POCA SEROTONINA RENDE NERVOSI

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Sebbene sia già da tempo noto che bassi livelli di serotonina sono connessi con impulsi aggressivi, un team di ricercatori dell’Università di Cambridge ha dimostrato come questa sostanza chimica regoli il comportamento del cervello e perchè alcuni individui possono essere più inclini di altri all’aggressività.

Lo studio è stato pubblicato su Biological Psychiatry. Attraverso la manipolazione della dieta, i ricercatori hanno alterato i livelli di serotonina dei volontari. Un giorno è stata fornita loro una miscela di aminoacidi cui mancava il triptofano, un precursore della serotonina, altri un placebo con la stessa miscela ma con una normale quantità di triptofano.

I ricercatori hanno poi scansionato il cervello dei volontari con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) in modo da verificare le differenze nei livelli di comunicazione tra le diverse regioni del cervello a seconda che i loro visi si mostrassero arrabbiati, tristi o anche semplicemente neutri.

La ricerca ha rivelato che bassi livelli di serotonina rendono più deboli le comunicazioni tra alcune aree del sistema limbico emozionale e i lobi frontali, rendendo così più difficile per la corteccia prefrontale controllare le risposte emotive della rabbia. Negli individui cui era già nota una tendenza a comportamenti aggressivi, i livelli di comunicazione tra queste aree del cervello sono risultati ancora più scarsi.

“Sappiamo da decenni – ha dichiarato Molly Crockett, ricercatore presso il Cambridge’s Behavioural and Clinical Neuroscience Institute e primo autore dello studio – che la serotonina svolge un ruolo chiave nell’aggressione, ma solo adesso disponiamo di una tecnologia che ci permette di esaminare il cervello per capire quanto la serotonina ci aiuta a regolare i nostri impulsi emotivi. Combinando una lunga tradizione nella ricerca comportamentale con le nuove tecnologie, siamo finalmente in grado di scoprire il meccanismo attraverso cui essa può influenzare l’aggressione”.

Coinvolto anche un ricercatore italiano del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Luca Passamonti, attualmente visiting scientist presso la Cognition and Brain Sciences Unit of the Medical Research Council di Cambridge.

“Anche se questi risultati vengono da volontari sani, possono essere molto utili anche per una vasta gamma di disturbi psichiatrici in cui la violenza è un problema comune; possono per esempio aiutare a spiegare i meccanismi cerebrali di un disturbo psichiatrico noto come disturbo esplosivo intermittente (Ied), che induce in chi ne è affetto incontrollabili scatti di violenza”.

“Siamo fiduciosi – ha concluso – che la nostra ricerca porterà ad una migliore capacità diagnostica e a migliori trattamenti per questo tipo di patologie”.

Insieme troveremo la strada giusta per raggiungere i tuoi obiettivi, passo dopo passo, ripetizione dopo ripetizione. Non aver paura di sognare in grande!
Erika Falcone
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