LE MEDICINE NATURALI SONO MEDICINE SCIENTIFICHE ?

-by Dott.Andrea Rizzo-

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In genere definiamo “scientifica” la Medicina Occidentale, come dire che tutte le altre culture mediche non lo sono, e creiamo così un grave equivoco. Le medicine naturali non sono infatti antiscientifiche, a patto che vengano applicate nel pieno rispetto delle loro caratteristiche. Ma cosa significa “scientifico”?Per definire la scientificità di una medicina, ci si rifà solitamente ai criteri euristici enunciati da filosofi della scienza quali Sarton, Popper e Porkert.

Il primo criterio richiede che la medicina si basi su un atteggiamento di EMPIRISMO POSITIVO, che si basi cioè su osservazioni ripetute, derivate dall’esperienza pratica. Si pensi che caratteristica di tutte le medicine naturali è proprio l’attenta e raffinata osservazione dell’uomo e della natura, che può vantare millenni di esperienza.

Il secondo criterio impone che le osservazioni vengano riferite in termini comunicabili obiettivamente, attraverso l’adozione di un sistema di CONVENZIONI (un “linguaggio scientifico”). Ogni Medicina nasce in un preciso contesto culturale e ne utilizza linguaggio e convenzioni per poter comunicare senza incertezze quanto viene osservato. Come i dati della Medicina occidentale vengono trasmessi in termini quantitativi utilizzando il sistema metrico, così le osservazioni delle medicine naturali vengono rese nei termini (misure, immagini, convenzioni) propri dei paradigmi culturali da cui nascono e che molte volte sono in grado di rendere aspetti qualitativi altrettanto bene di quelli quantitativi. Pensiamo all’importanza dell’esame della lingua in molte medicine naturali. Quando un medico cinese osserva la lingua di un paziente, la descrive in termini di forma, dimensioni, consistenza, colore e umidificazione e secondo un criterio topografico. Si tratta di dati oggettivi che, inseriti nel paradigma della Medicina Tradizionale Cinese forniscono un quadro estremamente preciso e raffinato degli equilibri interni al paziente.

Terzo criterio euristico è appunto la necessità di una SISTEMATIZZAZIONE delle osservazioni in una struttura razionale. L’inserimento delle osservazioni raccolte e descritte in termini oggettivi in un quadro di riferimento chiaro e incontrovertibile permette di definire scientifica una Medicina e ciò accade per tutte le medicine Naturali prese nel loro contesto autentico. Per rimanere sull’esempio della Medicina Tradizionale Cinese, le osservazioni effettuate sulla lingua del paziente vengono vagliate con un sistema diagnostico molto raffinato che permette di interpretarle ricavandone una diagnosi ed un principio di trattamento, necessari per impostare la corretta terapia. Le basi di questo sistema diagnostico sono rintracciabili nella tradizione taoista e confuciana della cultura cinese (yin/yang, i cinque movimenti, il sistema dei meridiani e degli organi).Dalla scientificità di una medicina deriva la sua capacità di affrontare in modo non casuale o istintivo, ma sistematico e ripetibile l’analisi, la prevenzione e la terapia di qualsiasi situazione patologica.

A differenza della Medicina ufficiale, tuttavia, le Medicine Naturali richiedono di costruire, su solide basi di conoscenza dei fondamenti, un affinamento della capacità di osservazione e della sensibilità del terapeuta. Il procedimento della medicina ufficiale è per lo più a blocchi chiusi e rigidamente standardizzato. Un dato quadro clinico, confortato dalla coerenza dei dati di laboratorio e delle indagini diagnostiche, prevede poche e ben definite scelte terapeutiche. L’indagine è indirizzata a diagnosticare la malattia e per una data malattia esiste una determinata cura.Il procedimento delle medicine naturali invece molto spesso è di tipo dialogico.

I dati dell’osservazione non devono necessariamente essere tutti coerenti, proprio perché non appartengono alla malattia, ma alle sue manifestazioni nell’individuo e queste manifestazioni nascono dall’interferenza dei fattori che causano la malattia con le componenti dell’unità corpo/mente di quel dato soggetto. Il medico è davanti al paziente come davanti ad un dipinto: l’insieme orienta già con un’impressione immediata, ma solo dall’attento esame di come si combinano linee e colori, si può avere la conferma e la comprensione fine di quella prima impressione, che porta alla scelta terapeutica appropriata.

Non si giudica il merito di un uomo dalle sue grandi qualità ma dall'uso che ne sa fare.
Andrea Rizzo
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