POSSIBILI EFFETTI ERGOGENICI DELLA VITAMINA D SULLA PERFORMANCE ATLETICA E SUL RECUPERO

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Abstract

 

Lo scopo di questo studio è quello di esaminare la vitamina D nel contesto della nutrizione sportiva, il suo potenziale ruolo nell’ottimizzazione della performance atletica. I recettori della vitamina D e gli emenenti di risposta della vitamina D ( vitamin D response elements) sono localizzati in quasi tutti i tessuti del corpo umano, incluso il muscolo scheletrico. La forma ormonalmente attiva della vitamina D, 1,25 diidrossivitamina D, è stata dimostrata avere un ruolo fondamentale nel corpo umano, regolando più di 900 varianti geniche. Basandosi sulla letteratura, è possibile affermare che i livelli di vitamina d oltre il range di reference normale ( sopra i 100 nmol/L) potrebbe aumentare le funzioni del muscolo scheletrico, diminuire il tempo di recupero port allenamento, aumentare forza e potenza, incrementare la produzione di testosterone, e di conseguenza la performance. Oltretutto mantenere livelli alti di vitamina d potrebbe apportare benefici per la performance sportiva. C’è da sottolineare che però gran parte della popolazione sportiva è carente di vitamina D. Attualmente la ricerca non è in grado di affermare quali siano i livelli ottimali di vitamina D, la forma specifica di vitamina d che dovremmo ingerira, e le interazioni con la vitamina K che porta a ipervitaminosi e a calcificazione delle arterie. Per di più, è possibile che un dosaggio eccedente la dose raccomandata (4000-5000 IU/day) assieme a 50/1000 mcg/day di vitamina k1 e k2 potrebbe incrementare la performance. Questa review studia i seguenti argomenti, e specificamente tratta la loro rilevanza nella performance.

 

 

 

KEY POINTS DELL ARTICOLO

 

  • LA vitamina D è una vitamina liposolubile essenziale, precursore steroidea intervenente in numerosi processi biologici e metabolici. Convertita nella sua forma attiva regola l’espresisone di più di 900 varianti geniche, le quali sono state dimostrare avere un largo impatto sulla salute e la performance ( infiammazione indotta dall esercizio, soppressore di geni tumorali, funzioni neurologiche, salute cardiovascolare, metabolismo del glucosio, salute dell’ osso e performance del muscolo scheletrico). L 88% della popolazione assume livelli inadeguati di vitamina D, deficienza correlata con una grande varietà di problematiche psicologiche e di salute come tendenze suicide, depressione, declino cognitivo e un aumentato rischio di cancro, problemi ossei, catabolismo del muscolo scheletrico.. 23 studi effettuati su 2313 atleti hanno mostrato come il 56% di essi fosse carente di vitamina D.

 

  • Metabolismo della vitamina D non trattato

 

  • I recettori per la vitamina D3 sul muscolo scheltrico indicano che la sua forma attiva possa avere effetti sull’attività dello stesso. Un Recente studio ( su atleti) , pur mostrando risultati vari, hanno mostrato come possa avere effetti su forza, potenza e massa muscolare; inoltre vn hurst e beck hanno concluso come il livello ottimale di siero concentrato di 25(OH)D deve essere ancora valutato per gli atleti. I recettori per la vitamina d sono presenti anche nel muscolo cardiaco e nel tessuto vascolare, e ciò indica che la sua forma attiva potrebbe influenzare il VO2max tramite la possibilità di trasporto e utilizzo di ossigeno dal sangue ai vari tessuti. Molti studi hanno mostrsto una correlazione positiva tra il VO2max e la concentrazione di siero 25(OH)D nei non atleti. Non sono state pero analizzate molte altre variabili quali la concomitanza con multivitaminici. Gli studi sugli atleti mostrano risultati discordanti. Koundourakis ha mostrato una correlazione positiva tra i livelli di siero e la performance in 67 calciatori caucasici maschi ( Sj, CMJ, Sprint Ability e VO2max). una piu recente pubblicazione di Fitzgerald ha concluso che non vi fossero associazioni tra i livbelli di siero e il Vo2max in 52 giocatori di hockey caucasici. Inoltre la correlazione fra la concentrazione di siero e il VO2max è inversamente correlata all aumentare dell’ attività fisica e del livello di allenamento. Un ulteriore studio ha mostrato, solo per i maschi, una correlazione invece positiva.

Gli specifici meccaniscmi attraverso i quali gli aumentati livelli di siero possano influire sul VO2max rimangono sconosciuti.

Durante il recupero, la forma attiva della vitamina D promuove la differenziazione miogenica e la proliferazione e regola la miostatina Stratos ha mostrato che incrementa la rigenerazione muscolare sul soleo in 56 “Winstar rats” ( topi), conseguentemente ad una dose sovrafisiologica di 100000 IU di vitamina D. Comparato con il gruppo che assumeva una dose bassa ( 332000 IU contro 33200 IU) il gruppo a dose alta mostrava una significativa riduzione dell’apoptosi 4 giorni post infortunio.

IN uno studio randomizzato tra gruppo placebo e di controllo, Barker ha dimostrato come 4000 IU/day per 35 giorni di vitamina D in adulti moderatamente attivi ed in saluta ha ridotto i biomarkers infiammatori alanina e aspartato, immediatamente seguenti a 10×10 di “ peak isometric force eccentric-concentric jumps”. Il picco di potenza del gruppo che assumeva la vitamina D decrementava solo del 6%, rispetto al 32% del placebo immediatamente post esercizio.

Di seguito gli esperimenti citati e altri

La vitamina D3 è stata dimostrata incrementare la forca e l espressione di potenza del muscolo scheletrico, probabilmente mediante la sensibilizzazione dei siti di legame del calcio sul reticolo endoplasmatico. Inoltre ci sono ulteriori evidenze che la vitamina d3 potrebbe incrementare il numero e la dimensione dell fibre di tipo II ( risultati supportati solo su donne di età superiore ai 65 anni con motilità limitata, devono perciò essere testati su popolazione atletica). D altra parte l aumento di forza e potenza è stato studiato in atleti durante uno studio randomizzato placebo-controllo in 10 atleti professionisti di calcio. Dopo 8 settimane di intervento, il gruppo ricevente 5000 IU al giorno di D3 rispetto al placebo ha aumentato significativamente il livello di siero, il tempo sui 10m sprint e sul salto verticale. Le possibili variabili ( counfounding variables ) sono state ben controllate Nonostante ciò altri studi hanno mostrato non esservi significanti benefici , indicando che gli eventuali tali potrebbero essere correlati a variabili individuali o a reali importanti deficienze di vitamina D.

Un recente studio fatto su 2299 uomini di età 62  11 ha mostrato come i livelli di siero fossero correlati con il testosterone e i libelli di androgeni. Inoltre uno studio di 12 mesi su un gruppo di controllo in 54 uomini non diabetici ha mostrato come il gruppo ricevente 3332 IU/day di vitamina D mostrasse un incremento significativo del siero, del testosterone totale, del testosterone bioattivo e dei livelli di testosterone libero. Ulteriori ricerche sono necessarie.

Gli uomini acquisiscono vitamina D da due fonti: produzione endogena conseguente alla esposizione al sole, o tramite la dieta ( cibo o supplementazione).

Sia la D2 ( assunzione tramite vegetali, ergocalciferolo)e D3 sono capaci di aumentare la concentrazione plasmatica di siero, ma la D3 pare essere maggiormente efficace. La D2 è meno stabile e biodisponibile all aumentare dell età.

L istituto di medicina (IOM) raccomanda l assunzione di 400-800 IU per bambini, adulti e >70 anni per mantenere livelli di siero di 50nmol/L. L’ Endocrine Society raccomanda dosaggi di 400-1000 IU per i neonati, 600-1000 per i bambini, 1500-2000 per gli adulti per mantenere concentrazioni di almeno 75 nmol/L. In realtà i livelli ottimali di vitamina d, e il concetto della sua ipervitaminosi o ipovitaminosi sono ancora da determinare.

La tossicità di vitamina D potrebbe presentarsi a dosaggi superiori a 10000 IU/day per un periodo prolungato; può portare a ipercalcinemia

 

http://jissn.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12970-015-0093-8

Valere e saper mostrare che si vale, significa valere due volte... Ciò che non si vede è come se non ci fosse.
Andrea Rizzo
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