PARAMORFISMI E DISMORFISMI DEL RACHIDE

-by Dott.Andrea Rizzo-

Cattura

 

Durante una attenta anamnesi posturale del paziente, può capitare che si riscontrino delle anomalie rispetto alla fisiologicità del rachide ovvero può capitare che esso si atteggi in maniera non fisiologica. A seconda delle caratteristiche che questo atteggiamento assumerà andremo a parlare di:

  • paramorfismo: quando l’alterazione delle curve fisiologiche avviene in assenza di vere e proprie alterazioni vertebrali. Il classico esempio è l’atteggiamento scoliotico in cui il soggetto che in posizione eretta presentava scoliosi, quando gli si chiede di flettere il busto in avanti, mettendo in tensione la colonna vertebrale annulla tale atteggiamento per tornare in fisiologia.
  • dismorfismo: quanto all’alterazione si associa una deformazione strutturale. La deformazione rimane costante anche al variare della posizione. Il classico esempio è la scoliosi strutturata.

Prima di procedere è opportuno ricordare come in molti casi il nostro corpo cerchi l’adattamento al fine di mantenere invariati alcuni punti di riferimento. In questa sede ci pare importante puntualizzare come la nostra postura si modifichi spesso per garantire sempre e comunque l’orizzontalità dello sguardo. Fatto proprio questo principio appare lampante che sebbene trattare separatamente per motivi accademici, iperlordosi ed ipercifosi si manifestino contemporaneamente nello stesso soggetto e come dunque sia sempre di vitale importanza mantenere un approccio olistico senza focalizzarsi su settorializzazioni eccessive.
Ipercifosi.
Definendo la Cifosi come una curva la cui concavità guarda anteriormente, possiamo asserire che, nel suo tratto dorsale il rachide presenti una normale cifosi che viene considerata disiologica quando essa è compresa tra i 20 e i 40° di angolazione. Qualora l’ampiezza della curva dorsale fosse molto elevata allora si potrebbe parlare di ipercifosi.
Qualora fossero presenti delle modificazioni strutturali a livello osseo allora si parlerà di curva patologica. A tal proposito occorre tenere presente che le ossa che ricevono pressioni anomale crescono e si deformano in base alle stesse. Questo principio è di fondamentale importanza soprattutto quando si allenano soggetti in accrescimento in quanto un gesto eseguito in modo sbagliato e reiterato nel tempo piuttosto che eventuali modificazioni delle lunghezze dei muscoli potrebbe causare modificazioni strutturali che darebbero origine a situazioni patologiche.
Pur sostenendo che ogni paramorfismo è una storia e se e che quindi sia di vitale importanza fae una corretta anamnesi del soggetto, in linea generale possiamo asserire che all’ipercifosi si accompagna:

– anteriorizzazione e adduzione delle spalle
– intrarotazione omerale
– ipotonia dei muscoli adduttori delle scapole (romboideo, trapezio e gran dentato)
– ipertonia del pettorale e degli intrarotatori dell’omero.
– generale ipotonia degli extrarotatori dell’omero
– possibile presenza del fenomeno delle scapole alate (scollamento del margine vertebrale della scapola dal piano costale)

Il fenomeno dell’ipercifosi crea problematiche a livello posturale ed estetico con conseguente malessere psicofisico di chi ne è affetto. Come sempre il parere e la guida di personale medico è di cruciale importanza ma in linea generale per la correzione dell’ipercifosi in palestra possiamo operare seguendo alcuni principi che vadano a stimolare una corretta correzione del problema.

 

 

La vera passione che nasce dal profondo, si percepisce, si sente, si osserva in ogni attimo. Tingendo dei propri colori tutto ciò che tocca.
Andrea Rizzo
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