MAGNESIO UN MINERALE ECCEZIONALE

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Il magnesio è un minerale che presiede oltre 300 reazioni chimiche, le principali delle quali servono all’organismo per la produzione, il trasporto e l’utilizzo dell’energia. Di basilare importanza per il buon funzionamento di tutto l’organismo, il magnesio è fondamentale per eliminare i liquidi in eccesso (che sono un disturbo tipico della sindrome premestruale) e aumentare la circolazione periferica, stimolare lo smaltimento dei grassi e potenziare le difese anticellulite; del resto, è un regolatore della funzionalità intestinale, si oppone alla penetrazione di sostanze tossiche nelle cellule e contribuisce ad eliminare l’acido lattico responsabile della ritenzione idrica.

RECENTEMENTE È STATA EVIDENZIATA LA CAPACITÀ DEL MAGNESIO DI SVOLGERE UN’INFLUENZA POSITIVA SULLO STATO ORMONALE ANABOLICO, E QUINDI SUL TESTOSTERONE, NELL’UOMO.

Il MAGNESIO è noto per la funzione svolta a livello muscolare, con effetti interessanti sul muscolo scheletrico e sulla performance fisica: la sua carenza è associata a un incremento della richiesta di ossigeno per completare l’esercizio submassimale e a una ridotta prestazione di resistenza.

Nutrienti come il magnesio (ma anche il selenio e lo zinco) interagiscono con gli ormoni anabolici, specialmente il testosterone e il fattore di crescita insulino-simile (IGF-1).

Tale effetto ha portato a formulare l’ipotesi che questa interazione sia in grado di assicurare un rendimento fisico ottimale.

La tesi riguardante un collegamento tra magnesio e testosterone è stata approfondita in studi sull’uomo, dimostrando nei soggetti che avevano ricevuto un’integrazione di magnesio livelli più alti di testosterone.

E’ anche stato osservato che i livelli di magnesio e di testosterone sono bassi negli stati infiammatori e nelle condizioni di aumento dei ROS.

All’invecchiamento sono parzialmente attribuiti difetti degli ormoni anabolici e stati infiammatori di grado moderato, oltre a uno stato nutrizionale spesso inadeguato.

Sono necessari ulteriori studi di approfondimento per confermare il ruolo, di sicuro interesse, che il magnesio sembra svolgere sulle concentrazioni sieriche e sull’attività biologica del testosterone.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24723948

IL MAGNESIO AUMENTA LE CAPACITA’ ANAEROBICHE E L’ELEVAZIONE NEI PALLAVOLISTI

E’ stato condotto uno studio per verificare l’ipotesi che l’integrazione di magnesio influenzi le prestazioni fisiche dei giocatori di pallavolo.

Venticinque maschi giocatori professionisti di pallavolo sono stati assegnati in modo casuale ad un gruppo sperimentale ( 350 mg Mg • d – 1 , 4 settimane) e ad un gruppo di controllo ( 500 mg maltodestrine • d – 1 , 4 settimane) mantenendo inter- gruppo omogeneità di magnesio urinario .

Livelli di eritrociti, plasma e magnesio urinario, plasmatici dell’attività creatin-chinasi , produzione di lattato, massimo consumo di ossigeno ( VO2 max) e pliometrici (squat jump, countermovement jump, countermovement jump con schiacciata) e isocinetica performance ( torsione , potenza e lavoro totale ) sono stati valutati prima ( T0 ) e ( T1 ) dopo supplementazione.

Livelli di eritrociti e magnesio urinario e attività della creatin-chinasi e VO2 max sono rimasti entro i valori normali in entrambi i gruppi. Il magnesio plasmatico è diminuito in modo significativo solo all’interno del gruppo sperimentale . C’è stata diminuzione significativa nella produzione di lattato e significativi incrementi nel salto ( fino a 3 cm ) countermovement jump, countermovement jump con schiacciata con i valori di oscillazione del braccio che sono stati rilevati nel gruppo sperimentale dopo supplementazione di magnesio , ma non nel gruppo di controllo a T1.

Si è concluso che l’integrazione di magnesio ha migliorato il metabolismo anaerobico alattacido, anche se i giocatori non erano in carenza di magnesio.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24015935

IL MAGNESIO CONTRIBUISCE A SOSTENERE LE PERFORMANCDE AEROBICHE

In uno studio in doppio cieco randomizzato, 23 triatleti hanno partecipato ad un triathlon costituito da una nuotata di 500 metri + 20 km di gara in bicicletta + una corsa di 5 km sono stati studiati dopo 4 settimane di supplementazione con placebo o 17 mmol / d orotato mg.

Le prove sono state effettuate senza interruzione. Il sangue è stato raccolto prima e dopo il test, e tra i diversi eventi per saggiare lo stress energetico e il metabolismo cellulare.

I tempi nelle prove sono diminuiti nel gruppo Mg-orotato rispetto ai controlli.

La concentrazione di glucosio del siero è aumentato dell’ 87% durante la prova nel gruppo di controllo e 118% nel gruppo Mg-orotato, mentre insulinemia aumentato 39% nei controlli e diminuita del 65% nel gruppo Mg-orotato.

La pressione parziale venosa di O2 è aumentato 126% durante la prova nei controlli e del 208% nel gruppo Mg-orotato.

La pressione venosa parziale di CO2 dopo la gara ciclistica è diminuito del 66% (significativamente) nel gruppo Mg-orotato rispetto al 74% nei controlli.

Concentrazione protonica sangue diminuito al 90% nel gruppo Mg-orotato (significativamente) rispetto al 98% nei controlli.

Conta leucocitaria dnel sangue è aumentato da 5,92 / NL a 11,0 / NL nei controlli e dalle 5.81 / NL a 9.10 / NL nel gruppo Mg-orotato, una differenza significativa.

Cortisolo siero era inferiore nel gruppo Mg-orotato prima e dopo il test rispetto ai controlli.

CPK concentrazione catalitica dopo la prova è stata elevata 140% nei controlli rispetto al 122% gruppo Mg-orotato.

Le modifiche indotte dallo stress di energia e il metabolismo ormonale descritto in questo studio indicano modificazioni nell’utilizzazione del glucosio dopo l’integrazione Mg-Orotate e una risposta allo stress ridotto senza compromettere il potenziale competitivo.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9794094

RUOLO DEL MAGNESIO NELLA SALUTE OSSEA

I minerali sono molto importanti per conservare la salute ossea e bisognerebbe porre particolare attenzione ai livelli di calcio, magnesio e zinco.

Queste sono le considerazioni risultate dall’analisi di uno studio che ha comparato le concentrazioni di elementi traccia nelle ossa e la densità minerale ossea in pazienti con frattura osteoporotica del femore rispetto a quelle di altri pazienti con osteoartrite.

Lo studio è stato condotto su 30 soggetti operati per fratture femorali prossimali dopo una caduta e 30 altri pazienti sottoposti ad artroplastica dell’anca (protesi) per osteoartrosi.

Durante gli interventi chirurgici ai partecipanti dei due gruppi sono stati prelevati campioni di tessuto osseo per misurarne la densità minerale.

I livelli di calcio, magnesio e zinco sono risultati bassi nel gruppo con frattura osteoporotica, rispetto al gruppo con osteoartrite, suggerendo che tali elementi traccia siano particolarmente importanti per il mantenimento della densità minerale ossea e per contrastare l’insorgenza di osteoporosi.

Calcio, magnesio e zinco influenzano la densità e lo sviluppo della matrice ossea e svolgono un ruolo importante nella sintesi e nella demolizione ossea, particolarmente utile per la crescita e durante la menopausa.

Il calcio è un minerale richiesto per lo sviluppo e il trofismo dello scheletro. Il suo fabbisogno permane anche quando lo sviluppo osseo è completato perché l’organismo elimina quotidianamente una buona percentuale di questo minerale (turnover), che deve essere reintegrato.

Il magnesio è un importante elemento del tessuto osseo, che assicura il giusto rapporto tra calcio e fosforo.

Lo zinco è cofattore di enzimi come la fosfatasi alcalina, necessaria per la mineralizzazione ossea e la collagenasi ed è parte integrante del cristallo di idrossiapatite (struttura essenziale di denti e ossa).

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25170261

Un nuovo studio presentato al meeting annuale della Pediatric Academic Societies(PAS) tenutosi a Washington in questi giorni, suggerisce che per la salute ossea dei bambini non è solo necessario un apporto ottimale di calcio, ma che anche il magnesio svolge un ruolo di primo piano.

Infatti, commenta l’autore dello studio, il prof. Abrams del Baylor College of Medicine a Houston: «Numerosi nutrienti sono fondamentali per la salute delle ossa nei bambini. Uno di questi è il magnesio. Il calcio è importante ma, ad eccezione di quei bambini e adolescenti che non ne consumino a sufficienza, il magnesio non lo è di meno».

In questo studio sono stati reclutati 63 bambini di 4-8 anni che non assumevano multivitaminici o minerali. Ospedalizzati per due giorni hanno seguito una dieta nella quale ogni alimento e bevanda contenevano lo stesso quantitativo di calcio e magnesio.

Durante la degenza in ospedale sono stati loro misurati i livelli di calcio e magnesio e la loro escrezione nelle urine, riuscendo a determinare l’assorbimento di questi minerali nell’organismo.

I risultati hanno mostrato che la quantità assunta e assorbita di magnesio è un fattore chiave per la rilevazione del contenuto e della densità ossea, mentre l’assorbimento di calcio non ha avuto un’associazione particolarmente rilevante.

Il magnesio risulta pertanto un minerale il cui apporto ottimale è richiesto per una dieta sana ed equilibrata durante l’accrescimento.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23787702

In un interessante studio si è evidenziato che l’osteocalcina è aumentato del 43,7% dopo un mese di alte dosi (1830mg) di magnesio citrato, ciò è indicativo di un miglioramento del metabolismo osseo, nelle donne osteoporotiche.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19488681

miglioramento del contenuto minerale osseo si è evidenziato con l’integrazione di magnesio in giovani ragazze che ne presentavano carenza con la dieta

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17018656

BENEFICI A LIVELLO CARDIOVASCOLARE

Una dieta ricca di magnesio fa bene al cuore: questi i risultati di un ennesimo studio che conferma uno tra i numerosi effetti benefici di questo eccezionale sale minerale.

Lo studio spagnolo PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterranea) è stato ideato allo scopo di verificare la correlazione tra consumo di magnesio e rischio cardiovascolare in una popolazione mediterranea ad alto rischio.

Con 7216 partecipanti, uomini e donne 55-80enni, dopo un periodo di osservazione durato 5 anni, lo studio ha fornito risultati interessanti, evidenziando l’associazione tra elevato apporto di magnesio (442 mg/die) e riduzione della mortalità cardiovascolare (59%), mortalità tumorale (37%) e mortalità totale (34%).

Secondo i ricercatori la spiegazione di questi effetti protettivi può essere attribuita alla capacità del magnesio di abbassare la pressione sanguigna, ma anche di inibire l’aggregazione piastrinica, modulare l’infiammazione e migliorare la funzione endoteliale.

Il magnesio è anche richiesto in alcune reazioni biochimiche che modulano proliferazione, differenziazione e apoptosi cellulare, contribuendo anche alla stabilità e sintesi del DNA e, ultimamente, alla riduzione dello sviluppo tumorale.

http://jn.nutrition.org/content/early/2013/11/20/jn.113.183012

Il magnesio riduce la pressione negli ipertesi

Il consumo di almeno 370 mg di magnesio al giorno è in grado di ridurre i valori pressori, secondo una rassegna di studi pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition.

La rassegna ha valutato 22 studi clinici, per un totale di oltre 1100 pazienti, mostrando che la somministrazione di magnesio, ad un dosaggio compreso tra 120 e 973 mg al giorno, può ridurre significativamente la pressione sistolica e diastolica in soggetti ipertesi e pre-ipertesi.

La dr.ssa Lindsy Kass e colleghi dell’University of Hertfordshire, Regno Unito, riportano una riduzione media prodotta dal magnesio di 3-4 mmHg nella pressione sistolica e di 2-3 mmHg in quella diastolica.
L’effetto, dose-dipendente, ha avuto la migliore risposta con la somministrazione di 370 mg di magnesio o più al giorno e la riduzione della pressione è stata statisticamente e clinicamente significativa.
Gli effetti osservati in questa analisi sono apparsi importanti in termini di riduzione del rischio cardiovascolare, in particolare negli studi dove erano utilizzati antipertensivi.
I dati dei soggetti analizzati (pazienti normotesi e ipertesi) provenivano da 12 diversi Paesi europei, Asia, Nord e Sud America e la durata del trattamento era compresa tra le 3 le 24 settimane.
L’ipotesi che il magnesio potesse avere un ruolo nel controllo dell’ipertensione, è nata in seguito a numerose precedenti osservazioni epidemiologiche che hanno evidenziato una relazione inversa tra consumo di magnesio e incidenza di ipertensione e dalla conferma che questo minerale induce vasodilatazione.
La dr.ssa Kass e colleghi ritengono che questi nuovi dati dovrebbero essere attentamente valutati per considerare l’utilità del magnesio nella prevenzione e nel trattamento dell’ipertensione e, in generale, nella salute cardiovascolare.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22318649

AUMENTANO I DATI CHE SUGGERISCONO CHE AUMENTARE L’ASSUNZIONE DI MAGNESIO CON LA DIETA POSSA RIDURRE L’INCIDENZA DI SINDROME METABOLICA.

Nello studio apparso su Nutrients del 22 dicembre 2014, sono stati cercati studi in numerose banche dati internazionali, a partire dall’agosto 1965 fino al maggio 2014 per valutare la rilevanza del consumo di magnesio nello sviluppo della sindrome metabolica.

Analizzando i dati ottenuti, è emerso che per ogni aumento del consumo di 150 mg di magnesio al giorno diminuiva del 36% la probabilità di sviluppare sindrome metabolica.

In effetti, nella letteratura scientifica bassi livelli di magnesio sono diffusamente associati a iperglicemia, ipertensione, ipertrigliceridemia, insulino-resistenza e aumento della circonferenza vita, tutti fattori che contraddistinguono la sindrome metabolica.

Il magnesio, grazie ai molteplici ruoli svolti nell’organismo umano, ha effetti sulla salute confermati da numerosi studi.

Oltre alla protezione a livello cardiovascolare (che dà risultati soprattutto in caso di aritmie, malattie delle coronarie e ipertensione), spiccano i benefici in numerose condizioni nervose.

Questo minerale antistress, infatti, è efficace nelle cefalee e nelle emicranie, nei disturbi dell’umore, in particolare la depressione e nella sindrome premestruale.

Interessante anche l’azione a livello osteoarticolare, in grado di ridurre il rischio di fragilità ossea e, a livello muscolare, i crampi muscolari.

http://www.mdpi.com/2072-6643/6/12/6005

Sembra che con la supplementazione di magnesio ci sia un aumento nella sensibilità all’insulina, come valutato dal HOMA-IR, la quale potrebbe contribuire ad un aiuto secondario per l’efficienza del pancreas

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21205110

IL MAGNESIO RIDUCE IL TASSO DI MORTALITA’

Si deduce da recenti studi epidemiologici effettuati in Germania e negli Stati Uniti, che un consumo relativamente alto di magnesio riduce la mortalità, estendendo così la speranza di vita.

Lo studio tedesco è stato pubblicato in Atherosclerosis nel 2011.
Questo studio ha dimostrato che le persone con un livello di magnesio inferiore a 0.73 milli moli per litro hanno 1,58 volte più probabilità di morire rispetto alle persone il cui livello di magnesio è superiore a questo. [ Aterosclerosi . 2011 Nov ; 219 ( 1 ) :280 – 4 ] .
Nel gruppo con livelli relativamente bassi di magnesio nel sangue, il rischio di morte per un problema cardiovascolare è 1,66 volte superiore rispetto al gruppo con elevati livelli di magnesio .

Nello studio tedesco i ricercatori hanno seguito un gruppo di diverse migliaia di over 45 per una media di dieci anni. Anche se gli utenti di integratori di magnesio non hanno preso parte allo studio, i ricercatori sospettano che molte persone potrebbero realmente beneficiare da un assunzione di magnesio su base regolare.

Il magnesio riduce il rischio di mortalità anche grazie alla vitamina D, riducendo l’incidenza delle malattie cardiovascolari, non ché del cancro all’intestino, in base ai dati raccolti tra il 2001 e il 2006 per il National Health americano e Nutrition Examination Survey . Oltre dodici mila americani sopra i 20 anni hanno partecipato a questo sondaggio . [ BMC Med . 2013 ago 27; 11 ( 1) : . 187 ]

L’effetto del magnesio sembra da attribuire al suo intervento nella metabolizzazione della vit D.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23981518

IL MAGNESIO E’ IN GRADO DI MIGLIORARE LA QUALITA’ DEL SONNO

 Nelle persone anziane si è notato che la supplementazione con magnesio per 20 giorni ha migliorato la qualità del sonno

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12163983

320mg di magnesio citrate assunto quotidianamnete per 7 settimane ha migliorato in modo evidente la qualità del sonno

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21199787

La vera passione che nasce dal profondo, si percepisce, si sente, si osserva in ogni attimo. Tingendo dei propri colori tutto ciò che tocca.
Andrea Rizzo
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