ULTIMI STUDI SUI DISTURBI DEL SONNO

-by Dott.Andrea Rizzo-

2016-02-20_001741

 

Quando dormire poco e male diventa un problema cronico, è bene affrontarlo con orari regolari ed uno stile di vita corretto. È quanto consigliano le ultime ricerche sull’insonnia.

Affrontare il problema dell’insonnia significa parlare di un bisogno fondamentale dell’uomo: il sonno. Mentre dormiamo il metabolismo aumenta e l’organismo immagazzina energia, l’apparato renale e il fegato eliminano le tossine in maniera più efficace, il sistema immunitario produce più anticorpi, il midollo osseo produce globuli rossi in gran quantità. Queste sono solo alcuni dei motivi che fanno del dormire un’azione indispensabile alla nostra vita.

Ciononostante sono davvero numerose (il 14 per cento della popolazione italiana) le persone che accusano un qualche disturbo del sonno (soprattutto di sesso femminile) e si dichiarano insoddisfatte del proprio riposo giornaliero. La percentuale di insonnia aumenta con l’età raggiungendo, dopo i 60-65 anni, il 33 per cento.

Gli esperti definiscono l’insonnia un disturbo dovuto ad un’ insufficienza qualitativa e quantitativa del sonno, causata da un’alterazione del ritmo sonno-veglia con prevalenza di quest’ultima. Esistono diversi tipi di insonnia: quella iniziale, in cui ci si addormenta a fatica; quella centrale, che provoca fastidiosi risvegli durante la notte, e quella terminale, caratterizzata dal risveglio nelle prime ore del mattino. I sintomi che generalmente caratterizzano tale disturbo (stanchezza, sonnolenza ed irritabilità) hanno spesso conseguenze sulla vita di chi ne soffre, compromettendone il rendimento sul lavoro ed i rapporti interpersonali, oltre ad aumentare il rischio di incidenti stradali o di altre patologie. Il timore di non poter riposare a sufficienza durante la notte genera stati d’ansia, frustrazioni e paure che a loro volta ostacolano il sonno.

Studi recenti hanno dimostrato che la cura più efficace contro i disturbi del sonno consiste nel modificare le proprie abitudini di vita sbagliate. L’igiene del sonno, così è stata definita tale “terpaia”, deve essere studiata a misura di ciascun paziente, individuando con l’aiuto di uno specialista gli atteggiamenti che ostacolano o favoriscono il sonno.

Tra le cattive abitudini, da evitare per assicurarsi un prolungato riposo notturno, vi sono il tipico sonnellino che segue il pranzo, lo sport praticato in serata, un’eccessiva temperatura nella camera da letto, cibi pesanti e difficilmente digeribili. Per favorire il riposo, invece, a tavola vanno preferiti carboidrati semplici (zucchero e miele) e complessi (pane e pasta) a cioccolato e cacao, contenenti caffeina; banana, ananas, pomodoro e avocado sono precursori della serotonina (il neurotrasmettitore che favorisce il sonno), mentre gli alimenti troppo grassi e fritti rallentano la digestione. Un aiuto a chi fatica a prendere sonno può venire anche dalle tisane calde contenenti luppolo, camomilla, menta o passiflora. È bene anche andare a dormire e svegliarsi ad orari regolari, evitare di lavorare o di guardare la televisione a letto, visualizzare immagini piacevoli prima di riposare, cercare di rilassarsi con alcuni esercizi di respirazione.

Se, corretto il proprio stile di vita, l’insonnia non ci abbandona, il medico probabilmente ci prescriverà un farmaco adeguato. La terapia farmacologica più comune è a base di banzodiazepine, ipnotici che vanno prescritti nella minore dose e per il minore tempo possibile (due settimane). L’assunzione di qualsiasi farmaco dovrebbe inoltre essere a regime intermittente.

Valere e saper mostrare che si vale, significa valere due volte... Ciò che non si vede è come se non ci fosse.
Andrea Rizzo
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