L'ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE E ANTICANCRO DEL LICOPENE

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Il licopene appartiene alla famiglia dei carotenoidi, presente principalmente nei pomodori, ma anche in alcuni altri frutti e verdure (papaia, anguria, albicocca, pompelmo rosa, uva).

La sua peculiarità è l’attività antiossidante nell’organismo umano.

Oltre che con il cibo, il licopene può anche essere assunto con specifici integratori alimentari, che possono contenerne concentrazioni variabili.

Il Licopene a differenza del b-carotene, non è provitaminico A, cioè non viene trasformato nell’organismo in vitamina A. In natura il Licopene si trova sotto forma strutturale di isomeri di tipo “trans” e, in particolare, nella frutta e nella verdura fresca la sua percentuale risulta essere di 30 mg per chilo.
Nell’osservazione dei metodi di lavorazione del Licopene, con particolare attenzione al riscaldamento, e’ stato dimostrato che la sua struttura viene modificata portando alla formazione di isomeri di tipo “cis”, che sono stati valutati maggiormente assimilabili dall’organismo umano, mostrando cosi’ una maggiore biodisponibilità. Inoltre la quantità di Licopene in tutti i derivati trattati del pomodoro risulta essere molto alta (100-150 mg per Kilo) superando i livelli relativi alla quantità nei pomodori rossi freschi.
Dunque nella preparazione culinaria o industriale la struttura del Licopene e’ apparsa molto stabile anche rispetto a quella della vitamina C.

L’organismo umano non è in grado di sintetizzare il Licopene, ma una volta assunto si ritrova in concentrazioni più alte nel fegato, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali e nella prostata. Assumere ogni giorno una piccola quantità di Licopene (50-100 mg) per almeno 30 giorni protegge le lipoproteine dall’ossidazione, purché l’organismo disponga di quantità normali di vitamina E. L’accumulo del Licopene nell’organismo lo difende anche nei periodi in cui eventualmente non e’ possibile assumerlo. L’aggiunta di flavonoidi potenzia inoltre l’attività antiossidante del Licopene.
La biodisponibilità per l’uomo del Licopene e’ fortemente influenzata dalla concomitante presenza di lipidi nella dieta, in quanto questi hanno un ruolo fondamentale di estrazione dei carotenoidi dalla fase acquosa con formazione di micelle miste, attraverso le quali i carotenoidi vengono assorbiti dagli enterociti e trasferiti ai tessuti in modo automatico come lipofili.
I chilomicroni nell’intestino sono i responsabili del trasporto del Licopene e di altri carotenoidi, attraverso i vasi linfatici, dalla mucosa al sangue.

Cosa dice la ricerca:

I ricercatori hanno esaminato l’associazione tra assunzione con la dieta di licopene (carotenoide presente in alte concentrazioni nel pomodoro) e cancro della prostata, ponendo particolare attenzione all’antigene prostatico specifico (PSA) e ai biomarker tissutali del cancro.

I dati circa l’accertamento e la letalità dei casi di cancro sono stati forniti dall’osservazione dei pazienti di circa 50.000 medici dal 1986 al 2010.

L’apporto più alto di licopene è stato trovato inversamente correlato al tumore della prostata totale e ancor maggiormente al tumore letale prostatico.

Sembra che, oltre all’attività antiossidante, il licopene possieda una proprietà antiangiogenesi, che permette di ostacolare lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni in prossimità dei tumori, rendendone difficoltosa la crescita.

Il licopene è un carotenoide che mostra azioni biologiche molto interessanti; come tutti i carotenoidi non è sintetizzato dall’organismo e deve essere assunto con la dieta.

Un elevato consumo di licopene è anche associato a una minore incidenza di malattie cardiovascolari; inoltre, come tutti i carotenoidi, protegge la cute dagli effetti dannosi della luce ultravioletta, trovando applicazione nella prevenzione delle scottature e del photoaging.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24463248

Non si giudica il merito di un uomo dalle sue grandi qualità ma dall'uso che ne sa fare.
Andrea Rizzo
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