RILASSATI CON LA MUSICA ED ABBATTI IL CORTISOLO

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Molta musica, certo non l’hard rock, ha un potere distensivo e riposante, perché ha effetto sulla pressione sanguigna, la respirazione e il battito cardiaco.

Che cosa ascoltare. L’ideale per rilassarsi è ascoltare brani dolci e lenti, a volume basso. Un esempio? I Notturni di Chopin, ma anche il canto gregoriano o la musica jazz. «Note che tranquillizzano, facendo diminuire le funzioni dell’emisfero sinistro del cervello (che controlla il linguaggio e il pensiero logico), mentre aumenta l’attività dell’emisfero destro (che controlla immaginazione e creatività)», dice Farnè. È sufficiente mezzora al giorno, meglio se alla sera.

Attenzione a…

Occhio invece al rumore. Forse non ci si fa caso, ma accompagna buona parte della giornata: traffico, telefono, televisione, ambiente di lavoro contribuiscono a un costante frastuono che, prolungato nel tempo, ha effetti negativi sia sulla psiche (disturbi dell’attenzione, della concentrazione e del sonno) sia sull’organismo (emicrania, capogiri, disturbi dell’udito).

La musica regola l’ormone dello stress

Quante volte una canzone vi ha provocato la pelle d’oca? «Un brano, legato magari a qualche bel ricordo, ha la capacità di attivare i centri cerebrali del piacere, lì dove i neurotrasmettitori modulano la secrezione di serotonina, dopamina, noradrenalina», spiega Luisa Lopez (puoi chiederle un consulto), che cura il progetto neuroscienze e musica della Fondazione Mariani.
La musica, come provato nel 2003 all’Università del Mediterraneo di Marsiglia, ha un’influenza positiva sui livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Ai ricercatori è bastato sottoporre 24 studenti a un test estremamente faticoso. Quelli che nel farlo ascoltavano le note, riuscivano a tenere l’ansia e i livelli di cortisolo sotto controllo, a differenza di chi aveva sostenuto il test nel silenzio.

La vera passione che nasce dal profondo, si percepisce, si sente, si osserva in ogni attimo. Tingendo dei propri colori tutto ciò che tocca.
Andrea Rizzo
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