LE NUOVE LINEE GUIDA SULLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI FEMMINILI

-by Dott.Andrea Rizzo-

cuorefemmnili

Infarto e ictus non colpiscono soprattutto gli uomini. Anche la popolazione femminile è sempre più a rischio di problemi al cuore. Tanto che in America è partita la prima campagna informativa tutta al femminile.

Gli affanni del cuore non sono solo quelli di amori non corrisposti. Anche le donne sono sempre più a rischio di malattie cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus, fino a poco tempo fa ritenute patologie prettamente maschili. Tanto che la prestigiosa American Heart Association ha di recente promosso un’insistente campagna di prevenzione al femminile – ribattezzata “Go red for women” – pubblicando un vademecum “ad hoc” con le prime linee guida per il gentil sesso.

Anche per le donne, ormai, le malattie cardiovascolari (infarto cardiaco, ipertensione, ictus cerebrale) rappresentano la principale causa di morte in Italia e nei paesi industrializzati. Ma non solo. Secondo una recente ricerca condotta ad Harvard su 2000 pazienti statunitensi, uomini e donne, ricoverati di recente per un attacco cardiaco, questo è più facilmente fatale per una donna sotto i 50 anni piuttosto che per un uomo della stessa età. Pare che un ruolo cruciale sia svolto dalla pressione, significativamente più alta nelle donne sotto i 50 anni, ma importanti risultano essere anche il diabete e l’alcolismo, fenomeni più tipicamente al femminile.

Eppure, da un’indagine svolta dall’American Heart Association, emerge che solo il 13 per cento delle donne percepisce queste malattie come un problema di salute importante. Da qui la necessità di una campagna informativa “ad hoc”, basata soprattutto sui fattori di rischio. Del resto, anche in Italia, questi non sono più di esclusiva pertinenza della popolazione maschile: la pressione alta (uguale o superiore a 160 di massima e a 95 di minima) in Italia colpisce quasi nella stessa misura uomini e donne (33 per cento i primi e 31 per cento le seconde), il colesterolo è un problema sempre più femminile (25 per cento, contro il 21 per cento degli uomini), così come l’obesità. Neppure il diabete, infine, risparmia le donne (6 per cento, contro un 9 per cento di uomini).

Per quello che riguarda le linee guida, ci sono alcune novità rispetto al passato. Tra quello che bisogna fare, l’American Heart Association mette lo smettere di fumare, l’incentivazione di attività fisica (mezz’ora di bicicletta o di camminata a passo svelto possibilmente ogni giorno), una dieta sana (come quella mediterranea) e i controlli sul peso. Tra le cose da non fare, il ricorso ad una terapia ormonale sostitutiva per i disturbi della menopausa, il divieto di prendere integratori vitaminici antiossidanti (a base di vitamina E) di cui non sono ancora ben chiari i benefici, così come di evitare l’aspirina, farmaco che non serve a prevenire problemi cardiaci.

Insieme inizieremo un percorso ricco di soddisfazioni verso il raggiungimento dei tuoi obbiettivi. Il protagonista sei tu, sei tu il padrone della tua vita, della tua forma del tuo benessere!
Claudio Garombo
claudio