LO STALLO NEL DIMAGRIMENTO

-by Personal Trainer Gabriele Baccinelli-

ghgggh

 

Statisticamente, chiunque ha approcciato una dieta dimagrante si è poi imbattuto nello stallo, ovvero in quella condizione in cui il dimagrimento si ferma e il peso non cala.

Occorre fare delle precisazione sul perché e il come questo avviene e su tutti gli aspetti che caratterizzano questo fenomeno.

Partendo dalla dieta dimagrante di per sé, questa dovrebbe far ottenere un dimagrimento tramite un ridotto introito calorico (rispetto alla soglia di mantenimento).

Quindi se dovessimo stilare una formula per il dimagrimento sarebbe:

Dimagrimento= energia introdotta – energia spesa

E’ chiaro che se viene introdotta più energia di quella spesa ci sarà un aumento ponderale e che se invece riduciamo la quota calorica in entrata rispetto a quella spesa, avremo un dimagrimento.

Questo almeno in teoria, perché il corpo ha dei sistemi complessi atti a regolare la sua sopravvivenza in situazioni difficili e per sua natura non è concepito per le diete dimagranti o per i fini puramente estetici.

Esistono quindi processi di adattamento che esulano da questa regola teorica e che portano il fisico allo stallo.

Più nello specifico occorre precisare che lo stallo può crearsi prima o dopo a seconda di:

-Taglio calorico rispetto alla quota di mantenimento
-Durata della dieta
-Massa grassa del soggetto
-Massa magra del soggetto
-Profilo ormonale del soggetto
-Tipo di approccio dimagrante
-Tipo di alimenti utilizzati
-Ripartizione dei nutrienti
-Attività fisica e programmazione di questa

TAGLIO CALORICO RISPETTO ALLA QUOTA DI MANTENIMENTO

Se da una parte è vero che matematicamente si dovrebbe dimagrire più in fretta aumentando il taglio calorico e quindi riducendo le calorie introdotte in maniera più marcata, non è proprio così.

Questo perché come detto prima il corpo reagisce a situazioni d’emergenza, in questo caso la ridotta introduzione di alimenti, diminuendo il consumo e quindi il metabolismo.

Per fare un esempio pratico, cosa accadrebbe in natura se smettessimo totalmente di mangiare e il nostro metabolismo continuasse a bruciare come un forno? Sicuramente non dureremmo a lungo.

Per questo motivo tagli calorici troppo drastici hanno un effetto contrario ed ecco perché le persone veramente competenti consigliano di dimagrire mangiando il giusto piuttosto che facendo diete assurde e senza senso.

DURATA DELLA DIETA E MASSA GRASSA DEL SOGGETTO

Questo fattore è strettamente legato alla % di massa grassa e all’obiettivo voluto. E’ chiaro che più grasso c’è da perdere e più lunga dovrà essere la dieta, ma non solo, infatti più alta è la quantità di grasso corporea e minore difficoltà ci sarà nel dimagrire. Questo perché il corpo non solo riconosce il taglio drastico delle calorie come un pericolo, ma allo stesso modo riconosce come pericolo una quantità di grasso corporeo troppo bassa.

Per questa serie di motivi sarà più facile imbattersi in uno stallo se i kg che si vuole perdere sono gli ultimi 2 piuttosto che una decina.
Per quanto riguarda la durata della dieta, occorre precisare che il fisico si adatta ai cambiamenti e agli stimoli esterno cercando continuamente l’omeostasi e quindi l’equilibrio.

Se all’inizio una differenza di calorie introdotte crea un rebound e un dimagrimento marcato, col tempo questo tende a diminuire al fronte dell’adattamento generato nel corpo.

Esistono però determinati approcci dietetici atti a bypassare questo adattamento e quindi a raggiungere l’obiettivo voluto.

MASSA MAGRA DEL SOGGETTO

La massa magra del soggetto, ovvero la somma di tutti i tessuti che escludono quelli grassi, quindi muscoli, organi vitali ecc sono la parte metabolica principale del nostro corpo.

Quando si calcola il fabbisogno calorico infatti si parte proprio da qui, stimando i kg di massa magra, in alcuni casi avvalendoci di formule per la stima del peso ideale, possiamo sapere approssimativamente quello che è il corretto fabbisogno calorico giornalieri di un individuo.

Maggiore è la quantità di massa magra e maggiore sarà il metabolismo basale, ovvero la quota calorica richiesta escludendo il moto giornaliero. Sono quindi avvantaggiati da questo punto di vista gli uomini che solitamente possiedono una quantità di tessuti magri maggiori vista la muscolatura ma anche le persone alte che in linea teorica dovrebbero pesare di più.

Purtroppo riducendo le calorie introdotte non c’è solo una perdita di grasso, il corpo attinge infatti a più risorse e c’è quindi anche una perdita di tessuto muscolare, glicogeno e liquidi.

Con la riduzione di tessuto magro data da questa perdita ci sarà quindi un calo metabolico, questo si verifica comunque all’aumentare della durata della dieta restrittiva.

PROFILO ORMONALE DEL SOGGETTO

Le funzioni metaboliche del corpo sono regolate dagli ormoni. Questi sono una sorta di messaggeri chimici che accendono negli organi e nei tessuti le varie funzioni.

Un soggetto che ha un profilo ormonale fuori dalla norma, sia per ormoni tiroidei (vedi ipertiroidismo o ipotiroidismo), sia per ormoni steroidei (vedi ipergonadismo o ipogonadismo) avrà un metabolismo corrotto e quindi che esula dai parametri comuni.
Niente da temere comunque perché esistono approcci funzionali anche per queste casistiche.

TIPO DI APPROCCIO DIMAGRANTE

In giro esistono decine e decine di diete dimagranti diverse, più o meno sbagliate. L’idea sbagliata di queste diete è il fine in primis che vuol essere puramente estetico e non salutistico, senza contare che si tratta sempre di diete commerciali.

Ogni approccio tentato genera una risposta diversa sul nostro organismo e questa può essere più o meno funzionante sul corpo seguendo il principio della soggettività.

Il consiglio è sempre quello di seguire una dieta corretta e bilanciata, lasciando da parte le diete commerciali soprattutto se trovate su giornali o riviste e quindi non personalizzate per noi.

TIPI DI ALIMENTI UTILIZZATI

Quello che mangiamo al di là di queste o quella dieta è di importanza basilare, in quanto ogni alimento presenta caratteristiche e proprietà diverse, senza contare la diversa risposta ormonale che può generare nell’organismo.

Tra i vari alimenti non spazzatura ce ne sono di più e meno adatti per le fasi di dimagrimento e questi vanno correttamente scelti e calibrati per ottenere il massimo dei risultati, sia per quanto riguarda il dimagrimento, sia per il benessere psico-fisico della persona.

RIPARTIZIONE DEI NUTRIENTI

Questa può seguire caratteri diversi a seconda della persona e del profilo ormonale, nonché per le diverse esigenze e possibilità pratiche del soggetto.

Ogni dieta sfrutta solitamente una diversa ripartizione e questa può essere più o meno adatta a seconda dei casi.

La ripartizione dei nutrienti non tratta solamente i cosiddetti Macro (Carboidrati, Proteine e Grassi), ma anche la suddivisione degli stessi all’interno dei vari parti.

Trovare il giusto equilibrio personalizzato non solo darà risultati maggiori ma conferirà maggiore energia e benessere alla persona all’interno della giornata e nel riposo notturno.

ATTIVITA’ FISICA E PROGRAMMAZIONE DI QUESTA

E’ sempre consigliato effettuare dell’attività fisica regolare, questo in primis per mantenere efficienti le strutture siccome il corpo umano è progettato per deambulare e non per la sedentarietà.

Questo però va ben al di là del dimagrimento. In alcuni casi infatti, soprattutto se il grasso da perdere è nell’ordine dei 10kg o più, è sufficiente la dieta per provocare il dimagrimento in quanto questa ricopre un ruolo di importanza maggiore.

Accade spesso di vedere gente che si ammazza di attività fisica, spesso anche nel modo sbagliato, senza però perdere peso. Questo fa capire dove risiede il vero problema.

In alcuni casi, certe attività sono addirittura sconsigliate. Prendendo per esempio la corsa, un soggetto obeso del peso di 90 o più kg, porterò dei traumi notevoli alle articolazioni e alla schiena se tenterà di dimagrire correndo.

Per questi soggetti sarebbe più raccomandato l’esercizio a corpo libero, che già di per sé li costringe a lavorare con un sovraccarico oppure anche l’utilizzo di macchine come la cyclette o l’elittica dove non avremo lo stesso impatto col terreno.

Un ottima strategia per mantenere più tessuti magri possibili, è l’attività con i pesi che genera una risposta metabolica molto maggiore rispetto ad altri tipi di attività, questo è confermato da studi scientifici.

Riferimento: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24276305

I vari programmi dimagranti sono anche qui svariati e vanno programmati a dovere in base alla persona specifica.

Valere e saper mostrare che si vale, significa valere due volte... Ciò che non si vede è come se non ci fosse.
Andrea Rizzo
andrea