RISCHI DELL’INSORGENZA DI TUMORI CORRELATO AD UN CONSUMO ECCESSIVO DI CARNI ROSSE E CARNI LAVORATE

-by Dott.Andrea Rizzo-

OMS

 

Queste righe che seguiranno sono il preludio di un lavoro ben più complesso che presto pubblicheremo riguardante il consumo di alcuni alimenti e la possibile correlazione con l’insorgenza di neoplasie.

Questo articolo introduttivo egregiamente redatto da FABIO DE VITA e pienamente condiviso dal sottoscritto è utile per fare generale chiarezza sull’argomento.

Ci tengo a precisare che tutto lo staff di SCIENTIFIC TRAINING essendo esperto in campo sportivo e nutrizionale, ma non essendo medici esperti in oncologia, ha deciso, per un argomento così delicato di lasciare giustamente la parola ad un esperto ricercatore oncologo che gentilmente sta collaborando con noi per produrre una chiara e scientifica review sull’argomento fruibile a tutti. Tale review sarà presto pubblicata con la speranza che possa essere una linea guida utile e chiarificatrice. La scienza prosegue gli studi in materia e quindi restiamo in attesa di ulteriori sviluppi certi e non di notizie bomba mal annunciate dai media solo per fare scalpore e creare allarmismo.

Dott. Andrea Rizzo – Scientific Training

Buona lettura

È da qualche giorno che sul web e sui telegiornali impazza la notizia dell’inserimento da parte dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) delle carni lavorate e delle carni rosse tra le sostanze cancerogene, rispettivamente nel gruppo 1 per quelle lavorate e nel gruppo 2A per le carni rosse (tutti i tipi di carne di mammifero, come bovino, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra). Ovviamente si è scatenato l’inferno, come solitamente succede con notizie di questo calibro e con la mal informazione dei media, quindi cerchiamo di fare un pò di chiarezza.

Da quanto si evince dal rapporto dello IARC che si trova sul sito http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2015/pdfs/pr240_E.pdf le carni lavorate sono state inserite per la loro incidenza nel causare cancro al colon rettale, cito testualmente: “Gli esperti hanno concluso che ogni 50 grammi di carne trattata consumata quotidianamente aumenta il rischio del cancro al colon rettale del 18%”, questo non significa, come è stato mal interpretato da qualcuno, che ogni 50g di carne trattata consumata il rischio aumenta del 18% ma bensì che se ogni giorno ne consumassi 50g il rischio aumenterebbe del 18%, infatti il rapporto continua citando un commento del Dottor Kurt: “per un individuo, il rischio di uno sviluppo del cancro al colon rettale a causa del consumo di carne trattata rimane basso, ma questo rischio aumenta con l’ammontare di carne consumata”, dice il DR Kurt Straif, direttore del IARC Monographs Programma  “In vista del gran numero di persone che consumano carne trattata, l’impatto globale sull’incidenza del cancro è di un’importanza sanitaria pubblica”. Tutto questo è dovuto al tipo di lavorazioni che si effettuano per la loro conservazione, agli additivi utilizzati come Nitriti e Nitrati che già sono conosciuti per la loro pericolosità, dal fatto che spesso questi prodotti non contengono solo carne ma anche scarti e addirittura in alcuni casi ossa come più volte dimostrato nella produzione di wurstel e kebab per esempio, e aggiungerei dal semplice fatto che le carni utilizzate per questi prodotti destinati alla grande distribuzione non siano di buona qualità perché derivanti da allevamenti intensivi.

Per quanto riguarda la carne rossa invece il discorso è diverso, la relazione della IARC riporta testualmente: “un gruppo di esperti ha classificato il consumo di carne rossa come probabilmente cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2A), basato su prove limitate che il consumo di carne rossa causa cancro all’uomo e forti prove meccanicistiche comprovanti un effetto cancerogeno”. Il rapporto parla di carne rossa PROBABILMENTE cancerogena basato su prove LIMITATE, e sinceramente non condivido chi da qui ha etichettato la carne rossa come il male più assoluto. Molta incidenza deriva anche qui dalla qualità della carne, come detto prima la carne destinata alla grande distribuzione deriva da allevamenti intensivi, dove i capi di bestiame vengono trattati con antibiotici per non ammalarsi con farmaci ormonali per migliorarne la crescita e la loro produttività e a volte foraggiati con mangimi a base di farine animali (non il massimo per degli erbivori come i bovini)

Che un consumo eccessivo di carne rossa potesse essere cancerogena era risaputo da tempo e gli esperti consigliano di mantenersi su un paio di porzioni a settimana, come è risaputo anche che un eccesso di carni lavorate sia dannoso per la salute. Questo però non vuol dire demonizzare l’uso di questi prodotti, come tutte le cose e come gli studi ci insegnano l’equilibrio e l’alternanza degli alimenti, delle fonti proteiche in questo caso, è sempre la scelta migliore.

Quindi cercate di non esagerare con il consumo di carne rossa e soprattutto di carni lavorate, fate ruotare il più possibile gli alimenti nella vostra alimentazione per avere il miglior apporto di nutrienti e cercate di scegliere dei prodotti dei quali conoscete qualità e derivazione.

Passione, conoscenza, esperienza nonostante la giovane età e la voglia di aggiornarmi costantemente sono alla base della mia professionalità in questa famiglia che è SCIENTIFIC TRAINING.
Mattia Simonetti
mattia