-responder”. L’approccio terapeutico naturale è invece, nel complesso, rispettoso e consapevole delle dinamiche energetiche di ogni individuo.

Non si giudica il merito di un uomo dalle sue grandi qualità ma dall'uso che ne sa fare.
Andrea Rizzo
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