LE ALGIE , IMPARIAMO A CONOSCERLE

-by Dott.Andrea Rizzo-

2015-11-26_120403

 

Il termine algia deriva dal greco algos che significa dolore. Nei riguardi del rachide dunque parleremo di:

• cervicalgie: sintomatologia dolorosa localizzata a livello del tratto cervicale del rachide. Nella maggioranza dei casi tali sintomatologie si presentano con una ipertonia della muscolatura cervicale, di conseguenza come linea medodoligica generale si procederà con stratching statico, pnf e posture miotensive per allungare e rilasssare i vari settori ipertonici.
• dorsalgia: sintomatologia dolorosa localizzata a livello del tratto dorsale del rachide. Queste situazione si manifastano nella maggioranza dei casi con ipotonia dei muscoli paravertebrali e del complesso degli adduttori delle scapole. Sovente tale condizione è anche associata adu una ipertonia o accorciamento degli intrarotatori dell’omero. Come approccio medologico dunque si procederà con posture miotensive atte a rilassare la parte contatta, esercizi di allungamento per gli intrarotatori dell’omero ed esercizi di tonificazione per paravertebrali, adduttori delle scapole ed extrarotatori dell’omero.
• lombalgia: sintomatologia dolorosa localizzata a livello del tratto lombare del rachide. Queste situazioni di manisfestano sovente con ipertonia del complesso dei muscoli anteroversori del bacino. A livello metodologico dunque attueremo allungamenti e posture miotensive atte ad allungare e decontrarre la zona contratta e procedemo alla tonificazione del complesso dei muscoli retroversori del bacino.

La lombalgia può essere classificata in tre sindromi principali:
o lombalgia posturale
o lombalgia da disfuzione
o lombalgia da erniazione

Ovviamente quanto esposto fino ad ora è valido solo in linea generale, come specificato più volte sarà opportuno contestualizzare il tutto ed attuare la migliore strategia solo dopo una attenta anamnesi e valutazione posturale del nostro cliente. Ad esempio potrebbe capitare che la lombaliga sia causata da una rettilineizzazione della curva lombare per cui in questo caso ci troverremmo ad operare in modo differente a quanto esposto sopra.
Più nello specifico vediamo le tre caistiche che l’operatore fitness si troverà a dover affrontare.

Lombalgia posturale.
Come lascia intuire il termine stesso questo tipo di problematica è dovuto al reitararsi di continue posture scorrette che provocano sofferenza a livello dei tessuti molli creando a seconda dei casi allungamenti e accorciamenti di alcuni muscoli che poi danno origina alla sintomatologia dolorosa. In queste casisistiche il rachide non presenta alterazioni strutturali ma a seguito di una anamnesi posturale è possibile evidenziare delle anomalie. Caratteristica primaria di questo tipo di lombalgia è l’intermittenza del sintomo doloroso che tende a scomparire durante l’attività motoria.
Ad esempio una marcata iperlordosi lombare (trattata in seguito) porterà le faccette articolare delle vertebre a contatto e questo oltre a creare fenomeni infiammatori e quindi algici porta degli scompensi nella distribuzione del carico che non grava più sul disco (struttura preposta a svolgere questa funzione) e, in taluni casi può portare alla riduzione dello spazio del forame vertebrale con conseguente pinzettamento del nervo.
Casi come questo sono molto diffusi e richiedono una corretta ed attenta anamensi che permetta di intuire quali sono i muscoli accorciati e quelli da tonificare e procedere poi con varie metodiche di stretching e tonificazione tenendo bene a mente i principi della plasticità muscolare.
Fundamentale in questi casi sarà anche la rieducazione del cliente a mantenere uno stile di vita più corretto in termini di postura suggerendo delle variazioni alle abitudini quotidiane che favoriscano la risoluzione della problematica (es la posizione del sedile dell’auto, il non dormire in posizione prona ecc.)

Lombalgia da disfunzione.
Come nel primo caso anche nella lombalgia da disfunzione, una delle causa scatenante va ricercata in posture errate del soggetto reitate nel tempo o relative a movimenti specifici. Si differenzia dalla precedente in quanto il dolore impedisce l’esecuzione dell’arco completo di uno o più delle possibili direzioni di movimento. Pertanto potremmo avere una lombalgia da disfunzione in estensione, flessione o inclinazione laterale.
L’approccio in questi casi consiste nel ridare gradualmente piena mobilità alle strutture compromesse utilizzando varie metodiche di stretching e joint mobility. L’approccio deve essere cauto in quanto i tempi di risoluzione sono solitamente lunghi e durante l’esecuzione degli esercizi è possibile portare il cliente a percepire dolore in maniera lieve e tale dolore può persistere nel dieci minuti successivi all’esecuzione dello stesso. Tuttavia se entro tale tempistica esso non scompare allora occorre ridurre l’intensità. Un approccio valido potrebbe essere quello per le prime volte di portare il soggetto ad avvertire fastidio, vedere come si evolve la situazione e poi aumentare l’intensità in modo cauto e graduale.

Lombalgia da erniazione.
In questi casi la sintomatologia dolorosa è duvuta ad una ernia ossia una situazione in cui il nucleo polposo del disco intervertebrale cambia in maniera non fisiologia la sua posizione all’interno del disco portando ad una alterazione delle superfici articolari tale da cambiare l’assetto della colonna vertebrale. Nella maggioranza dei casi (circa il 90% statisticamente) l’erniazione avviene posteriormente con posizione mediale (più rara) o laterale (più comune) ma può avvenire anche anteriormente (circa il 10% dei casi).
Una delle caratteristiche primarie di questo tipo di lombalgia è il dolore costante con diversa localizzazione a seconda del tipo di ernia fino alla possibilità d’irradiazione nel territorio del nervo complesso con sintomatologie come dolore e parestesia.

In questi casi è fondamentale la collaborazione con personale medico e specialisti della colonna vertebrale con i quali di volta in volta si andrà a studiare la strategia migliore. In caso questa collaborazione non fosse possibile occorre comportarsi in modo da non aggravare la situazione tramite esercizi di torsione e/o compressione vertebrale. Esercizi di allungamento muscolare e decompressione spinale posso aiutare a ridurre la sintomatologia dolorosa così come esercizi di tonificazione dei muscoli addominali e paravertebrali.

Spondilolistesi
La spondilosintesi consiste nello scivolamento in avanti di una vertebra rispetto a quella sottostante. Molto spesso asintomatica, la spondilosintesi può dare origine a fenomeni algici e nella maggioranza dei casi essa avviene a livello di L5 che scivola in avanti rispetto al sacro. Nel caso in cui ci si trovasse dinnanzi ad una situazione del genere di fondamentale importanza sarà la tonificazione degli addominali che insieme ad esercizi di stabilizzazione e percezione del bacino permetterà di ottenere un miglioramento. Si consiglia anche un allungamento dei muscoli anteroversori del bacino

Valere e saper mostrare che si vale, significa valere due volte... Ciò che non si vede è come se non ci fosse.
Andrea Rizzo
andrea