LESIONI E TRAUMI

-by Dott.Andrea Rizzo-

2015-10-17_101934

 

Sia nell’attività sportiva agonistica che in quella amatoriale il rischio di ferita è sempre e costantemente presente.
Nello svolgimento di una disciplina sportiva, specie se particolarmente impegnativa muscolarmente, si può andare incontro ad episodi dolorosi a carico dei muscoli, delle articolazioni e della cute.

Si possono individuare 3 tipi di dinamiche fondamentali che conducono all’infortunio:

CONTRASTO TRA ATLETI: presente in sport dove il contatto fisico è preponderante (calcio 53%, lotta 42%, rugby 40%)

CADUTE: sport dove generalmente è presente un attrezzo meccanico (motociclismo 73%, ciclismo 59%)

SFORZO E/O TORSIONE DEGLI ARTI: sport individuali e/o di squadra senza l’ausilio di mezzi meccanici esterni

Principali cause esogene
Non entriamo, in questa sede, nel dettaglio di ciò che succede a livello di squilibri biochimici e metabolici, ma evidenziamo le cause esogene maggiori:

– Carenza tecnica del gesto atletico
– Mancanza di un adeguato recupero tra un allenamento e l’altro (spesso capita di pensare specialmente a livello amatoriale che la causa possa provenire da un’insufficiente preparazione muscolare, ma purtroppo anche i professionisti e i campioni soffrono anch’essi di lesioni muscolari, quindi spesso la causa è proprio un insufficiente recupero tra una performance e la successiva).
– Riscaldamento non adeguato pre-attività (clicca qui per maggiori informazioni)
– Contrazioni eccessive della muscolatura, cioè sovraccarico protratto nel tempo
– Contrazione eccessiva e puntuale della muscolatura, quindi verificatasi nell’unità di tempo

Rapporto muscolo-tendine
In linea generale, quando il muscolo è impegnato in uno sforzo massimale, se viene richiesta un’ulteriore porzione di forza, superiore a quella sopportabile dal muscolo, la contrazione può portare a una lesione muscolare, mentre viene risparmiata la componente tendinea.

Nel caso in cui, invece, siamo in presenza di un muscolo potente-ipertrofico di un atleta ben allenato, quando la forza richiesta oltrepassa quella massimale, generalmente è il tendine a subire una lesione.

Queste considerazioni sono tanto più veritiere quanto più ci troviamo in presenza di sport richiedenti grandi dosi di forza esprimibili in un lasso di tempo ristretto e quindi tipicamente negli sport stop&go come tennis, corsa veloce, calcio, sci, ma anche in attività da palestra come il sollevamento di pesi.

Tipi di lesioni

LESIONI CUTANEE
LESIONI MUSCOLARI, TENDINEE E DEI LEGAMENTI
CONTUSIONI, STORTE, STIRAMENTI
ROTTURE: rotture di tendini, legamenti, fibre muscolari non sono trattate da questo approfondimento e sono casi che richiedono sempre un trattamento di tipo medico

CONTUSIONE
E’ la lesione sportiva più frequente, derivante da un impatto diretto sul muscolo o sull’articolazione.
Generalmente alla contusione si accompagna un ematoma, che ha origine dall’accumulo di sangue fuoriuscito nella medesima sede dell’evento traumatico.
L’ematoma che ne deriva può determinare un quadro più o meno grave a seconda delle sue dimensioni. Piccoli ematomi sono di norma riassorbiti.

Per evitare la formazione di un ematoma di grandi dimensioni, il primo obiettivo è il trattamento immediato della contusione al fine di ridurre l’emorragia attraverso l’applicazione del freddo.

DISTORSIONE
Viene chiamata genericamente storta; si verifica attraverso il superamento del raggio di azione dell’articolazione. L’apparato capsulo-legamentoso risulta danneggiato dalla distorsione e si produce dolore immediato e tumefazione nell’intorno della parte lesa.

Le prime cure per distorsioni di tendini e legamenti consistono nel ridurre la tumefazione, attraverso l’applicazione del freddo.

STIRAMENTO
Si verifica quando un muscolo subisce uno sforzo eccessivo cioè un sovraccarico muscolare volto all’ottenimento di un livello di performance superiore. Quando questo sovraccarico supera un determinato livello ritenuto fisiologicamente accettabile, si verifica l’infortunio o la lesione.

L’abbondante vascolarizzazione del muscolo determina, in occasione di una lesione, la fuoriuscita di una certa quantità di sangue: nei casi lievi il sangue resta localizzato all’interno del ventre muscolare, mentre nei casi più gravi rimane in superficie, distendendo la fascia muscolare e formando dei veri e propri ematomi.

Le prime cure consistono nel ridurre la tumefazione, attraverso l’applicazione del freddo.

COSA FARE SUBITO DOPO UN TRAUMA

I medici si riferiscono a questo momento come alla fase acuta. Ecco cosa fare tra le 24 e le 48 ore successive alla contrazione di una lesione:

RIPOSARE
In questa fase bisogna ridurre al minimo i movimenti nell’area lesionata, in modo da non aggravare la lesione.
Applicare del ghiaccio. Dev’essere applicato il prima possibile dopo la lesione, per contrastare subito l’infiammazione. Mettere il ghiaccio sulla zona interessata e tenerlo per 15 – 20 minuti (non di più). I medici non sono concordi sulla frequenza di applicazione del ghiaccio, ma è meglio attendere almeno 30 minuti prima di riapplicarlo (mentre probabilmente non porterà ulteriore giovamento fare delle nuove applicazioni con una frequenza superiore alle 2 ore).

RICORRERE ALLA COMPRESSIONE
Utilizzare a questo scopo una benda di compressione elastica, che applicata sulla regione lesionata aiuterà a ridurre il gonfiore. Fare attenzione a non stringere troppo, altrimenti si pregiudicherà la circolazione. Rifare la fasciatura quando si allenta.

SOLLEVARE LA PARTE DEL CORPO LESIONATA SOPRA IL LIVELLO DEL CUORE
È un metodo più complesso e richiede speciali attrezzature, ma è anche abbastanza efficace. È più usato per lesioni gravi. Intervenendo in questo modo subito dopo la contrazione della lesione, si permette ai fluidi accumulati nella zona lesionata di rimettersi in movimento, e dunque si riducono l’infiammazione e il gonfiore. Se non è possibile tenere sollevata la parte interessata subito dopo la lesione, si può aspettare fino al giorno seguente, ma l’efficacia sarà ridotta.

Quando si riprende l’attività si deve prestare la massima attenzione alla programmazione degli allenamenti e soprattutto alla fase del riscaldamento

Passione, conoscenza, esperienza nonostante la giovane età e la voglia di aggiornarmi costantemente sono alla base della mia professionalità in questa famiglia che è SCIENTIFIC TRAINING.
Mattia Simonetti
mattia