TESTOSTERONE , IMPARIAMO A CONOSCERLO E MODULARLO IN MODO NATURALE

-by Dott.Andrea Rizzo-

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Il Testosterone è un ormone steroideo androgeno prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli ed in misura minore a partire dalla corteccia surrenale. Il testosterone viene sintetizzato anche a partire dal colesterolo :
Colesterolo -> Pregnenolone -> DHEA -> Androstenedione ->Testosterone
E’ un ormone principalmente maschile ma anche nelle donne è presente come prodotto intermedio della sintesi degli estrogeni.

La produzione di testosterone è governata dall’asse ipotalamico-ipofisario-testicolare (HPTA). Tale asse è influenzato continuamente da i livelli nel siero di molti ormoni e pro-ormoni. In particolare se la produzione di testosterone è troppo bassa, i testicoli segnalano all’ipotalamo di produrre più GnRH (ormone rilasciante l’ormone Luteinizzante). Il GnRH circolante trasmette a sua volta all’ipofisi di rilasciare più ormoni gonadotropici: LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone follicolo stimolante). Quando l’LH e l’FSH messi in circolo raggiungono i testicoli segnalano alle cellule di leydig di produrre più testosterone e sperma. Quando invece i livelli di testosterone sono troppo elevati dai testicoli parte il segnale verso l’ipotalamo di rilasciare meno GnRH, di conseguenza avviene il processo inverso al precedente con il risultato di una produzione minore di testosterone. E’ interessante sapere che elevati livelli di estrogeni circolanti possono segnalare una riduzione della produzione di androgeni come il testosterone in modo molto significativo.

Di tutto il testosterone prodotto dal corpo umano soltanto una piccola quota circola nel sangue in una forma detta “libera”. All’interno del siero, così come succede per molti altri ormoni, il testosterone si trova in una forma “legata” (c.a. 98% negli uomini, 99% nelle donne) a specifiche proteine plasmatiche per il 45% all’SHBG (Sex Hormon Binding Globulin) e per il 53% all’Albumina (questa proteina ha un’affinità per il testosterone 1000 volte inferiore rispetto all’SHBG ma la sua concentrazione ematica è 1000 volte superiore), le quali lo inattivano temporaneamente. In base alle richieste metaboliche una piccola quota di questi legami può rompersi, rilasciando il testosterone in forma libera, il quale può migrare nei siti recettoriali delle cellule per compiere le sue funzioni.

Come agisce il testosterone:
Ogni molecola steroidea è specifica per il rispettivo recettore cellulare. Ciò significa ad esempio che solo le molecole di testosterone possono legarsi al loro sito recettoriale e trasmettere il loro messaggio. E’ proprio come una chiave e la sua serratura, alcune chiavi proprio non entrano, altre entrano ma non girano, solo le chiavi giuste entrano e muovono il meccanismo. Il testosterone circola ovunque tramite il torrente ematico e il flusso linfatico, raggiungendo i siti recettoriali delle cellule ad esso preposti. Ecco cosa accade nelle cellule muscolari: una volta che la molecola di testosterone attiva il sito recettoriale nella cellula muscolare crea un complesso chiamato steroideo-recettore, tale complesso migra fino al nucleo della cellula dove può legarsi a sequenze specifiche sulle sezioni di acido nucleico del DNA. Qui inizia la trascrizione del messaggio e si forma un modello del DNA che si traduce in RNAm (acido ribonucleico messaggero). L’RNAm esce dal nucleo cellulare e nel citoplasma si lega a sua volta con RNA. Da quel momento parte la traduzione del messaggio che ha come risultato un incremento della sintesi proteica. Si verifica in corrispondenza una diminuzione del catabolismo grazie alle molecole di testosterone che occupano i siti recettoriali del cortisolo bloccando la sua azione.

Dopo che una molecola di testosterone ha fatto il suo compito trasmettendo il suo segnale, fa ritorno al flusso ematico e ricomincia il suo compito in altri siti recettoriali oppure può incorrere attraverso reazioni enzimatiche nel trasformarsi in altre sostanze come estrogeni diidrotestosterone, sostanze inerti che verranno espulse, ecc…

Effetti del testosterone:

Quest’ormone produce due classi di effetti distinte, la prima riguarda le sue caratteristiche anaboliche: scatto di crescita puberale (interazione con GH e IGF-1), aumento della massa muscolare, del trofismo osseo e in misura minore di fegato, milza e reni, ematopoiesi cioè l’aumentata sintesi di eritropoietina (EPO). In campo sportivo le caratteristiche anaboliche del testosterone, abbinate ad allenamenti, alimentazione ed integrazione adeguata si traducono in: costruzione maggiore ed accelerata del tessuto muscolare; recupero e rigenerazione muscolare più veloce; recupero da malattie, infortuni, fasi debilitanti più rapido. La seconda caratteristica riguarda le azioni androgene, cioè i caratteri maschili secondari come: maturazione dei genitali esterni (epoca puberale); mantenimento del desiderio e delle capacità sessuali (età adulta); crescita di barba, baffi, peli; recessione temporale; abbassamento del tono della voce; a livello psichico attitudini più aggressive e stimolo della libido.
Testosterone ed estrogeni :
Nell’uomo una piccola parte di testosterone viene convertita in estrogeni (estradiolo), gli ormoni sessuali femminili per eccellenza. Tale conversione avviene ad opera dell’enzima aromatasi il quale si trova principalmente nel tessuto adiposo ma è presente anche in gonadi, fegato, muscoli e a livello del sistema nervoso centrale. E’ da ricordare che moderate quantità di estrogeni migliorano il profilo lipidico ematico ma non appena tali valori superano i limiti fisioligici compaiono diversi effetti indesiderati. Problemi come ginecomastia, ritenzione idrica ed accumulo eccessivo di tessuto adiposo sono piuttosto comuni nei soggetti con alti livelli di estrogeni.
Nel si utilizzino integratori per aumentare il testosterone (soprattutto libero) il corpo ha la capacità di neutralizzarlo in parte trasformandolo in estradiolo tramite una reazione di aromatizzazione che avviene soprattutto a livello del tessuto adiposo e del sistema nervoso centrale. L’estradiolo come visto in precedenza funziona a sua volta da inibitore della produzione di testosterone riducendo la secrezione ipotalamica di LHRH. Riduce così la quota di LH prodotto dall’ipofisi e di conseguenza anche la sintesi di testosterone.

Testosterone e diidrotestosterone (DHT)
Il testosterone può essere convertiti in un metabolita androgeno, chiamato diidrotestosterone (DHT), che in alcuni tessuti esercita un’attività decisamente superiore rispetto al testosterone.
Il DHT presenta un’attività androgena 4-5 volte superiore rispetto al testosterone. Viene prodotto grazie all’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi che rende semplice il doppio legame esistente tra il carbonio 4 ed il carbonio 5. Questa piccola modifica aumenta notevolmente l’affinità del diidrotestosterone per i recettori androgeni, potenziandone, di conseguenza l’attività. L’enzima 5-alfa reduttasi è presente soprattutto nella cute, nel fegato, nel sistema nervoso centrale e nella prostata.
In virtù del suo forte potere androgeno il diidrotestosterone è responsabile di buona parte degli effetti indesiderati collegati ad esempio all’uso di steroidi anabolizzanti. In individui geneticamente predisposti il DHT favorisce la comparsa di acne, accelera la caduta dei capelli e causa ipertrofia prostatica.
Il DHT non deve essere visto solo in maniera negativa, questo per tre motivi,il primo perché non è il solo responsabile di tali effetti dato che tutti gli ormoni steroidei esercitano la loro attività anabolica e androgena interagendo con i medesimi recettori. Il secondo è che quest’ormone è importantissimo per la stimolazione della libido e del desiderio sessuale, gioca un ruolo importante per buone prestazioni di forza e per i giusti livelli di aggressività. Il terzo motivo è che il diidrotestosterone sembra stimolare l’attività anabolica grazie alla sua forte interazione con le cellule del sistema nervoso centrale.
Bloccando l’attività dell’enzima 5-alfa reduttasi tramite un farmaco chiamato finasteride, molti bodybuilder notano un rallentamento dei progressi, segno inconfutabile che il diidrotestosterone non va visto come un semplice effetto collaterale, l’unica cosa come vedremo in seguito è importante contenerne l’attività, questo per beneficiare di più alti livelli di testosterone libero in grado di svolgere importanti attività anaboliche.

MODULATORI DEL TESTOSTERONE
Esistono integratori nutrizionali e sostanze fitoterapiche in grado di stimolare e modulare la produzione ed il mantenimento di livelli di testosterone ottimali o addirittura maggiori. Ciò permette di ottenere i numerosi vantaggi in termini di risultati nella performance sportiva (forza, energia, recupero) ed estetici (massa e volume muscolare, definizione), senza gli effetti collaterali di utilizzo esogeno di testosterone o di altri anabolizzanti, quali la diminuzione o soppressione degli androgeni naturalmente prodotti dal nostro corpo, ginecomastia, acne, fino a problematiche ancora più gravi.

Queste sostanze agiscono in vari modi, quindi la combinazione di esse può creare un efficace effetto sinergico capace di elevare e mantenere livelli di testosterone libero tali da permettere di incrementare i risultati desiderati. Alcune sostanze agiscono direttamente sulla produzione di testosterone , altre si legano all’SHBG o ne diminuiscono la quantità circolante, altre ancora diminuiscono la conversione di testosterone in estrogeni o DHT (per una trattazione completa delle sostanze in grado di modulare gli estrogeni, il DHT, la prolattina o il cortisolo, vi sono singole sezioni ad essi dedicate).

Ecco un elenco delle sostanze e degli effetti possibili che possono avere sull’incremento naturale del testosterone:

ACETIL CARNITINA: incremento di GnRH nell’ipotalamo e quindi di LH
AVENA SATIVA: si lega ad SHBG
CATUABA: stimolo gonadico
COLEUS FORSKOLHII (studi in corso): possibile stimolo della produzione di testosterone
DAMIANA: stimola la produzione (meccanismo non chiaro)
DISCOREA: precursore steroideo
ELEUTEROCOCCO: Possibili effetti stimolanti la produzione
EPIMEDIUM: stimola la produzione
EURYCOMA LONGIFOLIA: stimola la produzione, inibisce l’SHBG
FIENO GRECO: stimola la produzione di LH
MACA: stimola le gonadi
ORTICA: alza i livelli di testosterone libero legandosi a SHBG, inibisce la conversione di testosterone in DHT
DIVANILLYL TETRAIDROFURANO: si lega a SHBG, quindi aumenta testosterone libero
TRIBULUS TERRESTRIS: aumenta LH e i livelli di testosterone libero
ZMA: alza i livelli di testosterone libero
ACIDO D ASPARTICO
BASELLA ALBA: aumenta testosterone
FADOGIA AGRESTIS: molto androgenica (ottima se assunta 90’-120’ prima delle gare)
ASHWAGANDA: stimola la produzione di testosterone, contrasta il cortisolo, è adattogena
BULBINE NATALENSIS: stimola produzione testosterone e riduce estrogeni
MASSULARIA ACUMINATA: sembra possedere proprietà androgeniche
BRYONIA LACINIOSA: stimola produzione di LH
DODDER: stimola la produzione

ALTRE STRATEGIE PER ELEVARE I LIVELLI DI TESTOSTERONE

Si agli AGE. Gli acidi grassi essenziali sono importantissimi per la salute generale del nostro corpo. Ma in questo caso lo sono ancora di più per lo stimolo che hanno sulle prostaglandine buone (PGE-1, PGE-2), le quali influenzano positivamente il testosterone. Gli AGE, si trovano in buone quantità in: olio di semi di lino, burro d’arachidi naturale, pesce azzurro, noci, mandorle, olio d’oliva, ecc.

Ridurre gli alcolici. Le bevande alcoliche, ma soprattutto i super alcolici oltre ad incidere negativamente sulla composizione corporea, possono ridurre i livelli di testosterone.

Allenatevi con esercizi base. Gli esercizi multi articolari, come lo squat, gli stacchi da terra e i sollevamenti olimpici, rematori e le distensioni su panca, se eseguiti intensamente (carichi pesanti a esaurimento per 6-8 ripetizioni), hanno dimostrato di elevare i livelli di testosterone.

Non fare pasti eccessivi. Cercate di non mangiare troppo e male, anche troppe proteine tutte insieme posso incidere negativamente sui livelli di testosterone.

Passione, conoscenza, esperienza nonostante la giovane età e la voglia di aggiornarmi costantemente sono alla base della mia professionalità in questa famiglia che è SCIENTIFIC TRAINING.
Mattia Simonetti
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